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In San Franceschetto l’Arcangelo Gabriele restaurato: è un’opera della scuola di Leonardo fotogallery video

Sottoposta a recupero la statua sarà esposta fino al 19 dicembre

Torna a Lucca uno dei manufatti artistici più raffinati ed enigmatici del territorio: l’Angelo Annunciante, proveniente dalla Pieve di San Gennaro in Lucchesia. L’opera, che ha ricevuto un ampio restauro a cura di Ilaria Boncompagni, Oreste Ruggiero e Laura Speranza, verrà esposta in tutta la sua bellezza nella chiesa di san Franceschetto, da domani (18 settembre), fino al 19 dicembre, nella mostra dal titolo: Se fosse un angelo di Leonardo.

Angelo annunciante in san franceschetto

Ed è questo uno dei misteri che avvolge la statua, che raffigura l’Arcangelo Gabriele nel momento immediatamente precedente l’annunciazione. Realizzata a cavallo tra il XV e il XVI secolo, l’Angelo Annunciante della Lucchesia è stato protagonista di una lunga diatriba sulla sua paternità, che ha contribuito ad alimentare curiosità e interesse nel corso degli anni.
E se fosse davvero un angelo di Leonardo? La questione dell’attribuzione è iniziata nel 1957, quando lo storico e critico d’arte Carlo Ludovico Ragghianti la indicò, piuttosto prudentemente, come opera ascritta alla bottega di Andrea del Verrocchio. Lo studioso Carlo Pedretti, alla fine degli anni ’90, è il primo ad attribuirla ad un giovane Leonardo da Vinci, alimentando ulteriormente la fama e il mistero attorno all’opera. Più recentemente, Maria Teresa Filieri, così come Giancarlo Gentilini, l’assegnano, invece, allo scultore fiorentino Benedetto Buglioni, vicino ai della Robbia.

La statua era in pessime condizioni conservative, ed è stata recentemente sottoposta ad un accurato restauro, reso possibile dalla disponibilità dell’Arcidiocesi di Lucca e realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Promosso e finanziato dal Centro Leo Lev, il restauro ha restituito un capolavoro ritrovato, con la sua originaria policromia, quasi interamente perduta, consolidandone la struttura. Quest’ultima era stata infatti gravemente compromessa nel 1773, quando la statua fu colpita accidentalmente da una scala e frantumata in oltre venti pezzi.

Per la Fondazione – spiega il presidente Marcello Bertocchini – questa mostra ha un duplice significato. Da un lato si tratta di dare a tutti l’opportunità di ammirare un capolavoro nella Chiesetta di San Franceschetto, che dopo un periodo di stop ‘forzato’ riprende il percorso per cui è stata recuperata e attrezzata. Ma soprattutto torna sul territorio un’opera restaurata, in attesa di ritrovare il proprio posto nella Pieve di San Gennaro, che proprio in questi giorni è oggetto di un’importante campagna di recupero, sostenuta e seguita proprio dalla Fondazione. Una bella storia che coinvolge tutto il territorio, con tanti attori che si sono prodigati in nome della tutela e promozione della cultura”.

La statua in terracotta dipinta, da alcuni attribuita ad un giovane Leonardo da Vinci, si fermerà a Lucca quindi, per la seconda tappa del suo percorso, che la riporterà poi nella Pieve di San Gennaro sulle colline lucchesi, sua originale collocazione, anch’essa appositamente restaurata per l’occasione grazie ad un intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Anche se la paternità dell’Angelo – dichiara la curatrice Ilaria Boncompagni della Soprintendenza – non è ancora stata accertata, le ipotesi su chi ne sia l’artefice sono molteplici e spingono quasi tutte verso la bottega di Andrea del Verrocchio. Quello che è certo è che l’autore aveva una mano assai sapiente, che è stata in grado di creare quest’opera così raffinata e misteriosa nelle fattezze, nel volto e nello sguardo. Un’opera che, grazie alla mia professione, ho avuto modo di approfondire con uno studio, i cui risultati saranno presto annunciati in una prossima conferenza, posso solo dire che le tecniche diagnostiche utilizzate, ci hanno permesso di scoprire qualcosa di più sull’artista che l’ha realizzata. L’Angelo della Pieve di San Gennaro, ci riporta al nostro Rinascimento e nel suo ruolo di messaggero ci consegna oggi, dopo questo periodo difficile, anche un annuncio di rinascita”.

“Durante il restauro è stato possibile eseguire una copia dell’opera – spiega la curatrice Laura Speranza -, grazie a questo siamo riusciti a replicare, nella copia, i colori originali ricostruendone la pigmentazione. L’angelo giunge a noi a seguito di un rovinoso incidente avvenuto nel 1700, è stato successivamente ricomposto perché era veramente spezzato in varie parti. Per il recupero è stato necessario smontarlo del tutto e ricomporlo, aggiungendo in alcune parti, un leggero ritocco pittorico, ricucendo il colore originale”.

“L’opera è partita da Vinci martedì ed è esposta dopo 2 anni – aggiunge Oreste Ruggiero, altro curatore che ha seguito il restauro – La paternità di quest’opera è una questione molto importante, occorre proseguirne gli studi, indagando anche sul messaggio che la statua offre. La lettura infatti è collegata, a mio avviso, ad un’altra opera che si trova sempre all’interno della chiesa di san Gennaro, che raffigura la Madonna. Secondo un documento le due opere sarebbero legate dal solito tema, l’annunciazione. E’ certo però che per Capannori e per Pieve san Gennaro sarà un onore ospitare simili opere all’interno del loro territoro”.

Felice del ritorno a casa di un manufatto di tale importanza e completamente restaurato, il parroco di Pieve san Gennaro, don Cipriano: “Grazie a tutti coloro che sono intervenuti qui per assistere alla prima esposizione dell’angelo dopo la ristrutturazione. Un angelo è sempre portatore di importanti messaggi e in questo caso al patrimonio artistico culturale, si aggiunge un grande messaggio spirituale che ha colpito molto i fedeli che fino ad adesso hanno potuto ammirarlo. San Gennaro aspetta il suo ritorno a braccia aperte e potrà tornare da noi appena saranno ultimati i lavori alla chiesa”.

La mostra è completamente gratuita e accompagnata da un catalogo edito da Polistampa con testi di Angela Acordon, Franco Filippelli, monsignor Michelangelo Giannotti, don Cyprien Mwiseneza, Oreste Ruggiero, don Daniele Martinelli, Ilaria Boncompagni, Laura Speranza, Shirin Afra, Chiara Fornari, Chiara Gabbriellini, Mattia Mercante, Filippo Tattini, Monica Galeotti, Andrea Cagnini, Francesco Cantini, Calogero Saverio Vinciguerra. Introduzione di Mikhail Piotrovsky.

L’opera poi terminerà la sua strada e tornerà nella Pieve di San Gennaro sulle colline lucchesi, sua secolare collocazione, anch’essa appositamente restaurata per l’occasione grazie ad un intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

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