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“Basta con la scuola-lavoro”, Cobas e studenti incrociano le braccia il 28 gennaio

Lo sciopero indetto nelle superiori dopo la morte dello studente di Udine Lorenzo Parelli

Uno sciopero generale nelle scuole secondarie superiori per protestare contro la “scuola-azienda” dopo la morte del giovane studente di Udine Lorenzo Parelli. La mobilitazione è stata indetta dai Cobas per la giornata di venerdì (28 gennaio).

“La morte nella scuola-lavoro di Lorenzo ci ha lasciato sbigottiti, addolorati, spezzati dal dolore – spiegano i Cobas -. Il nostro primo pensiero va alla famiglia e agli amici, ma interroga anche pesantemente tutto quel mondo della formazione professionale e della scuola che ha accolto acriticamente la pratica di allontanamento di giovani studenti e studentesse dalle aule scolastiche per metterli a disposizione come manovalanza di aziende private. L’incidente si è verificato in un centro di formazione professionale, ma avrebbe potuto capitare in qualsiasi scuola secondaria, da quando la controriforma renziana ha imposto l’obbligatorietà dei percorsi scuola-lavoro. D’altronde, il ministro dell’Istruzione è l’entusiasta Bianchi, che ha addirittura pensato di estendere questa attività nelle scuole primarie, introducendovi un tutor che avvii bambini e bambine al mondo del lavoro, con un’operazione perversa di descolarizzazione di massa”.

“La malascuola di Renzi ha introdotto l’attività lavorativa obbligatoria nel percorso di istruzione scolastica con il fine malcelato di insegnare alle giovani generazioni le basi fondamentali (ideologiche e pratiche) del mondo del lavoro nell’epoca del neoliberismo trionfante: precarietà, dequalificazione, sfruttamento e, compreso nel pacchetto, la mancanza di sicurezza – proseguono i Cobas -. È questa una delle piaghe che colpisce da anni lavoratrici e lavoratori a ritmi assurdi, con più di tre incidenti mortali al giorno, tanto da farci dire che non si tratta di incidenti, ma di un vero e proprio rischio calcolato dalle aziende per imporre ritmi e organizzazione della produzione insopportabili. Nella scuola, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, questa pratica ha messo a disposizione delle aziende sui territori centinaia di migliaia di giovanissimi/e che, con la giustificazione di imparare il mestiere, introiettano la concezione dominante per cui è una fortuna trovare un impiego anche se i diritti (salariali, contrattuali, di orario e organizzazione) devono essere sacrificati in nome di una produzione finalizzata ai profitti privati piuttosto che a soddisfare i bisogni sociali di tutta la cittadinanza”.

“L’Alternanza scuola lavoro, ora pudicamente ridenominata ‘Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, insieme agli stage gratuiti e al sotto inquadramento degli apprendisti, costituisce la nuova frontiera del mercato del lavoro, in cui lo scambio non è più tra forza lavoro e salario, ma tra lavoro e formazione, reale o presunta che sia – prosegue il sindacato -. Spesso si tratta di lavoro gratuito tour court, un ossimoro anche da un punto di vista costituzionale. La funzione valoriale dell’Asl e degli stage è qui evidente: formare i giovani all’idea di un lavoro senza diritti. E che la scuola pubblica, ma anche la formazione professionale regionale, svolgano una funzione del genere è scandaloso. Esattamente come noi, il movimento studentesco, che sta rialzando la testa dopo due anni di reclusione psicologica, denuncia questi progetti come una malapratica da abolire, per riportare nelle aule (da ampliare, ristrutturare e rendere accoglienti) studenti e studentesse: non si migliora la scuola allontanando dall’istruzione, ma rendendo migliore la scuola eliminando le classi-pollaio, aumentando gli organici e attrezzando laboratori e aule di strumenti adeguati e ammodernati”.

“Chiediamo quindi la sospensione immediata di tutti i percorsi di scuola lavoro nell’anno in corso, l’abolizione dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento nelle scuole e la revisione dei percorsi formativi nei centri di formazione professionale. Basta poi con lo sfruttamento di lavoro non retribuito sotto forma di stage gratuito e chiediamo quindi sostituzione dell’addestramento al lavoro con la riflessione critica e la formazione approfondita sui diritti e sulla sicurezza sul lavoro. La formazione specifica al lavoro deve essere a carico delle aziende dopo la fine dei percorsi di studio mentre serve un ammodernamento dei laboratori nelle scuole con la strumentazione necessaria e l’eliminazione classi-pollaio con conseguente aumento degli organici (docenti e ata) – concludono i Cobas -. Su questi temi e con questi obiettivi i Cobas scuola convocano per il 28 gennaio lo sciopero dell’intera giornata nelle scuole superiori (medie di secondo grado) insieme agli studenti in lotta, con manifestazioni locali unitarie”.

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