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Raccolta differenziata, Baronti: “I Garby funzionano? L’azienda renda noti i dati sulla qualità”

L'ex assessore regionale replica a Sistema Ambiente: "La qualità del porta a porta è certificata di buona qualità da tantissime esperienze, mentre quella delle isole ecologiche filo strada non mi risulta raggiunga una qualità accettabile"

Continua il botta e risposta tra Sistema ambiente ed Eugenio Baronti sulle modalità di raccolta differenziata. Dopo la risposta dell’azienda a replicare è di nuovo l’ex assessore regionale.

“Ringrazio la dirigente Caterina Susini e condivido anche il suo giusto orgoglio rispetto a una percentuale straordinaria di Raccolta differenziata dell’83% raggiunta a Lucca – replica Baronti -. Però, devo prendere atto, che ha ignorato completamente la mia richiesta, quella di rendere pubblici i dati delle analisi sulla qualità delle frazioni dei Rsu differenziate attraverso l’introduzione dei Garby e delle isole interrate che lei ritiene l’unico sistema per fare una raccolta differenziata di qualità e l’unico sistema compatibile con un centro storico medievale”.

Garby, Sistema Ambiente: “Unico sistema per migliorare la qualità della differenziata”

“Mi permetto di dissentire. La ‘stenderia’ di sacchetti o bidoncini è stato il risultato di una Rd che è nata male, partita peggio e che strada facendo ha cercato di migliorarsi cercando di superare il deficit iniziale di scarsa informazione, formazione e sensibilizzazione dei cittadini – va avanti Baronti -. Io ritengo che sia possibile, anche in un centro storico, fare una buona raccolta porta a porta così come avviene in molti centri italiani ed europei, utilizzando sistemi che permettono l’ispezione del contenuto in modo da limitare drasticamente i conferimenti impropri, per ottenere una buona differenziazione dei materiali che rappresenta la precondizione ideale per un riutilizzo e riciclaggio delle materie differenziate”.

“La qualità del porta a porta, con sacchetti trasparenti o con bidoncini antirandagismo ispezionabili, è certificata di buona qualità da tantissime esperienze, mentre quella delle isole ecologiche filo strada, anche se automatizzate e interrate, non mi risulta raggiunga una qualità accettabile che giustifichi un così grande investimento – conclude l’ex assessore regionale -. Può darsi che mi sbagli, per questo, per essere eventualmente smentito, ho chiesto che siano resi pubblici, per tutti i cittadini, i dati della qualità delle materie differenziate attraverso questo sistema. Ribadisco inoltre, che dovremmo abbandonare quanto prima la gara tra Comuni sulla percentuale di Rd raggiunta per passare a un sistema di misurazione e valutazione dei risultati raggiunti, che tenga conto principalmente della quantità reale dei rifiuti differenziati che vengono trasformati e riportati a nuova vita attraverso il riciclaggio”.

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