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4 novembre, in Cortile degli Svizzeri la celebrazione tornata in presenza foto video

Festeggiata la giornata dell'unità nazionale e delle forze armate

Ritorna in presenza la cerimonia del 4 novembre, giorno dell’unità nazionale e delle forze armate, che ha preso il via alle 10 con l’alza bandiera, sulle note dell’Inno di Mameli eseguito dal corpo musicale Giacomo Puccini di Nozzano Castello. Come da tradizione l’evento è stato celebrato in Cortile degli Svizzeri con lo schieramento del reparto di formazione, l’ingresso dei gonfaloni dei Comuni e dei làbari delle associazioni, gli onori e la deposizione di una corona al Monumento ai caduti nello stesso Cortile.

cerimonia 4 novembre

Numerose le personalità istituzionali intervenute all’evento, tra cui: il prefetto di Lucca Francesco Esposito, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il consigliere provinciale Patrizio Andreuccetti e il presidente provinciale dell’Associazione nazionale carabinieri Filippo Colasanti.

Dopo la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui sono state commemorate le vittime di tutte le guerre e la ricorrenza per il centenario della traslazione del corpo del milite ignoto, è intervenuto il prefetto di Lucca Francesco Esposito per ricordare i giovani che hanno combattuto e perso la vita durante la Grande Guerra.
“La vittoria della prima guerra mondiale – ha commentato il prefetto nel suo intervento – completò il disegno risorgimentale dell’Unità d’Italia e, nei momenti più drammatici, consolidò il senso di appartenenza alla stessa comunità nazionale nei tanti soldati che provenivano da regioni diverse della penisola e si trovarono a combattere e soffrire, fianco a fianco, in trincea per la stessa causa; ma quel conflitto, così atroce, costò tante vite umane. Oggi, nel 160esimo dell’Unità d’Italia e dopo cento anni da quando il Milite ignoto fu sepolto all’Altare della Patria, ricordiamo quei morti, molti dei quali erano appena diciottenni; li chiamarono i ragazzi del ’99 quei giovani che, con il loro coraggio e le loro speranze, ci lasciarono una grande eredità, fatta non solo di eroismi e senso del dovere, ma anche di spirito di umanità e solidarietà. Ci vollero però altri decenni – una dittatura e un’altra guerra mondiale – per raccogliere, fino in fondo, il frutto dei loro sacrifici e raggiungere, oltre all’unità, la pace, la libertà e la democrazia. Solo allora, si scelse la Repubblica e si votò la nostra Costituzione; da quel momento l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e le alleanze tra Stati non servono più per combattere guerre, ma per affermare e conservare la pace. Anche noi oggi, siamo chiamati a onorare le tante, troppe vittime di guerra non solo ricordandole, ma scegliendo, ogni giorno, la pace, nella consapevolezza che questo bene così prezioso si conserva e si rafforza, rifiutando ogni forma di violenza e adempiendo, come recita l’articolo 2 della Costituzione, ai doveri inderogabili di solidarietà, senza i quali si rischia di deteriorare il tessuto connettivo che tiene insieme una comunità”.

La lettura dei messaggi, dopo il prefetto, è passata al sindaco di Lucca Alessandro Tambellini: “Voglio ricordare che anche in quei momenti terribili della Prima guerra mondiale, c’è stato modo di individuare un messaggio importante di unità nazionale, perché i giovani che ne hanno preso parte, venivano da ogni parte d’Italia ed era la prima volta che succedeva di vederli tutti uniti sotto un’unica bandiera. In quegli anni – prosegue -, le donne assunsero un ruolo decisivo, perché trovarono spazio all’interno delle fabbriche al posto degli uomini. Oggi con l’Unione europea si sancisce un’alleanza tra paesi vicini, per non tornare mai più a quelle guerre che hanno devastato nel passato il nostro continente”.

In questo giorno importante voglio ricordare e rendere omaggio alle nostre forze armate che in questo anno si sono battute al fianco di molte altre persone nella lotta alla pandemia – dice li consigliere provinciale Patrizio Andreuccetti -. Trovo importante questi momenti di memoria storica, non bisogna mai perdere di vista ciò che è successi nel passato, occorre studiare la storia per non commettere errori, come ho visto fare in alcune manifestazioni no vax che hanno associato l’olocausto alla situazione che stiamo vivendo oggi con il green pass. Occorre studiare il passato proprio per riuscire a dare ad ogni momento storico la giusta collocazione”.

In rappresentanza delle studentesse e degli studenti lucchesi, Kety Gherardi, dell’istituto professionale Giovanni Giorgi di Lucca, ha letto la poesia di Paolo Maria Rocco Milite ignoto.

Al termine della cerimonia le autorità si sono spostate nella Chiesa di San Paolino dove alle 11,30 sono iniziate le celebrazioni per la Santa Messa.

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