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La chiesa di San Michele torna all’antico splendore: parte l’iter per il restauro foto

Dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca 100 mila euro: al lavoro un team di professionisti. Il vescovo: "Un segnale per la ripartenza"

La chiesa di San Michele in foro sarà rinnovata. È questo il segnale di ripartenza elaborato dall’arcivescovo Paolo Giulietti e dal parroco del centro storico don Lucio Malanca durante il primo lockdown per far tornare a pulsare il monumento nel cuore della città. Un rinnovo che sarà sostenuto in parte dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca che, per il progetto di conoscenza, ha già messo a disposizione 100 mila euro che andranno a coprire le indagini diagnostiche in corso.

“È un progetto che ha preso forma nella fase più difficile della pandemia – ricorda don Lucio -. Ma proprio quando l’incertezza sul futuro travolgeva le nostre vite abbiamo iniziato a chiederci come avremmo potuto dare un messaggio di ripresa, di rinascita ma soprattutto di rinnovo. Così è nata l’idea di dare nuova vita alla chiesa di San Michele, luogo centrale della vita cittadina, da sempre epicentro di rapporti e relazioni sociali oggi indebolite, solo in parte a causa dei tempi difficili che stiamo vivendo. A tal proposito sono diversi i progetti che come parrocchia portiamo avanti per aiutare le persone in difficoltà, dalle colazioni in San Paolino al progetto Custoditi per custodire“.

Giulietti e Bertocchini davanti San Michele

“San Michele è il luogo centrale della città, dove si intrecciano le vite delle persone – aggiunge l’arcivescovo Giulietti -. Per questo vogliamo proporre questa chiesa come vetrina del messaggio che Lucca dà a se stessa, un segnale propositivo e giovane, come le idee che speriamo arrivino dai ragazzi che vorranno contribuire con le proprie idee al progetto di restauro, durante la fase di partecipazione”.

“L’attenzione che la Fondazione ha per la città e per i suoi territori non poteva tralasciare il restauro di una chiesa come San Michele, luogo chiave per far permettere alla comunità di riconoscersi – afferma il presidente Marcello Bertocchini -. Nato da un ragionamento avviato a marzo il rinnovo di questo monumento prende via via forma grazie ai tecnici incaricati di portare avanti le indagini diagnostiche per le quali abbiamo messo a disposizione 100 mila euro, ai quali se ne aggiungeranno altri una volta individuati gli interventi necessari per mettere in sicurezza la chiesa”.

Un team multidisciplinare composto da architetti, ingegneri e professionisti di varia natura porterà avanti non solo un rilievo architettonico del complesso, ma anche valutazioni sulle strutture lignee, indagini geognostiche, geofisiche e di laboratorio, oltre alle analisi sulle superfici lapidee interne ed esterne. Tutto questo, assieme al materiale storico già raccolto per inquadrare le vicende artistiche e sociali della chiesa, consentirà il massimo grado di conoscenza del manufatto.

“La conoscenza è alla base di questo progetto – entra nel merito l’architetto Marco Mei -. In particolare la convinzione che per mettere in opera un intervento efficace e rispettoso della storia sociale e architettonica dell’edificio sia necessario operare una diagnosi in senso ampio. Questo percorso è iniziato con il monitoraggio dei paramenti esterni a maggio 2020, e sarà portato a termine nel giro di qualche mese. Tutte queste indagini multidisciplinari hanno il fine ultimo di garantire la sicurezza dell’edificio e restituirne la bellezza”.

Queste diagnosi consentiranno di interpretare le reali esigenze del restauro, mentre altre necessità più ‘macroscopiche’ sono ben evidenti. Si mira alla realizzazione di un cantiere all’insegna della sostenibilità, procedendo al restauro architettonico interno ed esterno e al consolidamento della torre campanaria. Il recupero riguarderà infatti anche le campane, come pure gli arredi fissi e mobili e l’organo. l’architetto Marco Mei e l’ingegnere Alessandro Lenci si occuperanno anche del coordinamento di questo cantiere multidisciplinare.

 

 

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