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Baronti: “Rifiuti, un errore le isole ecologiche in centro a Lucca”

L'ex assessore regionale all'ambiente: "Il porta a porta funziona bene ovunque"

Lucca con il suo 81% di raccolta differenziata sale in vetta tra i comuni virtuosi italiani e, di questo, non posso che rallegramene, sono da sempre un sostenitore della raccolta differenzia porta a porta ma, Lucca, nel suo centro storico, ha scelto un’altra modalità di raccolta, quella delle isole ecologiche automatizzate fuori terra o interrate. Io credo che questo sia stato un errore e, a suo tempo, lo scrissi pubblicamente all’assessore Raspini”. Sono parole dell’ex assessore regionale all’ambiente Eugenio Baronti.

“Al di là di quell’ottimo 81%, i cittadini lucchesi dovrebbero richiedere a Sistema Ambiente i dati sulla qualità di questa modalità di raccolta differenziata – afferma -. Quella porta a porta, con sacchetti ispezionabili, funziona dappertutto restituendo una buona qualità delle frazioni differenziate che contengono bassissime percentuali di impurità, cosa che facilità il riciclaggio della materia. Mi piacerebbe conoscere il grado di impurità riscontrata, soprattutto nella frazione organica differenziata, con questa modalità, una modalità organizzativa già adottata in altri comuni molti anni fa è abbandonata per gli scarsi risultati e per gli alti costi di manutenzione del sistema. Credo anche che, giunti a questo punto, sia urgente modificare l’attuale metodo di calcolo dei livelli raggiunti dalle raccolte differenziate, perché questi, possono essere molto bugiardi”.

“Non mi piace questa gara tra Comuni che si fonda solo sulle percentuali di raccolta raggiunti – aggiunge Baronti -, senza prestare la giusta attenzione alla qualità delle frazioni differenziate e soprattutto alla reale quantità delle materie riportate a nuova vita attraverso il riciclaggio che è il fine ultimo e nobile della raccolta differenziata. Inoltre, non mi piace per niente che a distanza di 16 anni, da quando iniziammo, con grande successo e clamore mediatico, la raccolta differenziata porta a porta a Capannori, ancora non sia stata realizzata quell’impiantistica necessaria per valorizzare le materie prime seconde recuperate con la raccolta differeniata, in primis quel fantomatico convitato di pietra, l’impianto di compostaggio comprensoriale di Capannori che dopo 35 anni di discussioni, le amministrazioni della Piana lucchese, Capannori in testa, hanno deciso di farlo a Livorno, alla faccia delle tante chiacchiere sull’economia circolare di cui si riempiono la bocca anche alcuni ecologisti nostrani. Tutti zitti di fronte a questa scelte per non disturbare il manovratore. Io zitto non ci sono mai stato e non ci sto nemmeno oggi. Non mi fraintendete, nonostante l’incapacità e l’assenza di coraggio di questi nostri amministratori, la raccolta differenziata, anche fatta in questo modo monco, senza impiantistica, portando a giro per l’Italia i rifiuti differenziati, resta comunque la migliore modalità di gestione dei rifiuti e anche quella più economica in quanto il costo medio di trattamento della raccolta differenziata in Italia è di 17,82 eurocent/Kg, mentre quello dello smaltimento dell’indifferenziato è di 29,18 eurocent/chili, attenzione sto parlando di Kg mentre noi produciamo in Italia 30,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e 138,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, da questi numeri certi (fonte Ispra) potete farvi un’idea della portata di questo problema”.

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