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Ponte dei Frati, Nerli rinnova la richiesta: “Occasione da non perdere per un raccordo ciclo-pedonale”

Il consulente del Comune di Capannori per l’escursionismo non motorizzato: "Mi auguro che le amministrazioni si accordino per definire un progetto condiviso"

Ripristinare il Ponte dei frati, struttura sull’Ozzeri tra Pontetetto e Guamo. È questa la richiesta avanzata da Angelo Nerli, a lungo primario radiologo all’ospedale di Lucca, presidente onorario della sezione di Pisa del Club alpino italiano e da oltre 20 anni consulente del Comune di Capannori per l’ escursionismo non motorizzato, per invitare le amministrazioni coinvolte – Lucca e Capannori – a elaborare un progetto condiviso.

“Passerella in ferro appoggiata a ben solide spalle in pietra, il Ponte dei frati esiste da due secoli – spiega Nerli – ma la struttura metallica è ormai deteriorata dal tempo e pertanto da decenni è chiusa al traffico, anche pedonale. Ma era ancora agibile nel 1944, quando vi transitarono partigiani, diretti alle truppe alleate avanzanti, come ricordato in loco da un grande cippo marmoreo. Questa struttura sull’Ozzeri era valido transito tra il Comune di Lucca, frazione Pontetetto, e quello di Capannori, frazione Guamo, ma si trova in giurisdizione di Lucca, perché in quel punto il confine fluviale fa una piccola salienza verso nord. Se ripristinata, tornerebbe ad essere importante raccordo ciclo-pedonale, in primo luogo a scopo lavorativo ma anche turistico”.

“Attualmente, invece, la pista ciclabile di viale San Concordio termina bruscamente, oltretutto sul lato sinistro, all’ inizio del tratto ristretto e trafficatissimo di Pontetetto, dove pochissimi si azzardano a proseguire – prosegue Nerli -. Mentre, dirigendosi a fianco della Chiesa lungo via Santeschi, pochissimo frequentata, oltrepassato il cimitero si trova il suddetto cippo, donde, brevemente e facilmente, si va al Ponte e a Guamo in località Sottopoggio. Intervenni già nel 2017 quando di mia iniziativa, seppure con appoggio formale di Italia nostra e dell’associazione Pons-Tectus, promossi un’iniziativa popolare per il ripristino del Ponte dei frati. Così che il 30 novembre 2017 furono portate ai sindaci di Lucca e di Capannori ben 1732 firme, con allegate foto, carte topografiche, mappa catastale e altro”.

“Nel marzo-aprile del 2018 apparvero sulla stampa, a sostegno, articoli da parte delle due associazioni – prosegue Nerli -. Seguirono altri incontri, sia con i sindaci che con vari assessori e funzionari, con apprezzamenti sempre lusinghieri e buone prospettive, qualche sopralluogo, ma nessun risultato concreto di progetto, almeno di fattibilità. Nel 2020 di nuovo mi sentii in dovere di rilanciare, facendo notare come una volta rifatta l’arcata del ponte, non occorrerebbe l’impegno di una vera pista ciclabile, ma basterebbe rifinire la viabilità minore già esistente e i larghi e piani argini ai due lati; come accade ad esempio in Olanda, ma anche da noi tra Camaiore e il suo Lido. Oggi, che il Covid ci ha fatto scoprire e apprezzare in modo nuovo i nostri Paesi, e l’Unione europea promuove finanziamenti ingenti per la mobilità dolce, questo progetto appare ancora più interessante ed urgente per collegare i due poli Lucca Capannori”.

“Da ultimo sottolineo che sta avendo corso sulla piana l’allestimento di piste ciclabili e, tra esse, una rete specifica entro l’area commerciale e industriale di Guamo – conclude Nerli -. Si stanno individuando percorsi pedonali e da mountain bike, sulla Piana, sui rilievi di Gragnano e Lappato, sui colli di San Ginese e in Padule. È già programmato e finanziato il ripristino a uso ciclabile del vecchio percorso ferroviario Lucca-Pontedera, che per oltre la metà corre in Comune di Capannori e in altri sei Comuni per il resto. È chiaro che il ripristino del Ponte dei frati si inserirebbe assai bene in tutte queste iniziative ad ampio raggio e acquisterebbe anche un valore interprovinciale, in quanto fulcro di collegamento con la Provincia di Pisa, sia in direzione Ripafratta che in direzione Calcinaia. Mi auguro pertanto che le due amministrazioni comunali si accordino finalmente per la definizione di un progetto condiviso che darebbe la forza di sostenerlo in favore dei propri cittadini”.

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