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Montagnola, c’è chi dice sì: “A noi genitori il progetto piace”

L'altra campana: "Scorretto firmare lo scontento con la formula 'rappresentanti delle famiglie' "

Il progetto di riqualificazione del parco della Montagnola continua a far discutere, non solo tra residenti e Comune ma anche tra i diretti interessati. Una spaccatura è nata infatti tra i genitori dei bambini che frequentano la scuola primaria Collodi di San Concordio, parte dei quali non si ritrovano nel “gruppo di rappresentanti delle famiglie” che ieri (17 ottobre) hanno denunciato il malcontento per il piano dei lavori di risistemazione della zona. A prendere le distanze dalle polemiche nei confronti del progetto è Morena Maltagliati, dopo il confronto con altri genitori.

Lavori al parco della Montagnola, cresce il coro di no

“Il comunicato di denuncia del progetto di risistemazione del parco di piazzale Aldo Moro è originato da incontri e scambi di opinioni tra un ristretto gruppo di genitori, alcuni dei quali sono rappresentanti di classe, e non, come dovrebbe essere, da un processo aperto e condiviso tra tutti i genitori, in modo da portare una voce unica e condivisa verso l’esterno, sia l’istituto comprensivo Ungaretti, sia gli organi di stampa – spiega la mamma di una bambina della scuola -. Si tratta di un’operazione sulla quale né io, né altri genitori con cui mi sono confrontata, ci troviamo d’accordo. Non siamo d’accordo sotto il profilo del metodo, perché si vuole portare la voce dell’intero gruppo dei genitori, pur non avendone acquisito l’opinione e il relativo consenso. Riteniamo anzi piuttosto scorretto firmare la denuncia con la formula ‘rappresentanti delle famiglie’, alludendo a un mandato di rappresentare la nostra voce che né è stato richiesto, né è stato ottenuto”..

“Non siamo nemmeno d’accordo sotto il profilo del merito, perché riteniamo che il progetto di risistemazione globale dell’area che va dai Chiariti allo Steccone rappresenti un indubbio miglioramento per la vivibilità, la fruibilità delle zone verdi, la mobilità lenta (vedi la fondamentale pista ciclabile), per l’intero quartiere di San Concordio – conclude il gruppo dei genitori -. Criticare un progetto così importante e innovativo per il solo abbattimento di alcuni alberi (che peraltro verranno rimpiazzati da un numero ben maggiore di nuovi arbusti), è secondo noi sbagliato, perché si limita ad un solo (e tangenziale) aspetto di una questione ben più vasta, in cui sono sicuramente maggiori le migliorie rispetto a un impoverimento della zona che, sinceramente, non vediamo”.

Commenti

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  1. Contrada S.Concordio
    Scritto da Contrada S.Concordio

    Curioso che la signora critichi il precedente comunicato dei genitori della Collodi dicendo “che proviene da un ristretto gruppo di genitori” e a sua volta si autoproclami rappresentante “a noi genitori il progetto piace”. Certo definire l’abbattimento di decine di alberi nel boschetto, più quelli nei giardini nelle scuole, più quelli in p.le Moro, un mero “aspetto tangenziale”della Galleria Coperta…Se poi ci volesse spiegare come in concreto la Galleria coperta, che lei definisce “fondamentale pista ciclabile” possa migliorare la mobilità ciclabile del quartiere, gliene saremmo grati, perchè non esiste alcun fondamento scientifico, nè dimostrabile, che la Galleria Coperta incentivi la mobilità ciclabile. Non basta fare d’oro (letteralmente, per quel che ci costa) una strada, illuminarla giorno e notte e metterci le telecamere e il tetto, per convincere i ciclisti a percorrerla, se è superflua ed ha più comode alternative.