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Sistema Ambiente, una nuova sede green e con area fitness per i dipendenti video

Con il nuovo edificio di San Pietro a Vico saranno dismessi gli uffici di Borgo Giannotti. Per la prima volta a Lucca un concorso di architettura internazionale in due gradi

Da capannone industriale dismesso, con una superficie di 4000 metri quadrati, a nuova sede di Sistema Ambiente. Il progetto per il recupero del grande edificio di San Pietro a Vico, selezionato con un concorso di architettura internazionale in due gradi, è stato presentato questa mattina (15 ottobre) dai vincitori Marco Oriani e Francesco Adorni di Cm2 Associati, architetti di Milano che hanno lavorato insieme allo studio Microscape di Lucca. A fare gli onori di casa il sindaco, Alessandro Tambellini, l’assessora all’ambiente Valentina Simi, l’assessora all’urbanistica Serena Mammini e l’assessore ai lavori pubblici, Francesco Raspini, che si è occupato di ‘far decollare’ l’idea del concorso negli anni in cui è stato titolare della delega all’ambiente. Presenti anche il presidente di Sistema Ambiente, Matteo Romani, la consigliera di amministrazione Silvana Sechi e la dirigente tecnica Caterina Susini.

nuova sede sistema ambiente
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Sarà un inserto di architettura contemporanea di qualità con un impatto ambientale tendente allo zero. Un ambizioso progetto pilota, dal costo complessivo di circa 4,5 milioni e mezzo, che sarà ultimato entro giugno 2023. Per quella data saranno infatti trasferiti nella nuova sede gli uffici di Borgo Giannotti e di San Pietro a Vico, per i quali attualmente Sistema Ambiente corrisponde un affitto. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’è anche uno sportello al cittadino dell’azienda dei rifiuti alla manifattura nord, in centro storico, per facilitare l’utenza con maggiori difficoltà negli spostamenti.

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Una sede completamente green che rappresenta un nuovo modo di interpretare il luogo di lavoro, inteso non più soltanto come spazio produttivo, ma anche come ambiente dove ritrovarsi, sviluppare le proprie competenze a tutto tondo, trovare gli stimoli necessari per crescere e dare il massimo. Uno spazio in cui potersi anche prendere cura di sé: a servizio dei dipendenti dell’azienda dei rifiuti, infatti, ci sarà anche un’area fitness: il lavoro dell’operatore ecologico, infatti, è particolarmente usurante per le articolazioni e l’attività fisica monitorata da personal trainer può incidere positivamente in prevenzione. Un aspetto, questo, sottolineato dalla consigliera Sechi. Il tutto in un contesto ‘immersivo’ nuovo, stimolante da vivere e bello da vedere, sostenibile dal punto di vista ambientale e quindi capace di diffondere un messaggio di sensibilizzazione e di attenzione alla comunità e al territorio.

“Sistema Ambiente aveva bisogno di una nuova sede – ha detto il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini – perché l’attuale, inserita in un contesto residenziale come quello di Borgo Giannotti, non era più appropriata. D’altronde nelle sue attività l’azienda dei rifiuti genera anche rumori che male si adattano alla vicinanza con le abitazioni. Ebbene, abbiamo deciso di procedere con un concorso di architettura perché volevamo lasciare sul territorio lucchese un’impronta del linguaggio contemporaneo. Il risultato ha premiato la sostenibilità dell’intervento di recupero proposto, l’attenzione al risparmio energetico e alla vivibilità dell’ambiente”.

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La nuova sede di Sistema Ambiente, oltre a risolvere annose problematiche di spazio che attualmente l’azienda trova a gestire e ad affrontare quotidianamente, diventerà anche un modello-pilota per quanto riguarda la possibilità di riutilizzare immobili esistenti e trasformarli in strutture autosufficienti e altamente eco-compatibili.

La zona, individuata e ritenuta idonea poiché rispetta tutte le prescrizioni Asl e Arpat in materia di igiene e acustica, nella prima periferia lucchese e anche ai territori più distanti dal centro, area collinare compresa, ha un’area scoperta di 8000 metri quadrati da utilizzare come parcheggio per tutti i mezzi utilizzati per la raccolta differenziata, mentre il capannone è di 4000 metri quadrati, di cui 800 già adibiti ad uffici.

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Nella parte frontale si troveranno proprio gli uffici, dietro i quali troverà spazio un auditorium. Sul retro dell’edificio, invece, saranno trasferiti l’officina, il lavaggio dei mezzi e le presse. Ampi spazi per gli uffici, le sale riunioni, il refettorio e la mensa, invece, al primo piano. Ci sarà un’area di attesa scoperta composta da un porticato che permetterà il dialogo tra esterno e interno: non sarà, infatti, una struttura chiusa e monolitica, ma, piuttosto, un edificio in grado di connettere il fuori con il dentro, l’ambiente circostante con gli uffici interni.

Una volta entrati nella struttura, che rispetterà i canoni dell’edilizia Nzeb – Nearly zero emission building, quindi completamente ecosostenibile, un ampio patio darà luce e aria alla zona dell’atrio e della reception. Tutto intorno all’edificio saranno presenti ampie aree a verde che richiamano non solo la flora mediterranea ma anche quella tipica lucchese, come lecci, pioppi, timo, rosmarino, origano, aneto. Un sistema intelligente di schermatura solare permetterà di sfruttare al massimo le ore di sole durante tutto l’anno.

