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Il piano operativo in Consiglio: una seduta fiume per vagliare 40 emendamenti

L'assessore Mammini: "Un lavoro frutto di un confronto ampio e costruttivo"

Sono state oltre trenta le sedute della commissione urbanistica dedicate al nuovo piano operativo del Comune di Lucca dopo la delibera consiliare di avvio del procedimento approvata nel novembre 2019. Dopo il passaggio in giunta, la commissione è stata impegnata in una fitta serie di incontri. E martedì prossimo (26 ottobre) il piano approderà al vaglio del consiglio comunale per l’adozione.

serena mammini

“È stato condotto un confronto ampio, costruttivo e approfondito – spiega Serena Mammini, assessora all’urbanistica – tra l’amministrazione, le molte figure professionali che hanno contribuito alla redazione dello piano e i consiglieri comunali, guidato dalla consapevolezza condivisa che Lucca abbia urgente bisogno di rinnovare la disciplina che governa le trasformazioni del territorio. Un percorso che non si è scoraggiato di fronte alle difficoltà della modalità a distanza per prevenire possibili contagi, ma che purtroppo un certo rallentamento nel lavoro lo ha subito”.

Martedì (26 ottobre) il piano operativo approderà in consiglio comunale per l’adozione. Nei termini indicati dalla conferenza dei capigruppo sono pervenute 40 proposte di emendamento, su ciascuna delle quali i consiglieri saranno chiamati a pronunciarsi con il proprio voto. Dopo questo passaggio, il piano adottato sarà pubblicato sul Burt e, da quel momento, decorreranno 60 giorni per permettere ai cittadini di presentare le proprie osservazioni.

“Presenteremo un lavoro – anticipa l’assessora Mammini – che produrrà i suoi effetti nel tempo: è sulle lunghe distanze, infatti, che la pianificazione urbanistica dimostra la propria efficacia. Con questa consapevolezza, il piano operativo fa ordine e aggiorna la normativa, che cerca anche di semplificare, per quanto possibile, mette a sistema regole sovraordinate, armonizza le diverse previsioni urbanistiche tenendo conto delle diverse realtà del nostro territorio. Il piano è un disegno, basato su solide conoscenze, che permetterà ai progetti di divenire programmi concreti e puntuali di ricucitura di un territorio che da tempo ha bisogno di un’azione di riqualificazione e recupero per sanare e risolvere le proprie maggiori criticità e rilanciare l’idea della città dei cittadini. Abbiamo tradotto in carte un’idea di città che rispetta le persone che la abitano e ne facilita la soddisfazione delle necessità. Proprio in questo suo porre al centro la qualità del vivere, la funzionalità dei servizi pubblici e di vicinato, l’aggiornamento degli spazi dell’abitare, le esigenze delle famiglie e delle molte comunità che vivono a Lucca, il piano operativo afferma e rivendica la propria dimensione politica”.

Il piano operativo, in un sistema di previsioni variamente articolate, darà all’amministrazione la possibilità di concretizzare all’interno di aree ben definite e individuate in termini spaziali le diverse politiche sociali: non solo il parco pubblico con i giochi, ma anche altri spazi di comunità, con molta consistenza di quelli aperti in risposta alle esigenze dei quartieri molto densi: dalle piazze, agli orti sociali, dalle aule verdi, ai mercati rionali. Luoghi con una propria identità che, soprattutto con la pandemia, hanno tuttavia dimostrato di dover essere potenziati e ripensati, lasciando nella norma urbanistica lo spazio necessario affinché sia la comunità locale a darne la forma definitiva e più adatta.

“Nella sua zonizzazione il piano – aggiunge Serena Mammini – delinea gli elementi necessari affinché le politiche di rilancio della città pubblica trovino, letteralmente, spazio. Una visione urbanistica complessiva di riferimento per le politiche di sviluppo del territorio, siano esse sociali, culturali o economiche. Quello del restauro della città pubblica è uno dei temi fondanti del piano, con una sua individuazione minuta, puntuale, da orefice, delle cose che servono, ritenendo così di rilanciare i luoghi del nostro quotidiano e di svilupparne una coerente propensione al futuro”.

La disciplina delle funzioni delle diverse aree del territorio, tema di primo piano, è stata pensata per essere in grado di mantenere un equilibrio organico tra le varie zone senza impoverire o sterilizzare il tessuto della città. Le destinazioni sono aperte nella loro distribuzione e non separano i luoghi di lavoro o dello svago da quelli della residenza o da quelli della cura.

Conclude l’assessora Mammini: “Viviamo in un periodo storico di grande incertezza. È difficile dire cosa interesserà la città tra cinque anni o come si riprenderanno le attività. Per questo abbiamo lavorato sulle destinazioni escludendo quelle in contrasto tra loro e incentivando o mantenendo quelle necessarie l’una all’altra affinché un luogo possa funzionare al meglio, sia attrattivo, confortevole e accogliente. Le norme, e questo è un cambio di passo dirimente e, consentitemi di dirlo, “rivoluzionario” nel modo di intendere l’urbanistica a Lucca, sono oggi qualitative e non meramente quantitative, con strumenti di controllo diretti ed indiretti, per avere una disciplina urbanistica che equipaggi, con creatività e concretezza, Lucca per un futuro vicino”.

Commenti

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  1. Contrada S.Concordio
    Scritto da Contrada S.Concordio

    Sarebbe più onesto dire, invece di “grazie ai contributi richiesti dalla città”, dire “grazie alle richieste dei diretti interessati di poter costruire su aree che il vigente R.U. classifica agricole”. Le sedute della commissione urbanistica sono tutte state fatte a porte chiuse, chissà di quali magheggi si doveva tenere all’oscuro la città. Gli incontri sono stati fatti solo con gli ordini professionali, come se la materia urbanistica fosse tornata ad essere un “interna corporis”. Mi sembra di essere tornata indietro di 25 anni, era il 1996, Mannocci mi portò ad un incontro sul P.S. tra Comune e professionisti, ed il giorno dopo apparve sul giornale che “estranei” avevano partecipato al “sancta sanctorum”. E che dire dei contributi al P.O. fatti nel 2018 dai pochi disinteressati alle rendite urbanistiche, cioè dalle associazioni ambientaliste, dai comitati, dalla sottoscritta che già allora vi chiedeva di rinunciare ai progetti a quel tempo appena abbozzati di piazza coperta, galleria coperta, scuola nel parco. Come mai quelli sono stati ignorati, anzi, senza degnarli di una risposta, è stato fatto l’opposto? Già la partecipazione sul Piano Strutturale era stata una farsa, sul PO questa Amministrazione è stata più coerente e non la ha fatta per niente. Fu detto che il R.U. di Fazzi era “democratico” perchè accontentava tutti quelli che chiedevano che sul proprio terreno si potesse “murare”. Questa Amministrazione sta facendo di peggio, quando c’era Favilla si è fregiata di aver denunciato lo “sforamento” (ce ne accorgemmo noi, che si era “sforato”, e lo facemmo sapere alla Mammini), e oggi, nonostante questa consapevolezza e le tante belle parole, consente di costruire a S.Concordio su tutte, ma proprio tutte, le 10 aree rimaste inedificate, alcune delle quali già classificate come agricole. Questa Amministrazione non smette mai di sorprenderci, in negativo, e ci lascia sempre più basiti.