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Pietrini lascia la guida di Imt: “Ho fatto crescere la scuola, ora è punto di riferimento della multidisciplinarietà” foto

Dopo due mandati il direttore saluta: dal primo novembre subentra il professor Rocco De Nicola

Sei anni come direttore della scuola Imt Alti studi Lucca, lo psichiatra e neuroscienziato Pietro Pietrini al termine del suo secondo mandato, fa un bilancio sulla guida di una delle più importanti scuole di formazione per dottorandi del nostro paese. Il professore è stato chiamato alla guida della scuola Imt nel 2015, dopo un rinnovo triennale nel 2018, giunge alla sua conclusione per la durata massima del mandato stabilito per legge. Al suo posto il 31 ottobre subentrerà il professor Rocco De Nicola, eletto il 13 luglio scorso.

Pietro Pietrini

Alla cerimonia che si è svolta questa mattina (26 ottobre) nella chiesa del Complesso di San Francesco oltre al dottor Pietrini, hanno partecipato il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il presidente della Fondazione Lucchese Alta formazione e ricerca, Marcello Bertocchini e l’assessora regionale all’Università Alessandra Nardini.

“Nel 2015 quando sono stato chiamato a guidare gli Imt, era una scuola piccola, con dieci anni di vita – spiega il dottor Pietro Pietrini -. Possiamo dire che ho accompagnato questa scuola dall’infanzia all’adolescenza e questo è stato possibile attraverso diversi passaggi. Il primo e fondamentale, è stato quello di aver acquisito il nome di ‘scuola’. La parola ‘istituto’, non ne rendeva giustizia, siamo una delle sei scuole a ordinamento speciale del nostro paese, come la Normale e la Scuola Sant’Anna di Pisa. Non siamo una scuola privata – precisa -, in molti mi chiedono come è possibile entrare. Gli Imt sono una scuola pubblica e si accede con una borsa di studio ottenuta con un concorso pubblico internazionale. La vera sfida di questi anni è stata quella di creare un livello formativo multidisciplinare, abbiamo inserito lo studio delle neuroscienze sociali e comportamentali, offrendo agli studenti nuove discipline. Le borse di studio sono passate da 28 a 42 e il dottorato è passato da 3 a 4 anni, utilizzando una formula innovativa che offre all’allievo più tempo, per discutere i propri risultati. Oggi si parla molto di scienza, soprattutto con l’arrivo della pandemia. Inorridisco quando sento parlare di green pass come di una tessera fascista, significa non conoscere la storia e non aver mai letto un libro, l’ignoranza è la peggior catastrofe del nostro tempo e la scuola deve combatterla. La pandemia dovrebbe insegnare che le sfide non devono metterci gli uni contro gli altri, in modo competitivo, ma agire con cooperazione. Non si può guardare solamente al nostro giardino, alla nostra città, al nostro paese, occorre collaborare e incentivare l’interscambio tra discipline diverse“.

La giornata si è aperta con i saluti di indirizzo di Marcello Bertocchini, presidente della Fondazione Lucchese per l’alta formazione e la ricerca, che ha ricordato come proprio da un’intuizione della Fondazione abbia preso il via, nel 2005, il progetto di ricreare a Lucca un’Istituzione di livello universitario. Un progetto che nel tempo è cresciuto e si è sviluppato, portando anche al restauro degli spazi: il Complesso di San Francesco, sede del Campus, e gli uffici amministrativi in Piazza San Ponziano, concessi in comodato gratuito alla Scuola Imt. Un progetto che si amplierà ulteriormente in termini di spazio con il recupero di un immobile in via Brunero Paoli che sarà presto interessato da un intervento di recupero grazie anche a un fondo ministeriale di oltre 4 milioni di euro.

“Con l’approvazione del nuovo Statuto – ha affermato il presidente Bertocchini – il ruolo della Fondazione all’interno della Scuola Imt è cambiato, ma non faremo mai mancare il nostro appoggio alle sue attività. Oggi la Scuola Imt si autogoverna come tutte le università e le scuole a ordinamento speciale e in questo l’apporto del Direttore Pietrini è stato determinante. Abbiamo cercato di essere vicini alla scuola Imt in tutti questi anni sia come Fondazione Cassa di Risparmio, sia come fondazione Alti studi. Siamo stati lo strumento attraverso il quale abbiamo abbiamo potuto realizzare i progetti immobiliari destinati alla scuola. In questi 6 anni abbiamo cercato di non far mai mancare la nostra vicinanza al dottor Pietrini, ci sono stati momenti non semplici, ma non abbiamo mai messo al secondo posto la scuola. Pietrini ha svolto un gran lavoro e auspico per lui e per gli Imt un gran futuro”.

