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“Nuovo anno, stesso container”: striscioni al Civitali Paladini foto

Il Blocco studentesco alla Provincia: "Basta con le sole promesse"

“Nuovo anno, stesso container”: questo il testo dello striscione affisso dai ragazzi del Blocco Studentesco davanti all’istituto-container del Civitali-Paladini.

“Con l’inizio dell’anno scolastico 2021-2022 – afferma il Blocco Studentesco – comincia il quarto anno in cui molti studenti dell’istituto Civitali-Paladini trascorreranno la maggior parte della didattica in moduli prefabbricati, collocati nel cortile dell’ospedale Campo di Marte. Era il giugno del 2018 quando la sede di via San Nicolao venne chiusa a seguito di alcune verifiche tecniche. A questo evento seguirono subito le rassicurazioni della Provincia: l’apertura del cantiere per i lavori di messa in sicurezza statica dell’ex convento di San Nicolao fu prevista per l’anno 2019, grazie a un finanziamento di oltre 10 milioni di euro grazie al bando regionale sui mutui Bei.”

“Alle promesse della Provincia ed ai post del presidente Luca Menesini – prosegue la nota – che con uno stato su Facebook, nel Novembre 2018, gioiva per l’ottenimento di 44 milioni per le scuole lucchesi, affermando che ‘mentre tutti chiacchierano, noi facciamo’, si contrappone la realtà dei fatti: anche per questo anno moltissimi studenti si trovano senza una sede scolastica ed i lavori all’istituto in via San Nicolao non sono ancora partiti, nonostante l’ottenimento dei finanziamenti.”

“La Carta dei servizi scolastici – conclude il Blocco Studentesco – afferma che studiare in un ambiente confortevole, igienico e sicuro è un diritto dello studente. Ebbene, a questo diritto gli studenti del Civitali-Paladini sono stati sottratti. Chiediamo alla Provincia le motivazioni per cui i lavori non sono ancora partiti, evitando di trovare la scusa, come recentemente affermato dal presidente della Provincia, delle lungaggini burocratiche. Far stare tre anni 900 studenti in moduli prefabbricati è una vergogna e fortemente umiliante per il corpo docenti, studenti e genitori. Ci deve essere un responsabile, qualcuno almeno ci metta la faccia e spieghi cosa sta accadendo! Con altre promesse, ad ora, non ci facciamo nulla”.

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