“Sono rimasto impressionato dall’uso dei materiali – ha detto Matteo Romani, presidente di Sistema Ambiente – e dal disegno architettonico, capace di valorizzare il verde e di sfruttare al massimo la luce naturale. La nostra azienda si congratula con i vincitori del concorso per l’efficacia con la quale hanno interpretato le richieste del bando. Quando il Comune di Lucca ha sottoscritto gli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’agenda 2030 abbiamo ritenuto necessario un cambio di rotta, a partire proprio dalla nostra nuova sede. Ci siamo fatti aiutare da Lucense, con l’obiettivo di dare alla cittadinanza qualcosa in più. Speriamo di esserci riusciti”.

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Uno dei punti di forza della nuova sede sarà proprio la sostenibilità ambientale raggiunta attraverso impianti di raffreddamento passivo per evaso-traspirazione, recupero e riciclo dell’acqua piovana per l’irrigazione e il lavaggio dei mezzi, l’utilizzo delle piante e delle aree verdi per controllare la temperatura interna. Sarà presente anche un impianto fotovoltaico per la produzione di energia e saranno ridotti i consumi energetici tramite strategie e utilizzi consapevoli delle risorse naturali.

Hanno detto gli architetti Oriani e Adorni: “Il concorso con tre progetti – e non cinque, come spesso accade – che passano al secondo grado per essere meglio sviluppati è molto intelligente perché circoscrive la rosa dei possibili vincitori e impedisce dispendi di energie che, per gli studi di architettura, significano giorni e giorni di lavoro. È un bel segnale di rispetto per la categoria. È stato un concorso con un grado di complessità molto elevato. Siamo partiti dall’analisi del contesto con la volontà di ancorare l’edificio alla persistenza di verde dell’area industriale in cui si inserisce. Abbiamo privilegiato il riuso dei materiali e abbiamo progettato ambienti flessibili: la lezione del Covid, d’altronde, ha confermato l’importanza di adattare gli spazi a esigenze non contemplate oggi. La nuova sede sarà luminosa, il vetro e il verde non avranno solo funzioni estetico-decorative ma saranno ingranaggi di un meccanismo che produrrà benessere climatico in ogni stagione a chi vivrà i nuovi spazi. La facciata laterale, che si potrà intercettare passando in auto dal Brennero, sembrerà accompagnare lo sguardo con effetti dinamici. I quattro elementi – concludono Oriani e Adorni – sono stati utilizzati tutti: aria, acqua, fuoco e terra, in armonia, per far funzionare l’architettura e la natura insieme”.

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“Abbiamo da subito creduto nella possibilità di realizzare un esperimento sul bello per un edificio che diventerà l’emblema – ha detto l’assessore Raspini – della transizione ecologica. Abbiamo lavorato insieme all’Ordine degli architetti per un concorso di progettazione che producesse risultati di qualità e quello che abbiamo visto oggi rafforza la nostra decisione. Sarà un edificio in grado di autosostenersi dal punto di vista energetico, inserito in un’area industriale per certi aspetti problematica, che farà parlare di sé anche fuori Lucca”.

Il testimone di Raspini è stato raccolto dall’assessora Simi, oggi responsabile delle politiche ambientali, che aggiunge: “Abbiamo obiettivi alti e li stiamo portando avanti col massimo della concretezza perché le sfide poste dall’Agenda 2030 non rimangano su carta ma trovino espressione nelle scelte, nei progetti, nella capacità degli enti di fare rete con uffici e professionisti. La nuova sede permetterà a Sistema Ambiente, inoltre, di offrire un servizio sempre più puntuale“.

Conclude l’assessora all’urbanistica Mammini: “Ci sono tanti modi per fare le cose: abbiamo scelto di farle insieme e di premiare il riuso e l’innovazione green. È stata un’intuizione vincente, che restituirà un luogo di lavoro bello – e la bellezza fa bene alle persone. Vogliamo che questo sia un intervento pilota per il territorio e siamo al lavoro, con il settore dell’edilizia privata, per redigere un regolamento dell’edilizia sostenibile, per favorire quei progetti in grado di garantire un alto livello di sostenibilità ambientale con oneri di urbanizzazione secondaria ridotti fino al 70 per cento per trasformazioni di qualità eco-compatibile”

Alla base dell’iter che porterà alla realizzazione della nuova sede di Sistema Ambiente c’è un protocollo d’intesa che l’azienda ha siglata insieme con il Comune di Lucca e Lucense, che ha dettato precise linee guida per le opere interne. Al progetto architettonico, selezionato tra 22 proposte arrivate con un concorso internazionale di progettazione alla redazione del quale ha collaborato l’Ordine degli architetti di Lucca, hanno lavorato gli architetti Marco Oriani, Francesco Adorni, Flavia Brajon, Pietro Gualazzi, Ana Tevzadze (per Cm2 Associati) e gli architetti Saverio e Patrizia
Pisaniello per Microscape Architecture. Le strutture sono state progettare da L2 Progetto, mentre gli impianti sono a cura di Studio 3Energy Associati. Hanno collaborato anche l’agronoma Fiorella Castellucchio, il geologo Antonio Corti e gli esperti in sostenibilità dei Laboratorio BexLab (building environmental experience) e del Dida – Dipartimento di architettura dell’Università degli studi di Firenze, il direttore professor Saverio Mecca, il co-direttore la professoressa Antonella Trombadore Collaboratori, e gli architetti Juan Camilo Olano Salinas e Gisella Calcagno. La commissione del concorso era presieduta dall’architetto Stefano Boeri.

 

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