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Raccolta rifiuti in difficoltà fra Covid e quarantene: assente fino al 30 per cento del personale

Sistema Ambiente ha cercato di rimediare riducendo i servizi non essenziali. Fallimento del socio privato, si attende l'asta delle quote

Anche per la raccolta rifiuti è stato un periodo, a cavallo fra il 2021 e il 2021 di grande difficoltà. La pandemia ha colpito anche i dipendenti di Sistema Ambiente, fra contagi e quarantene, rendendo difficile garantire il servizio.

A spiegare come è andata, in commissione partecipate, sono stati il presidente e la direttrice di Sistema Ambiente, Matteo Romani e Caterina Susini con la consigliera Silvana Sechi.

“È venuto a mancare – ha spiegato Susini rispondendo alla richiesta di chiarimenti delle ultime settimane – più del 30 per cento del personale operativo. Per questo abbiamo provveduto a ridurre i servizi secondari (secondi passaggi, interventi su abbandoni di rifiuti e simili) per mantenere, anche con un notevole ricorso allo straordinario, il livello del servizio del porta a porta. Stiamo, con il tempo, tornando a regime, anche se il personale non è ancora ai livelli delle normali assenze per malattie. Abbiamo ancora bisogno di reintegrare di qualche unità per tornare al servizio regolare”.

“Di solito – ha aggiunto – su 141 assunti ci sono 122 addetti operativi. In questo periodo, invece, una media di assenti che è andata dai 40 ai 50 al giorno non ha permesso di garantire neanche il servizio minimo fra la fine del dicembre e i primi di gennaio”.

Il consigliere del Movimento Cinque Stelle, Massimiliano Bindocci, ha chiesto se il boom di assenze possa essere in qualche modo legata a focolai di contagi interno all’azienda: “L’azienda – ha detto – ha giocato molto sul personale corto e queste sono le conseguenze che, alla fine, hanno pagato i cittadini”.

“Il Covid – ha risposto il presidente Romani – ha inciso, in queste settimane, dalle 7 alle 10 unità, le assenze non sono tutte per il coronavirus. Quanto alla prevenzione abbiamo sempre applicato e anticipato le delibere regionali. Per i posti di lavoro abbiamo una graduatoria a scorrimento per nuovi dipendenti a tempo indeterminato”.

Sul tema dei posti di lavoro a Sistema Ambiente interviene anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Martinelli: “La questione – dice – andava affrontata seguendo un’altra direzione. È vero che stiamo aspettando il nuovo socio, ma è vero che questa situazione va avanti da anni. Era importante, a mio parere, prevedere già un piano di assunzioni e un piano che prevedesse la possibilità di garantire un servizio efficiente e che potesse rendere al cittadino ciò che paga di tasse”.

Una questione respinta al mittente dal presidente Romani: “Non è possibile assumere più persone solo perché ci sono in vista eventuali malattie. Nel coprire il servizio su 145 dipendenti in media ce ne sono 122 per il normale tasso di assenteismo”.

Alle rimostranze di Martinelli che specifica che il suo intervento non è legato alla questione Covid, alle malattie o ai permessi ma in generale all’insufficiente pianta organica dell’azienda Romani risponde: “Non si può spendere, per i dipendenti, più della media del triennio precedente sul personale, lo ha deciso il consiglio comunale nel 2018. Finora la media è stata di 9,3 milioni di euro in tre anni, una cifra che non possiamo superare”.

La commissione è stata l’occasione anche di parlare del futuro della società dopo il fallimento del socio privato Daneco Impianti Spa: “La procedura fallimentare va avanti – ha detto ancora Romani – Si è conclusa la perizia sul valore delle quote di Daneco in Sistema Ambiente. Non conosco i tempi, ma sappiamo che ci sono degli interessi da parte di qualcuno per acquistare il 36,56 per cento delle quote di minoranza e questo ci fa piacere. Ricordo comunque che il Comune può esprimere il gradimento sul nuovo socio privato”.

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