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Ristoranti e bar, costi raddoppiati in bolletta per l’energia

Appello di Confesercenti: "Contro i rincari il governo deve fare di più"

Aumenti del 50% sull’energia, 300 milioni di costi in più per i ristoratori e pubblici esercizi in generale della nostra regione: una follia, situazione insostenibile. Il Governo intervenga in maniera incisiva per evitare che questa crisi faccia più male, in fatto di chiusure di attività e perdita di posti i lavoro, addirittura del lockdown”. Confesercenti Toscana Nord alza la voce sul caro-bollette e sulle devastanti conseguenze che sta avendo sulle attività commerciali per le quali la ripresa stenta ancora a decollare.

“Secondo il nostro centro studi nazionale – si legge in una nota dell’associazione di via delle Tagliate – l’aumento sull’energia elettrica, per le attività di ristorazione e somministrazione, registra una percentuale che oscilla tra il 45% e il 53%. Bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, paninoteche, che mediamente pagano una bolletta di fornitura di energia elettrica che si aggira intorno ai 1.500 euro al mese hanno visto a dicembre un aumento medio di 750 euro, ai quali va aggiunta l’Iva. Tanti imprenditori rischiano di alzare bandiera bianca”. I numeri di Confesercenti Toscana Nord sono eloquenti. “Un ristorante di 240 metri quadri, ad esempio, è passato da 2500 euro a 4700 circa. Nel nostro studio abbiamo considerato uffici, piccoli negozi e soprattutto attività come bar e ristoranti che hanno macchinari sempre in funzione, 24 ore su 24. Questo aumento spaventoso che grava sulle aziende già piegate dalla crisi conseguente alla pandemia è dovuto non soltanto all’aumento del costo del chilowattore, che sale di una percentuale del 35/40%, ma alla crescita ingiustificata e inspiegabile di moltissime voci in bolletta, quali la spesa del trasporto dell’energia, la gestione del contatore ed altre, nella misura del 10-20% circa. Aumenti fuori controllo quando il fatturato è calato del 40-50% e in alcuni casi del 70%. Calo sul quale influiscono anche aspetti come lo smartworking che, specie nei locali del centro, ha quasi azzerato i classici pranzi di lavoro”. La conclusione di Confesercenti Toscana Nord sugli ultimi provvedimenti del governo a sostegno delle imprese. “I sostegni decisi sono un riconoscimento della profonda crisi che colpisce le attività economiche, soprattutto nei settori del commercio e del turismo. Ma le risorse messe in campo rischiano di non essere sufficienti, e su lavoro e credito si deve fare di più. Bene le norme sul credito d’imposta per gli affitti e sgravio per le rimanenze di magazzino ma ancora nessuna risposta su moratoria debiti bancari e scadenze fiscali. Profonda delusione per gli interventi sul fronte ammortizzatori sociali e per la mancata proroga della cassa Covid19. A livello nazionale ci siamo già mossi per porre rimedio”.

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