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Traffico a Pontetetto, no al senso unico ma il limite di velocità non basta

Una residente: "Nessuno va a 30 all'ora, e personalmente non ho mai visto vigili o pattuglie a controllare la strada. L’inquinamento e il disagio è tanto”

Traffico, rumore, limiti di velocità ignorati e lo sfrecciare indiscriminato dei tir, a tutte le ore, davanti alle abitazioni. Chi vive sul viale San Concordio nel tratto di Pontetetto, convive da sempre con questi disagi: fra strisce pedonali invisibili agli automobilisti e le promesse ancora disattese del Comune.

Pontetetto

Come l’applicazione dell’asfalto fonoassorbente previsto nel piano triennale dei lavori pubblici approvato dall’allora assessore Marchini, in scadenza proprio questo dicembre. Una data così vicina da renderne improbabile l’attuazione, nonostante le proteste dei residenti.

Proteste esplose quasi un anno fa, quando l’Arpat attestava l’inquinamento acustico sul tratto del Viale che attraversa Pontetetto, ben oltre i limiti ambientali consentiti: con i conseguenti esposti delle associazioni Pons Tectus e Viabilità e Ambiente all’amministrazione.

La risposta del Comune fu l’introduzione del senso unico notturno temporaneo fra via Pattana e via di Vicopelago, in direzione Pisa, corredata dal limite dei 30 chilometri orari di velocità attualmente in vigore. Provvedimento ignorato da automobilisti e tir, che nonostante il divieto di transito continuano a preferire alla bretella parallela, la stretta strada di quartiere.

Qui, da un anno a questa parte nulla sembra essere cambiato. E si continuano a registrare numerosi problemi, come racconta un’abitante dell’ultimo tratto del viale: “Il traffico è veramente molto, molto sostenuto quasi in tutte le ore del giorno, in particolar modo negli orari di punta. Transitano molti mezzi, ci sono rumori e vibrazioni nelle abitazioni perché la strada è stretta. L’inquinamento e il disagio è tanto, senz’altro. Il limite di 30 chilometri all’ora? – continua la ragazza – No, non viene rispettato, e personalmente non ho mai visto vigili o pattuglie a controllare”.

Ma se da un lato i residenti denunciano mancanza di controlli e chiedono un miglioramento della qualità della vita, dall’altro si fa sentire la voce dei commercianti fortemente contrari ad interventi che limitino la viabilità nel quartiere, come l’ipotesi del senso unico notturno. Un danno, spiegano, per le attività di Pontetetto, fra cui la pizzeria al metro Leos.

“Il senso unico creerebbe dei disagi per i lavoratori. I benzinai, i ristoranti, e tutte le altre attività verrebbero penalizzate dal minor afflusso di persone. Abbiamo bisogno di lavorare, non possiamo rimetterci per colpa del senso unico”, dice un dipendente della pizzeria.

“Istituire il senso unico non è giusto – commenta anche una cliente del bar Enrico – Ci sono i commercianti, i negozi e la posta che hanno bisogno di tirare avanti. Mentre la gente deve andare piano perché questo è un quartiere”.

Parole condivise da Michele Angeli, titolare della pescheria, che si unisce ai colleghi nel demolire il senso unico. “Non vogliamo fare la fine di San Concordio, che quando c’era il doppio senso era uno dei centri commerciali più vivi della città. Un lontano ricordo, adesso, con tante attività costrette a chiudere da un unico senso di marcia che disincentiva gli automobilisti a entrare nel quartiere. Non vogliamo finire così”.

Così rimane Pontetetto, in balia di un limite orario non rispettato, pochi controlli, inquinamento acustico sopra i limiti, vibrazioni nelle case, richieste contrastanti ma poche soluzioni. E mentre si asfalta la vicina via di Ronco, come tante altre strade cittadine, rimane la speranza che la campagna elettorale possa accendere i riflettori anche in questo tratto del viale. E che il prossimo provvedimento nel quartiere sia finalmente risolutivo.

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