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Manifattura sud, Confcommercio: “C’è il rischio di un lungo degrado per l’area”

L'associazione di categoria dispiaciuta per l'interruzione dell'iter: "Mancata la capacità da parte dell’amministrazione di trovare un punto di incontro, oltre a una buona dose di coraggio"

Manifattura sud, interviene Confcommercio. L’associazione di categoria prende atto della decisione del Comune di Lucca di stoppare l’iter riguardante il project financing di Coima Sgr e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per la riqualificazione della porzione sud della ex Manifattura Tabacchi. Ma non è certo soddisfatta dell’interruzione dell’iter: e arriva l’accusa all’amministrazione di aver dimostrato scarso coraggio.

“Confcommercio – si legge in una nota – sull’argomento ha sempre manifestato la sua posizione, giudicando di primaria importanza il recupero di un contenitore che ha tutte le potenzialità per dare nuovo slancio al centro storico sotto ogni punto di vista. Da quello dei servizi e delle funzioni, passando per quello del decoro e della valorizzazione del suo patrimonio storico e architettonico, per arrivare fino a quello della sosta e della accessibilità. E sono questi ultimi due aspetti, problematiche purtroppo croniche della città, che portano Confcommercio da anni a chiedere di individuare nuove e numericamente elevate aree di sosta a pagamento, in modo da rendere più accessibili e fruibili le attività del centro storico, oggi fortemente penalizzate sotto questo punto di vista rispetto ai grandi centri commerciali artificiali“.

“In questo contesto, la ex Manifattura era ed è ad oggi – spiega Confcommercio – l’unica area in grado, superficie alla mano, di rispondere a questa esigenza non rimandabile. La somma di queste due cose, ovvero sia la necessità di recuperare una maxi area in stato di abbandono da 17 anni – e chissà per quanto tempo ancora – e la necessità di individuare soluzioni per migliorare in modo concreto la sosta e l’accessibilità in e al centro storico, ha portato Confcommercio a guardare da subito con interesse al project financing presentato da Coima e Fondazione Crl, in quanto basato su un business plan concreto e scritto, e per queste ragioni valutabile oggettivamente, a differenza di tutte le altre proposte emerse nel corso del tempo”.

“La nostra associazione ha sempre giudicato l’operazione meritevole di essere approfondita – prosegue la nota – proprio in virtù della concretezza dei numeri presentati e declinati come suo punto di partenza, pur non avendo alcun ruolo operativo nella questione manifattura che vada oltre quello di spettatrice interessata. Oggi ci domandiamo con stupore, amarezza e preoccupazione cosa ne sarà della ex manifattura, una volta sfumato un investimento da 60 milioni di euro probabilmente irripetibile. Siamo sicuri che l’argomento verrà affrontato a lungo nel corso della prossima campagna elettorale: a tale proposito aspettiamo di valutare i progetti che emergeranno, specie dal punto di vista della concretezza. Certo, non si può non rimarcare come in questa vicenda sia mancata la capacità da parte dell’amministrazione di trovare un punto di incontro, oltre a una buona dose di coraggio. E come questa incapacità rappresenti un grave errore di cui purtroppo pagherà il prezzo tutta la città. Il rischio che la ex Manifattura sprofondi in uno stato di degrado e abbandono decennale purtroppo oggi ci appare concreto, ma naturalmente speriamo di essere smentiti nei fatti”.

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