Credo – ha detto l’assessora Nardini – che l’interdisciplinarietà debba essere un modello, una bussola per sviluppare sempre maggiori sinergie tra realtà della didattica e della ricerca con il settore produttivo. In un momento storico in cui la pandemia ci ha ricordato il valore fondamentale della ricerca e della scienza i risultati raggiunti vanno protetti e difesi da una pericolosa deriva anti-scientifica che si sta insidiosamente diffondendo. Anche a questo scopo l’attività e il valore di questa realtà appaiono importantissimi, così come lo è la capacità che le istituzioni devono mostrare di sapere valorizzare il patrimonio accademico e di ricerca del nostro Paese, attraverso opportune politiche e adeguati investimenti. Come Regione Toscana continueremo a fare la nostra parte”.

Pietrini ha poi parlato della crescita della scuola, dal numero di professori di ruolo che in sei anni è raddoppiato, a quello delle borse di studio per gli allievi che sono passate da 28 a 42. Parallelamente sono cresciute anche le risorse pubbliche a disposizione della Scuola, fondi che dal 2010 il Ministero dell’Università e della Ricerca assegna agli Atenei anche in virtù della qualità delle attività didattiche e di ricerca che svolgono. La Scuola Imt in sei anni ha visto crescere di oltre un milione e mezzo di euro il suo Fondo di finanziamento ordinario, sia in totale, sia relativamente alla sola quota premiale che nel 2015 si attestava a poco più di 500mila euro e oggi, invece, è pari a due milioni di euro. Un percorso che è poi proseguito nel 2018 con l’approvazione di un nuovo statuto che ha visto un riassetto dei poteri, restituendo un ruolo centrale al Senato accademico.

“Noi – ha aggiunto Pietrini – abbiamo promosso la collaborazione e il dialogo con le altre scuole e abbiamo ottenuto notevoli risultati, con l’obiettivo di avere un ruolo solido nella formazione del nostro paese. Creando un consorzio tra scuole abbiamo ottenuto dal ministero dell’istruzione, con una voce aggiuntiva, un incentivo di 3 milioni all’anno, per 3 anni e un totale di 9 milioni, per finanziare progetti di cooperazione. Le scuole di per se vengono immaginate come luoghi in cui si incentiva la competizione tra studenti. Ma la competizione non deve essere il nostro fine, ma deve esserlo la collaborazione, la nostra sfida è senza confini territoriali, ideologici o politici, l’unico nostro confine deve essere quello tra il sapere e il non sapere”.

Ed è proprio agli studenti che Pietrini ha rivolto un pensiero, ripercorrendo le iniziative a loro dedicate negli ultimi sei anni: la riorganizzazione dei corsi di dottorato – che ora possono durare fino a quattro anni -, le misure straordinarie varate durante la pandemia, che hanno anticipato le disposizioni ministeriali prorogando di cinque mesi le borse di studio in scadenza. Quindi il sostegno alla nascita dell’associazione degli allievi ed ex allievi,  i programmi di finanziamento alla ricerca sperimentale e, così detta, di frontiera. Non ultimo il programma Imt4Career, un programma di investimento sulla ricerca, che vede la Scuola Imt a fianco di enti e aziende del territorio per il cofinanziamento di assegni di ricerca della durata di un anno. A sei mesi dal varo del programma sono già dodici gli assegni di ricerca finanziati.

Infine il Direttore Pietrini ha voluto rivolgere un pensiero alle donne che a vario titolo operano all’interno del sistema universitario italiano. “Ci dobbiamo chiedere – ha detto Pietrini – come mai nelle primissime fasi della carriera accademica la percentuale di donne è pari, quando non addirittura superiore a quella dei maschi, per poi assottigliarsi via via che si salgono i gradini della scala accademica, ove, specialmente in alcune discipline, le figure apicali femminili sono esempi più unici che rari”.

Infine ringraziamenti a Pietrini sono arrivati anche da parte del sindaco di Lucca Alessandro Tambellini: “Lucca ha avuto in passato una qualità dell’istruzione altissima in campo universitario, fino al 1800. Gli Imt hanno ricomposto e ripreso questa tradizione – dichiara -. La presenza del dottor Pietrini alla guida ha portato ad una multidisciplinarità, perché la realtà è sempre più articolata e complessa, le neuroscienze possono spiegare certi fenomeni e comportamenti. Imt è cresciuta in questi anni grazie alla guida del dottor Pietrini, fino a diventare punto di riferimento in determinati ambiti”.

Dall’1 novembre il dottor Petrini continuerà la sua attività didattica e di ricerca scientifica alla Scuola Imt, dove ricopre il ruolo di professore universitario in biochimica clinica e biologia molecolare clinica e dove dirige il Molecular mind laboratory da lui fondato oltre venti anni fa.

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