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Elisa Bonaparte protagonista a Palazzo Ducale: un’inedita ricerca riscopre la storia dell’edificio foto video

Il lavoro degli architetti Velia Bartoli e Francesco Ferretti diventa un volume che sarà presentato domani (7 dicembre) in 3D alle 17 nella sala del Trono

Restituire a Elisa Bonaparte ciò che di Lucca appartiene a Elisa Bonaparte. È con questo obiettivo che per dieci anni gli architetti Velia Gina Bartoli con la collaborazione di Francesco Ferretti hanno portato avanti un minuzioso lavoro di ricerca, il primo nel suo genere, per riscoprire le piante di palazzo Ducale, la distribuzione degli spazi e la loro funzione agli inizi dell’Ottocento, quando alla sorella di Napoleone era affidata la guida del principato di Lucca.

volume 'Il palazzo di Elisa'

Una ricerca che di fatto si è tradotta nel volume Il palazzo di Elisa: un’immagine recuperata che parla francese che sarà presentato domani (7 dicembre) alle 17 nella sala del Trono con l’accompagnamento di un video modello 3D che riepiloga tutti gli elementi di novità emersi dallo studio dei documenti conservati nell’archivio di stato cittadino, nell’archivio notarile e nei in molti altri fondi. Un patrimonio storico che qualche giorno fa si è arricchito di nuovo materiale: la Fondazione cassa di risparmio di Lucca ha infatti acquistato 250 lettere risalenti a Napoleone che andranno ad aggiungere un ulteriore tassello a quel percorso di riscoperta del periodo napoleonico lucchese portato avanti dall’associazione Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana grazie all’omonimo progetto nato nel 2007.

A illustrare il volume domani, oltre agli autori, saranno i rappresentanti degli enti ospitati a palazzo Ducale, ovvero il prefetto Francesco Esposito e il presidente della Provincia Luca Menesini, la presidente dell’associazione Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana Roberta Martinelli, e uno dei maggiori esperti delle arti decorative delle residenze napoleoniche Bernard Chevallier.

“Questo immenso lavoro di ricerca offre una chiave di lettura nuova e cruciale per la riscoperta e la valorizzazione di palazzo Ducale – spiega il prefetto, ripercorrendo le tappe dell’arrivo in città di Elisa Bonaparte Baciocchi -. Elisa Bonaparte è stata fondamentale per la crescita e la modernizzazione di Lucca: quando Napoleone nel 1805 affida la guida del Principato di Lucca a suo marito, Felice Baciocchi, lei riesce a trasformare la sua immagine in una figura centrale per la città e di fatto questo edificio, riadattato dall’architetto Cesare Lazzarini, diventa il simbolo di un potere tutto al femminile che riesce a ribaltare la cultura patriarcale e le regole dell’epoca, dettate da un Codice civile napoleonico reazionario agli ideali cresciuti nella Rivoluzione Francese”.

“Questo volume rappresenta un tassello importante per la ricostruzione storica di Palazzo Ducale e per la sua riscoperta – aggiunge il presidente della Provincia -. Un percorso che stiamo portando avanti da tempo con l’associazione Napoleone ed Elisa e che a breve sarà tradotto in una vera e propria convenzione nell’ottica di aprire sempre più le porte dell’edificio alla città, perché è da qui che passa la storia di Lucca”.

Una storia che, come sottolinea il vicepresidente della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca allacciandosi al presente, ha reso il Principato di Lucca un modello all’avanguardia: è dei Baciocchi l’istituzione del primo obbligo vaccinale della nazione. Questa è una delle tante curiosità racchiuse nel volume, basato su solide argomentazioni scientifiche e documentarie che riguardano non solo il palazzo – e i suoi cinque piani – ma l’intero complesso, che vanno ad aggiungere una tessera fondamentale al mosaico di processi storico-architettonici che hanno cambiato la forma dell’edificio nel tempo. Durante il principato dei Baciocchi, infatti il settore occidentale, era occupato dalle zone di servizio, dalle scuderie e dalle rimesse, delle quali oggi non abbiamo più traccia visibile.

“Questo volume diventa, oltre a un data base accessibile, uno strumento utile per il turista e per la comprensione a 360 gradi del palazzo e delle sue origini nonché per riavvalorare la figura di Elisa – sottolinea la presidente dell’associazione -. Un percorso che noi portiamo avanti da tempo ormai e che riprenderemo l’11 gennaio con i nostri incontri a palazzo Ducale e con la presentazione al pubblico delle lettere napoleoniche divenute patrimonio della città in questi giorni, grazie all’intervento della Fondazione”.

“Attraverso questo lavoro di ricerca, di un rilievo attento di tutto ciò che esisteva, siamo riusciti a capire dove erano gli ambienti che a quel tempo si erano resi necessari a Elisa per sistemare tutta la corte a palazzo –  spiega l’architetta Bartoli -. Grazie a questi studi, non solo siamo riusciti a capire chi ha fatto cosa e dove, ma anche quanto è costato il riadattamento del palazzo. Questo di fatto è un’integrazione fondamentale di dati che risponde a quel percorso di conoscenza della storia del complesso che fino a oggi è rimasto un po’ amputato. Un’integrazione che l’architetto Francesco Ferretti è riuscito a restituire in 3D, per poter rendere visibile l’idea di come era il palazzo all’epoca e capirne l’importanza storica. Perché questo, non mi stancherò mai di dirlo, non era il palazzo di Maria Luisa di Borbone, questo era il palazzo di Elisa”.

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