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Praedia project, i dottorandi dell’Imt concludono la sesta campagna di ricerche a Pompei foto

Le indagini di quest’anno si sono concentrate nel complesso dei riti magici

Si è conclusa nei giorni scorsi la sesta campagna di ricerche del Praedia project, nel quadro di una convenzione tra il parco archeologico di Pompei, la scuola Imt alti studi Lucca, il dipartimento di civiltà e forme del Sapere dell’Università di Pisa e l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia coordinata da Maria Luisa Catoni e Massimo Osanna,

Le indagini di quest’anno, concentrate nel complesso dei riti magici sono state dirette da Luana Toniolo e coordinate sul campo da Anna Anguissola e da Riccardo Olivito. La campagna 2021 ha avuto come obiettivo la verifica archeologica della sequenza degli interventi edilizi che, a partire dall’edificazione dell’insula con abitazioni a schiera di età sannitica, hanno portato alla definizione planimetrica finale di questo particolarissimo edificio, non una casa, ma una struttura destinata nella sua ultima fase di vita a ospitare il culto di origine tracia del dio Sabazio.

I risultati ottenuti, seppur preliminari, appaiono di grande interesse: è stato possibile riconoscere non una, ma diverse fasi costruttive delle case sannitiche e apprezzare la volontà degli abitanti di queste domus di ritualizzare un’operazione di disattivazione e successiva ristrutturazione edilizia. Gli scavi previsti nei prossimi anni e lo studio del materiale archeologico nel suo complesso, vale a dire ceramica, monete, vetri, rivestimenti parietali apporteranno ulteriori e fondamentali informazioni per meglio comprendere l’articolazione interna delle residenze e determinare di conseguenza tipologia e funzione dei vani delimitati dai muri portati alla luce.

La ricerca sul campo si è articolata in due saggi posizionati nel giardino in prossimità del muro di cinta del complesso lungo via di Nocera. L’area di indagine è stata selezionata anche sulla base dei risultati delle prospezioni geofisiche condotte dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dalle quali sono emersi dati interessanti sotto forma di anomalie regolari nel terreno riconducibili a probabili strutture murarie ancora interrate. Lo scavo dei due saggi ha in effetti confermato i risultati delle prospezioni, portando alla luce le testimonianze di una sequenza di costruzioni, spoliazioni e rialzamenti di setti murari, i più antichi dei quali con lembi di intonaco ancora aderente ai paramenti. Sulla base dei piani pavimentali individuati, in cocciopesto o in terra battuta, e dei materiali ceramici rinvenuti negli strati, è stato possibile riferire tale successione strutturale ad almeno due, forse tre, fasi edilizie delle cosiddette case a schiera sannitiche, precedenti alla deduzione della colonia romana.

La squadra completa degli archeologi impegnati sul campo è stata composta da Chiara Tarantino e Emanuele Taccola (Dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa). Assieme a loro i dottorandi della Scuola Imt Alti Studi Lucca Nicole Crescenzi, Rodolfo Gagliardi e Silvio La Paglia e dell’Università di Pisa Antonio Monticolo oltre a studenti magistrali dell’Università di Pisa: Chiara Balestrino, Jessica Bartelloni, Manuela Cascetta, Dominika Walentyna Kaszubska, Lisa Lazzaroni, Daniele Renna, Giulia Sportelli e Angelica Tortorella.

È possibile seguire il progetto e la campagna di scavo 2021 sul nuovo sito www.praediaproject.com mentre notizie, curiosità, aggiornamenti e risultati parziali della campagna di scavo 2021 sono disponibili sui profili Instagram e Twitter.

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