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Boom di positivi nelle scuole: cambiano le modalità di comunicazione tra presidi e Asl

Sono i dirigenti a informare l'azienda sanitaria su isolamenti e quarantene

A una settimana dal suono della prima campanella, lo scenario che si presenta nelle scuole del territorio pare incarnare le preoccupazioni dei presidi che si erano opposti a un immediato ritorno in aula: in ogni istituto ci sono classi e insegnanti in quarantena, aule in didattica integrata mista distanza e presenza, ragazzi che non si presentano a scuola per paura e che chiedono l’attivazione della dad senza che questa sia strettamente prevista dalle norme. Insomma, niente di imprevedibile, anche se, come ha precisato il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, “non ci sono stati disastri”, almeno apparenti.

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Questo è anche grazie allo sforzo che i presidi stanno facendo, ogni giorno, per monitorare la situazione nelle scuole e gestire al meglio i casi di positività, consentendo comunque a chi può di fare lezione in classe. Uno sforzo che deve fare i conti anche con le nuove modalità di comunicazione ‘covid’ tra istituti e Asl. Adesso, come sottolinea la dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara Donatella Buonriposi, non è più l’azienda sanitaria ad avvisare la scuola nei casi di alunni contagiati ma al contrario sono i presidi che, su segnalazione dei genitori, divulgano le informazioni inerenti a positività e contatti all’Asl.

“I presidi stanno facendo un lavoro incredibile – rimarca Buonriposi -. Ogni giorno devono fare i conti con nuovi positivi e nuovi contatti, comunicarli all’Asl e procedere con le quarantene diversificate per vaccinati e non vaccinati. Dove questi sono in maggioranza, quindi nelle scuole dell’infanzia e elementari, i contagi sono maggiori. Senza contare poi che ci sono presidi che hanno dovuto sostituire i dirigenti no vax e quindi si ritrovano con un doppio carico di lavoro considerando che in tutti gli istituti in questo momento ci sono docenti in meno, classi in didattica a distanza e aule che fanno lezione in modalità integrata. Speriamo, come sembrerebbero dire i numeri a livello regionale e nazionale, di essere vicinissimi al picco e di poter di conseguenza tornare nel più breve tempo possibile a una situazione di paranormalità”.

 

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