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Un bando in due tempi per far tornare a vivere il Mercato del Carmine. Nuovi lavori grazie ai fondi di Regione e Fondazione Crl foto

Entro il 2022 in concessione la ex chiesa e l'ala est del chiostro poi il resto del complesso dopo la messa in sicurezza

Sarà pubblicato nei prossimi giorni un nuovo avviso pubblico per il Mercato del Carmine, dopo l’ultimo andato a vuoto nel 2018. L’immobile sarà dato in concessione con unico bando, ma attraverso due fasi temporali distinte e per una durata trentennale.

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L’amministrazione ha infatti approvato ieri (16 novembre) l’indirizzo di giunta, considerando maturi i tempi per provare a dare nuova vita a quello che è stato per anni il centro della vita cittadina lucchese, alla luce anche dei 320 mila euro assegnati recentemente dalla Regione Toscana per rifare gli infissi dell’ex chiesa del complesso. Sarà questa, insieme al piano terra dell’ala est del chiostro, a essere messa in concessione nella cosiddetta ‘prima fase’ del bando. Questa parte di struttura è stata infatti negli anni scorsi già interessata da lavori di messa in sicurezza statica e sismica finanziati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca per circa 2,2 milioni di euro e sarà a breve oggetto dei lavori di completamento dei locali, che dovrebbero terminare entro la fine del 2022, così come previsto dal bando regionale.

Questi locali, una volta ultimati, saranno subito fruibili e a disposizione del concessionario, che dovrà presentare un progetto coerente con il regolamento urbanistico vigente e il piano operativo adottato a ottobre. La restante parte del complesso, ovvero la zona centrale del chiostro, i negozi lungo via Mordini e piazza del Carmine e i locali al primo piano, sarà assegnata solo nella seconda fase. La novità sta proprio nella ‘fase di mezzo’. Sarà infatti il Comune, grazie a ulteriori 2 milioni di euro finanziati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, a farsi carico dei nuovi lavori di adeguamento statico e sismico delle parti della struttura non ancora risistemate, andando così a sgravare il concessionario di una serie di costi che invece erano previsti nel bando del 2018.

Secondo una stima molto approssimativa infatti – vista l’impossibilità di cifre certe in assenza del progetto – mentre il Comune si farà carico di circa 3,6 milioni di euro, finanziati in parte dalla Fondazione Cassa di risparmio nell’arco di tre anni, al concessionario rimarrebbero le opere di completamento per una cifra ipotetica di oltre 3,2 milioni di euro. Questi serviranno a coprire i costi per i lavori edilizi di rifinitura (pavimenti, intonaci, tinteggiature), quelli sull’impiantistica e per l’accessibilità del complesso. Il canone d’affitto per il concessionario, agevolato nelle prime annualità, salirà in base all’aumentare degli spazi fruibili ma resterà comunque al di sotto dei valori previsti per simili immobili.

“Siamo già intervenuti sul mercato del Carmine con la sostituzione del tetto della chiesa, la copertura del chiostro e il recupero del piano interrato – ricorda il primo cittadino Alessandro Tambellini -. Adesso ci proponiamo di intervenire nuovamente sulla struttura per rendere l’operazione più appetibile, consegnando l’intero mercato ristrutturato ma al grezzo e superando così i limiti dell’avviso del 2018. Al concessionario rimarranno infatti gli interventi accessori di completamento e di rifinitura necessari per recuperare a pieno un complesso da oltre novant’anni di storia”.

“Nell’ultimo consiglio di amministrazione abbiamo deciso di stanziare oltre 4,5 milioni per la rigenerazione urbana e oltre 2 milioni di questi andranno al Mercato del carmine nei prossimi tre anni, se l’esito della gara sarà positivo – sottolinea il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Marcello Bertocchini -. Eravamo già intervenuti negli scorsi anni per garantire la conservazione e la stabilità strutturale, ma non solo. Anche quegli interventi, infatti, nascevano dal preciso convincimento che questo edificio debba ricollocarsi nel tessuto sociale ed economico con funzioni rinnovate, ma coerenti con la storia e la vocazione naturale del luogo”.

Per quanto riguarda le attività già presenti nel mercato, l’amministrazione ha previsto che con specifiche clausole ne venga garantita la continuità e che venga loro applicato un affitto inferiore a quello di mercato. Per quanto riguarda la destinazione dell’immobile sarà data priorità alla vocazione commerciale della struttura ma non vengono escluse quote destinate ai servizi, secondo quanto previsto dal piano operativo.

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“Il lavoro di squadra che abbiamo portato avanti – hanno dichiarato gli assessori Gabriele Bove, Chiara Martini e Francesco Raspini – era ed è volto a stimolare tutti quei soggetti che possono essere interessati a gestire il complesso del Carmine. La fase attuale, pur in un contesto caratterizzato ancora da incertezze, vede comunque una ripresa di tutte le principali attività economiche del territorio. Con questa operazione ci auguriamo di poter contribuire a questa ripresa, in maniera propositiva e i tempi, e gli ultimi sopralluoghi con gli operatori fanno ben sperare. Attraverso cantieri che interesseranno il Carmine da qui ai prossimi anni e attraverso questo nuovo avviso che ci auguriamo venga colto dal territorio come una concreta opportunità di crescita”.

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