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Cobas proclama lo sciopero generale: “Più investimenti nella scuola pubblica”

Una delegazione di Lucca sarà a Firenze per protestare in piazza: ecco le rivendicazioni

Ci saranno anche i Cobas di Lucca alla manifestazione di protesta organizzata a livello nazionale per il prossimo 11 ottobre. In Toscana la manifestazione in occasione dello sciopero generale è fissata a Firenze, in piazza Puccini alle 10. Una delegazione partirà dalla città.

Con lo sciopero generale la confederazione Cobas punta ad una radicale inversione di tendenza, rivendicando “la riduzione del tempo di lavoro a parità di salario per contrastare la disoccupazione tecnologica dovuta all’informatizzazione e robotizzazione della produzione; un lavoro di qualità in termini di diritti, con il ritorno al contratto a tempo indeterminato come regola generale, l’innalzamento dei salari reali anche con un salario minimo legale europeo che lasci alla contrattazione il ruolo di puntare ad un’effettiva redistribuzione del reddito, l’abolizione del Jobs Act e della riforma Fornero sui licenziamenti individuali e collettivi; una legge contro le delocalizzazioni che salvaguardi i livelli occupazionali”.

I Cobas chiedono anche “un reddito effettivamente universale, esteso anche ai migranti con l’eliminazione della clausola capestro dei 10 anni di residenza, che rafforzi il potere contrattuale di tutti i lavoratori, fornendo loro un’alternativa reale ai ricatti padronali; l’effettiva inversione di tendenza rispetto ai disastri ecologici e al cambiamento climatico provocati dal capitalismo, evitando operazioni di green washing”.

Tra le rivendicazioni anche “il rilancio dello Stato sociale, tramite investimenti nella scuola pubblica, con la riduzione del numero degli alunni per classe, l’aumento degli organici con l’assunzione dei docenti con 3 anni di servizio e gli Ata con 2; per interventi immediati e di lungo periodo nell’edilizia scolastica e nei trasporti locali; investimenti nella sanità pubblica che puntino all’assunzione a tempo indeterminato di infermieri e medici, alla medicina di prossimità radicata sul territorio e nelle scuole, all’inversione di tendenza rispetto all’aziendalizzazione e alla privatizzazione della sanità; in particolare, la sospensione dei brevetti, l’esportazione dei vaccini e della tecnologia e del know how per produrli sono strumenti indispensabili per la lotta alla pandemia;
potenziamento del trasporto pubblico, invertendo la tendenza rispetto alla privatizzazione e aziendalizzazione degli ultimi decenni, con il ritorno alla gestione diretta da parte dei soggetti pubblici”.

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