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Il cammino sinodale si apre con una messa al duomo di Castelnuovo foto

Il vescovo Giulietti: "Passaggio essenziale per il rinnovamento e la missionarietà"

Il 9 e 10 ottobre scorsi a Roma, Papa Francesco ha aperto il sinodo universale che coinvolgerà tutte le diocesi del mondo sul tema Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione.

Domenica (17 ottobre) ogni diocesi dei quattro continenti aprirà questo percorso a livello locale con varie celebrazioni. Nel nostro Paese questa occasione si integra con il Cammino sinodale delle Chiese in Italia che intende coinvolgere tutto il popolo di Dio in una riflessione corale sul futuro della vita e dell’azione delle comunità cristiane.

Nell’Arcidiocesi di Lucca l’intenso cammino sinodale si aprirà con tre celebrazioni, in ognuna delle tre aree pastorali del territorio. Domenica (17 ottobre) l’arcivescovo Paolo Giulietti presiederà una messa alle 11 nel Duomo di Castelnuovo di Garfagnana, alle 18 nella Cattedrale di San Martino a Lucca, alle 21 nella chiesa parrocchiale della Migliarina a Viareggio. Con queste tre messe si avvierà ufficialmente il cammino sinodale.

Alle celebrazioni – sia per i problemi di capienza delle chiese legati alla pandemia, sia per sottolineare il valore del coinvolgimento dei territori e delle comunità che in essi vivono – sono convocati, oltre ai presbiteri e ai diaconi, tutti i membri dei nuovi consigli pastorali delle comunità parrocchiali delle rispettive aree: Valle del Serchio, Piana di Lucca, Versilia.

Nel corso delle celebrazioni, dove si pregherà per il felice esito dell’impegnativo cammino, l’Arcivescovo detterà alcune linee per l’azione e sarà consegnato un vademecum. “Questo Cammino sinodale rappresenta un’opportunità per il percorso di riforma in atto nella nostra diocesi in tutte le nuove comunità parrocchiali – sostiene Giulietti -, poiché incoraggia ad ‘uscire’ nei territori per ascoltare persone e situazioni nuove. L’ascolto della realtà è un passaggio essenziale per il rinnovamento e la missionarietà, poiché consente di riconoscere i bisogni e le attese della gente, soprattutto dei poveri e delle nuove generazioni”.

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