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Melma e alghe infestano il condotto pubblico, la commissione chiede interventi foto

La prossima ispezione si svolgerà alla presenza di due tecnici

Passa alla fase del sopralluogo, il lavoro della Commissione speciale sul condotto pubblico prosegue in maniera spedita e già è stata prevista una prossima seduta per il 29 settembre.
La fatidica spedizione per il controllo del condotto pubblico si è tenuta ieri, alle 15 ed è partita da Vinchiana per poi scendere a valle lungo il percorso e controllare visivamente le 5 centraline funzionanti, con l’aiuto dei tecnici accompagnatori, l’ingegner Renzo Bessi per la parte privata e l’ingegner Stefano Angelini per il Comune di Lucca.

Le vicende sul condotto pubblico hanno tenuto banco sui quotidiani locali già da alcuni mesi e il tempo è ancora più lungo se si contano i numerosi disagi avvenuti in alcune zone della periferia lucchese, in particolar modo il quartiere di san Pietro a Vico è stata martoriata da allagamenti e cedimenti strutturali. Ultimo flagello in ordine cronologico registrato, una moria di pesci, segnalata sabato 18 settembre, prima lungo via dell’Acquacalda e poi anche nei fossi degli spalti .

L’amministrazione comunale, a giugno, ha deciso di istituire una Commissione speciale sul condotto pubblico per indagare, le motivazioni dei danni registrati e le responsabilità. I Commissari hanno preso molto seriamente il proprio ruolo e i lavori da giugno si sono susseguiti per tutta l’estate. Ieri (23 settembre), l’intera Commissione, come aveva stabilito nella precedente seduta in presenza, ha partecipato al sopralluogo, per visionare lo stato delle centraline, verificare le criticità avvenute e controllare la manutenzione del fondale e degli argini del condotto.

“Per effettuare il sopralluogo abbiamo chiesto di garantire la presenza di almeno due tecnici che potessero illustrare il funzionamento delle centraline – spiega la presidente di Commissione Alessia Angelini -. Per la parte privata, che si è dimostrata molto collaborativa, è intervenuto l’ingegner Bessi, che ha partecipato al progetto delle centraline, per il Comune di Lucca si è presentato l’ingegner Stefano Angelini”.

“Siamo partiti con il sopralluogo dalla zona di Vinchiana – prosegue la presidente -, per poi scendere lungo il condotto fino alla Cantoni, controllando le cinque centraline idroelettriche, lo stato di manutenzione di argini e fondale, corredando il tutto con una reportage fotografico. Visivamente abbiamo potuto renderci conto di alcune criticità, il fondale è cosparso di alghe e occorre passare il prima possibile al taglio con una manutenzione che si rende necessaria e urgente. Sono stati fotografati alcuni scarichi civili nella zona di san Pietro a Vico e abbiamo potuto constatare che in alcuni punti la manutenzione degli argini è stata effettuata di recente. Abbiamo inoltre visionato lo stato dell’arte delle centraline e i tecnici ne hanno illustrato il funzionamento”.

Le centraline idroelettriche funzionano con un sistema a vite galileiana, utilizzata come macchina motrice. A grandi linee, il liquido scorre nel tubo della turbina a vite, dall’alto verso il basso, nel moto di discesa, aziona la vite di Archimede mettendola in rotazione e producendo energia cinetica, che viene raccolta per generare corrente elettrica.

“Secondo il principio alla base della vite di Archimede – precisa Angelini -, per far funzionare la turbina occorre una movimentazione dell’acqua che faccia azionare la vite, è chiaro che maggiore è la portata dell’acqua e maggiore sarà la produzione di energia e di conseguenza il guadagno. La concessione che è stata siglata tra Provincia di Lucca e parte privata, prevede che venga garantita una portata massima di 5 metri cubi d’acqua al secondo, è chiaro che va assicurata comunque una portata che garantisca il moto delle turbine”.
Il contratto di concessione prevede inoltre che la parte privata si accolli la spesa di installazione di sensori che registrino la portata d’acqua e il livello del canale in corrispondenza delle centraline. Questo allo scopo di fornire un report ogni 4 ore, che a sua volta andrà fornito annualmente all’ente garante che fino al 2016 era la Provincia di Lucca e dopo la Regione Toscana. I Report annuali sono stati richiesti dalla Commissione speciale a tutte le parti interessate, ma fino ad oggi non sono ancora saltati fuori.

“Da parte loro, i privati e l’ingegner Bessi, ci hanno assicurato che i volumi di portata sono stati opportunamente registrati e comunicati e spediti all’ente garante, ma fino ad adesso non sono stati trovati – dichiara Alessia Angelini -. A regolare la portata a monte del condotto è la Regione Toscana attraverso il Genio civile, tenendo conto anche degli eventi meteorologici, Occorre ricordare che il condotto pubblico ha tre funzioni: una funzione irrigua, l’acqua viene utilizzata per irrigare i campi intorno alla periferia cittadina, una funzione idroelettrica, con il funzionamento delle centraline si produce energia elettrica pulita e una funzione colatoria, in casi di alluvione il condotto serve per far defluire l’acqua e non far straripare i canali periferici. Di fronte a queste funzioni la portata d’acqua va regolate di conseguenza tenendo presente le condizioni meteorologiche e lo stato di conservazione e manutenzione del condotto. La portata e il livello del canale è influenzato da molti fattori e dobbiamo prenderli tutti in esame, l’altezza e la velocità del flusso dell’acqua può generare fenomeni erosivi. Se la manutenzione del fondale e degli argini è regolare, chiaramente questi fenomeni si presenteranno in maniera minore”.

Invece per quanto riguarda la moria di pesci registrata pochi giorni fa?

“La moria di pesci è avvenuta perché è stata tolta l’acqua al canale per effettuare una manutenzione”.

Melma e alghe sono un problema perché la loro presenza sul fondale alza il livello delle acque, il livello non influenza il salto dell’acqua nel generare l’energia cinetica, perché l’altezza del salto è fissa e stabilita dal tubo della turbina a vite. Altra cosa è la portata dell’acqua, ovvero la sua velocità, che influenza il moto cinetico e spinge la spirale che si trova nel tubo e ha funzione di pala, facendo ruotare la turbina sul proprio asse. Entrambi i parametri però influenzano anche eventuali fenomeni erosivi.
“L’intera Comissione è rimasta fino alla fine del sopralluogo e abbiamo potuto fare un’approfondita chiacchierata con l’ingegner Bessi per trovare delle soluzioni condivise – conclude Angelini -. Le soluzioni saranno argomento della prossima seduta della Commissione condotto pubblica che è stata convocata il 29 settembre”.

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