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Lunghe code e tensioni davanti alla farmacia per fare il tampone

La denuncia di un cittadino che stamani si è trovato alla Comune: "Una situazione intollerabile"

Continuano i disagi nelle farmacie per le lunghe code che si creano per fare i tamponi. La farmacia comunale di Lucca non è da meno. Qui, secondo quanto denuncia un cittadino, la situazione è degenerata. E all’esterno in mezzo alla ressa ci sono stati momenti di tensione e qualche spintone.

A raccontarlo è Massimo Lenzi, cittadino di Lucca e che questa mattina (5 dicembre) attorno alle 12 si trovava in fila all’esterno della farmacia. Il primo problema segnalato è quello dei disagi legati alle attese: “Non solo – afferma – non è stata predisposta alcuna misura per evitare che chi deve accedere alla farmacia per i normali servizi sia costretto a fare un’unica fila con chi si presenta per fare il tampone rapido, ma la modulistica relativa a questi ultimi è situata all’interno della farmacia, ed è praticamente impossibile far rispettare la norma di sicurezza che prevede l’accesso al locale, limitato a 5 persone, che viene regolarmente e impunemente infranta da chi si sente implicitamente autorizzato a entrare perché ‘deve fare il green pass'”.

“Poiché la gran parte di costoro non è vaccinata – osserva -, e i restanti comunque si presentano perché nutrono sospetti sulla propria positività, risulta evidente che la percentuale di soggetti potenzialmente contagiosi tra le fila dei tamponandi o tamponati è molto maggiore (secondo i dati ufficiali, circa 8/9 volte di più) di quella dei malcapitati che devono recarsi in farmacia per procurarsi le proprie medicine”.

“Oggi – racconta – verso le 12 chi scrive ha invano cercato di far rispettare le regole, ma ha dovuto desistere per l’atteggiamento arrogante e incivile di alcuni (troppi) componenti della ressa che si accalcava fuori della farmacia e nel breve andito che vi dà accesso, e si è pure beccato uno spintone, peraltro assolutamente involontario, da un avventore che stava sopraggiungendo, e dal quale è stato prontamente e premurosamente soccorso, ritenendo peraltro opportuno (e ben più salubre) rinunciare a farsi medicare la lievissima ferita riportata nel capitombolo per l’evidente impossibilità di entrare in farmacia. Trattandosi della farmacia comunale, ritengo assolutamente indispensabile che le autorità di vigilanza del Comune provvedano a gestire tempestivamente e continuativamente questa intollerabile situazione”.

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