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Il regolamento per gli animali in commissione: multe per i maltrattamenti video

Simi: "Le sanzioni amministrative rafforzano la tutela degli animali in caso di maltrattamenti che non costituiscono reato penale"

Il regolamento per la tutela e il benessere degli animali è pronto per essere portato all’attenzione del consiglio comunale di Lucca. Oggi (13 gennaio) intanto il documento, frutto di un lungo lavoro coordinato dall’assessora all’ambiente Valentina Simi, è stato discusso dalla commissione competente, unanime nel valutarlo “un atto necessario” per la dignità degli amici a quattro zampe e non solo. Cinquantasei articoli, risultato di un percorso che ha avuto origine su spinta dell’osservatorio per i diritti degli animali, condivisi con le associazioni di volontariato, con il team del progetto europeo In-habit, con l’università di Pisa e con l’ordine dei medici veterinari di Lucca.

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“Volevamo presentare – ha detto l’assessora Simi – un regolamento snello, il più possibile chiaro e inequivocabile, che facesse sintesi delle soluzioni proposte nell’ampia concertazione con il territorio, pur nella consapevolezza che sia difficile contenere la passione delle associazioni e i casi di problematiche particolari nelle maglie di un documento come questo. Lucca può assumere una posizione di prestigio nella comunità internazionale per la ricerca della qualità della vita di tutti gli animali, non solo quelli di affezione. Questo regolamento richiama valori etici e culturali presenti anche nella base condivisa da Anci Toscana: gli animali sono parte attiva delle famiglie, i numeri sono molto alti e curare la relazione umani-animali significa lavorare per migliorare il benessere della città”.

Non sono mancate nel corso della commissione, tuttavia, posizioni critiche rispetto ad alcuni punti specifici dell’articolato. Tanto che i consiglieri di minoranza presenti, Fabio Barsanti (Difendere Lucca) e Massimiliano Bindocci (Movimento 5 stelle), hanno proposto di tornare nuovamente in commissione, alla luce anche degli emendamenti che saranno presentati al testo in consiglio comunale martedì prossimo (18 gennaio), per arrivare a un documento quanto più condiviso possibile da votare in un secondo momento. Tra gli aspetti da migliorare ci sarebbe la regolamentazione per la cura dei gatti ospitati nell’area loro dedicata al canile comunale.

“La maggioranza – ha detto il presidente della commissione lavori pubblici e ambiente, Daniele Bianucci – intende presentare un ordine del giorno per indirizzare il potenziamento della struttura per gatti. C’è la volontà di costruire i presupposti politici per le successive scelte amministrative”.

Intento condiviso anche dal consigliere Barsanti, che aggiunge: “Il regolamento è un bel lavoro, la disciplina è completa e chiarisce bene l’inquadramento giuridico-legislativo sulla materia. Avevo presentato una mozione sul potenziamento del gattile, vista la volontà della maggioranza di andare nella stessa direzione potremmo arrivare a un ordine del giorno condiviso, se i tempi lo consentiranno. Dobbiamo dare risposte concrete e regole precise ai volontari che si occupano della cura dei gatti liberi, dei gatti incidentati, di quelli da sterilizzare e della gestione delle colonie feline: tutti aspetti che devono essere disciplinati”.

Più scettico il consigliere Bindocci: “Ho letto il regolamento solo ieri e francamente ho notato una serie di particolari che mi lasciano perplesso. Intanto vorrei sollevare – ha detto – il problema delle catene sui cani: andrebbero bandite in modo esplicito, sono un’atrocità non tollerabile. Invece in alcuni punti del regolamento si dice che non devono essere usate e poi si evidenziano casi in cui sono ammesse. Non va bene”.

Punto, questo, chiarito dall’assessora Simi: “Nell’ultima versione del regolamento, che prende le mosse dalla legge regionale 59/2009 sulla materia, è chiarito che le catene sono ammesse solo in via eccezionale, quando entrano in gioco condizioni di incolumità e sicurezza per l’animale e le persone”.

Nel regolamento comunale sono previste sanzioni amministrative per chi maltratta gli animali. Si tratta di una sorta di rafforzativo del codice penale, che già riconosce come reato comportamenti che possano ledere la dignità degli animali. “Utilizzare la stessa parola usata dalla legge, maltrattamento, può generare equivoci: non vorrei – osserva Bindocci – che qualcuno pensasse di potersela cavare con una multa che, al massimo, sarà da 500 euro”.

Chiarisce Simi: “Maltrattamento vuol dire molte cose e scegliere di utilizzare questa parola è stato un modo per rivendicare con forza che sono maltrattamenti anche quelli ricompresi dal nostro regolamento amministrativo e non solo quelli del codice penale. Una decisione arrivata dopo il confronto con la polizia municipale, con le associazioni e con il segretario”.

Bindocci solleva ancora due questioni: “Occorrerebbe maggiore incisività nel dire di no al circo con animali sul suolo comunale e dovremmo disciplinare anche il trattamento riservato agli animali da traino turistici: il regolamento tace su questo aspetto. Vero che al momento a Lucca c’è giusto un cavallo che svolge questo servizio, ma chissà che un giorno non ce ne siano di più”.

La risposta arriva da Stefano Giurlani, presidente dell’ordine dei medici veterinari e ospite della commissione insieme al professor Massimo Rovai dell’università di Pisa: “Il circo è come la caccia: per quanto si possa essere contrari, c’è una legge specifica che lo autorizza. Un regolamento comunale non può far niente, pena ricorsi al Tar che comporterebbero sanzioni per l’ente. Per quanto riguarda gli animali da traino ci siamo astenuti dall’imporre orari specifici, per non violare la normativa europea che vieta di imporre orari per i servizi. Tuttavia, a tutela degli animali, è stato richiesto l’apporto scientifico della Asl ed è stabilito che a determinate condizioni di temperatura e di umidità dell’aria gli animali non vivono una condizione di benessere e non possono quindi essere utilizzati per svolgere un servizio come il traino turistico”.

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