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Ponte a Moriano, cancellati dal governo i fondi per la riqualificazione. Il Comune: “Se lo stop è confermato, investiremo soldi del bilancio”

Zona sud est senza i finanziamenti. Palazzo Orsetti: "Siamo i primi ad essere sorpresi e rammaricati"

Il progetto di riqualificazione del cuore di Ponte a Moriano dovrà aspettare. Il governo ha infatti escluso Lucca dai finanziamenti che in prima istanza erano stati accordati dal ministero. La conferma, dopo le polemiche sollevate dall’opposizione, arriva ora dal Comune di Lucca che ammette la cancellazione dei fondi per i progetti nell’ambito dei Pinqua che prevedevano la realizzazione di un progetto ambizioso per questa zona della Lucchesia.

Un progetto che tra l’altro era già stato presentato ai cittadini su cui l’amministrazione, pur nella difficoltà della situazione, promette un impegno economico a coprire almeno parte degli interventi previsti, nel caso in cui il mancato finanziamento venisse confermato. Lo si saprà entro i prossimi due mesi.

L’opposizione: “Rigenerazione urbana, i fondi per i progetti di Lucca non ci sono”

“Nessun comportamento dubbio con i cittadini, ai quali sono stati illustrati e coi quali sono stati discussi progetti qualificanti, per i quali l’amministrazione è stata pronta a intercettare cospicui finanziamenti – si smarca il Comune -. Il Governo infatti aveva dapprima previsto di utilizzare 3 miliardi e 200 milioni di euro da destinare al bando sulla rigenerazione urbana, di cui 2 milioni e 800 milioni derivanti dal Pnrr e 400 milioni dal Bilancio dello Stato. Ad agosto però il Governo ha deciso di inglobare i 400 milioni all’interno del Pnrr come cofinanziamento, riducendo di fatto le risorse complessive, che quindi potranno dare una risposta solo ai primi 159 progetti, escludendo al momento Lucca dal finanziamento. Inaccettabile peraltro il fatto che lo stesso Ministero abbia cancellato dal web il comunicato stampa con cui aveva confermato il finanziamento. L’amministrazione si è dunque subito attivata e sta portando avanti una serie di approfondimenti, per capire meglio se e quando queste risorse saranno inserite di nuovo”.

Il Comune di Lucca ha pianificato negli anni gli interventi di riqualificazione urbana dei quartieri esterni alle mura e periferici, in modo da concentrare le energie su progetti coerenti e innovativi. Dopo i Quartieri Social di Sant’Anna, San Vito e San Concordio, si è concentrata su molte aree periferiche del territorio o su edifici abbandonati, per sottrarli al degrado e riportarli a nuovi usi, in una realtà che deve puntare a uno sviluppo sostenibile incentrato sulla qualità della vita.

“E’ chiaro – spiega una nota di Palazzo Orsetti – che questa decisione del Governo rammarica prima di tutto l’amministrazione comunale, ma i progetti ci sono e il decreto finale per il finanziamento uscirà solo fra due mesi e solo tra fine dicembre e fine gennaio si saprà con certezza quali sono i progetti Pinqua al momento finanziati: questo lasso di tempo sarà impiegato per ottenere dal Governo, anche attraverso l’Anci, le risorse che erano state preventivate e sulla base delle quali l’amministrazione aveva effettuato le previsioni contenute sia nel Bilancio che nel Programma triennale delle opere pubbliche. Nel frattempo, il 30 ottobre l’amministrazione aderirà alla manifestazione d’interesse della Regione Toscana per il finanziamento di progetti sulla rigenerazione urbana e sulla qualità dell’abitare, un’altra significativa opportunità di finanziamento. Da ultimo, se venisse confermato il mancato finanziamento dei Pinqua di Lucca, una parte dei progetti verrà finanziata con risorse proprie del bilancio comunale. Questi progetti infatti fanno parte di quella visione che l’amministrazione comunale vuole perseguire per Lucca nei prossimi anni, fatta di tanti tasselli grandi e piccoli che completano un grande e ambizioso quadro generale”.

Commenti

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  1. Contrada S.Concordio
    Scritto da Contrada S.Concordio

    Il Comune rifinanzi con risorse proprie, se proprio vuole, quelli di Ponte a Moriano, ma abbandoni quelli di S.Concordio, improvvisati, mal concepiti e fortemente contestati dai residenti nella pur scarna fase partecipativa. Non c’è alcun bisogno di fare case popolari all’ex Borella e all’ex Gesam, non è culturalmente accettabile demolire due su tre degli storici depositi ferroviari, eccetera. La costruzione in corso della piazza coperta è il triste emblema dei tremendi danni che si possono fare con i soldi “regalati”. Se Lucca ottenesse ancora qualche soldo, andrebbero impiegati per demolirla.