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Sanità, Spi Cgil: “Dopo il caso di Ponte a Moriano il problema rimane: a Lucca mancano 13 medici”

Il segretario provinciale Cortopassi: "C’è bisogno subito di una riforma strutturale del sistema"

“Soluzioni come quella trovata per Ponte a Moriano possono risolvere solo temporaneamente il problema, quello che serve è un provvedimento strutturale”. Così il segretario generale dello Spi Cgil della provincia di Lucca Roberto Cortopassi torna a parlare della carenza di medici di medicina generale in Toscana e sul territorio.

Quando le giuste istanze della cittadinanza incontrano la disponibilità degli enti a recepirle, le soluzioni si trovano – spiega Cortopassi -. Ne è un esempio l’incarico della dottoressa Del Francia, arrivata a Ponte a Moriano per svolgere il ruolo di medico di medicina generale fino alla fine del 2022. La nomina, arrivata in seguito al pensionamento della dottoressa Adami che avrebbe lasciato senza medico di famiglia i suoi 1500 assistiti, è stata il frutto dell’incontro tra i cittadini di Ponte a Moriano, il farmacista di zona e gli esponenti dell’amministrazione comunale, della Asl e dell’Ordine dei Medici di Lucca”.

Ponte a Moriano, sarà Cristina Del Francia a sostituire la dottoressa in pensione

“Quello della carenza di medici di medicina generale però è un problema serio e ben lungi dall’essere risolto, e anche in questo caso particolare non si può che parlare di soluzione temporanea – prosegue Cortopassi -. Sono infatti ben 245 i medici di medicina generale che mancano all’appello in Toscana, oltre che una cinquantina di pediatri di libera scelta. Questo significa che oltre 250 mila persone nella regione rischiano di rimanere senza assistenza. Solo nella provincia di Lucca, sono 13 i medici di famiglia che mancano all’appello. Ora, con l’aggravarsi della situazione epidemica dovuta alla diffusione della variante Omicron, tutto il comparto sanitario sta andando in difficoltà: medici di famiglia, guardie mediche, pronto soccorso e Usca , provocando notevoli ritardi sulle liste di attesa e mettendo così a repentaglio la vita di molte persone che non hanno la possibilità di avere diagnosi in tempi congrui. Queste criticità sono ulteriormente esasperate dalla carenza di medici di medicina generale, figura importantissima nel primo accesso ai trattamenti sanitari, in grado di alleggerire il carico di lavoro del resto del comparto della sanità”.

“C’è bisogno subito di una riforma strutturale del sistema che veda l’ingresso di nuovi medici per compensare in maniera efficiente il turn over (eventualmente pensando a nuovi sistemi di reclutamento) e che li renda più integrati nel sistema sanitario territoriale, superando anche la reticenza di alcuni ad operare anche in forma associata, come avviene nelle case della salute. Proprio investendo su queste ultime, oltre che sull’aumento del numero di mmg e il potenziamento delle Usca, sarebbe possibile diminuire gli accessi al pronto soccorso, che devono essere i punti dove si curano le vere emergenze – conclude Cortopassi -. Dalla legge di bilancio dovrebbero arrivare due miliardi in più sul fondo sanitario nazionale che, secondo il mio parere, dovrebbero essere impiegati per assumere i medici e gli specialisti ospedalieri che mancano da tempo. C’è bisogno che qualcuno in Regione decida al più presto e dia risposte rapide”.

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