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Palatucci, Lucca celebra lo Schindler italiano con una cerimonia foto video

Il questore di Fiume salvò molti ebrei dai campi di concentramento: deposta una corona in suo onore

E’ stato soprannominato lo “Schindler italiano”, per aver salvato molti ebrei dal tragico destino che li attendeva, quando l’Europa si trovava sotto il giogo nazifascista. Il questore Giovanni Palatucci, durante la sua permanenza a Fiume si era impegnato segretamente per contrastare i rastrellamenti delle truppe tedesche ed assicurare la salvezza a numerosi ebrei. I nazisti lo accusarono di cospirazione e intelligenza con il nemico e il 13 settembre 1944 venne arrestato e tradotto in carcere a Trieste. Il 22 ottobre dello stesso anno venne trasferito nel campo di lavoro forzato di Dachau, spirò i il 10 febbraio del 1945, pochi giorni prima della liberazione, aveva solo 36 anni.

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Giovanni Palatucci è stato ricordato stamani (12 febbraio), in una commemorazione che si è tenuta in piazzale Palatucci, davanti alla targa dedicata al giovane questore morto nei campi di prigionia nazisti. Alla funzione hanno partecipato la questora di Lucca Alessandra Faranda Cordella, il sindaco Alessandro Tambellini e il prefetto Francesco Esposito. Presenti anche il presidente della Provincia Luca Menesini, il presidente del Consiglio comunale, Francesco Battistini, molti agenti e dirigenti della questura, dei carabinieri, della polizia municipale e il vicario del Vescovo il rettore di san Frediano, don Michelangelo che ha benedetto la cerimonia.
La questora di Lucca ha voluto ricordare il collega e il suo gesto di sacrificio, il suo di dire no e ribellarsi all’ingiustizia, un uomo “normale” che si è trovato di fronte ad una scelta: “Anche noi abbiamo un nostro eroe che ci rappresenta – dice la questora Alessandra Faranda Cordella -. Un uomo normale, che si è trovato di fronte alla necessità di scegliere. Si è trovato ad essere questore di fiume in una situazione particolare, in cui quella terra era determinante per il destino dell’Italia e dell’Europa. Quello che ha fatto è stato scegliere di opporsi ai rastrellamenti degli ebrei e con le sue competenze è riuscito a salvarne centinaia fornendogli identità false. Il suo gesto è stato pagato di persona perché è stato arrestato e deportato a Dachau, dove alcuni mesi è morto di stenti a pochi giorni dalla liberazione del campo. E’ una figura importante perché tutti i giorni ci ricorda da che parte stare, ce lo ricorda a noi, che facciamo questo lavoro, ma anche a tutta la comunità. Perché ognuno di noi può scegliere da che parte stare”.

Il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, nel suo discorso ha voluto ricordare fatti attuali e la situazione di particolare delicatezza che si respira oggi sui social network utilizzati per screditare fatti e persone con fake news denigratori, volti a creare un revisionismo storico che va rifiutato con forza. Anche il prefetto, Francesco Esposito ha voluto aggiungere alcune parole sull’impegno e l’eroismo di Giovanni Palatucci.
La cerimonia si è sposta in piazza Aldo Moro a Capannori, dove anche lì è attesa una commemorazione al questore, che ha scelto di sacrificarsi, per salvare molte vite.

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