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Magliette e mani tracciate di rosso per dire basta con le violenze di genere foto

L'iniziativa degli studenti dell'Ite Carrara

Magliette rosse e mani tracciate dal colore che, invece di rappresentare la passione d’amore, ne è la tragica negazione: questa la spontanea iniziativa degli alunni della 2B dell’Ite Carrara che, in occasione della giornata della violenza contro le donne, si sono raccolti per discutere l’argomento e testimoniare il proprio punto di vista nell’ambito di un’esperienza che hanno definito di “vera educazione civica”.

Con la guida della loro docente, Nunzia Acampora, si sono accostati alla conoscenza del mito classico di Galatea – la statua tramutata da Venere in donna per soddisfare il desiderio del suo scultore Pigmalione che se n’era innamorato- attraverso la rivisitazione che Madeline Miller ne ha fatto nel suo recente saggio.

Grazie all’attualizzazione del mito greco proposta dalla scrittrice americana, gli studenti hanno, dunque, avuto la possibilità sia di interpretare la concezione della donna “oggetto” alla luce di aspetti ineludibili della cultura occidentale, sia di cogliere le derive più pericolose di tale concezione per esorcizzarle, dato che la Galatea della Miller, diversamente da quella narrata da Ovidio nelle Metamorfosi, rifiuta per sé un destino di cieca obbedienza e rivendica la propria libertà.

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