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Corso Garibaldi senza musica, la rabbia del titolare del caffè Monica: “Una doccia fredda per tutti” foto

Giovanni Martini: "Ora che sono cadute le restrizioni della pandemia, il Comune avrebbe dovuto fare il contrario: far divertire la gente in centro"

Con la fine delle restrizioni e il ritorno dell’estate, la movida lucchese si prepara a tornare ai livelli della prepandemia. Ma a fronte delle grandi aspettative degli esercenti c’è un punto che sta di recente facendo crescere la tensione. Sono i limiti alla musica dal vivo. 
La scorsa settimana, da palazzo Orsetti, con un atto d’indirizzo si è stabilito che i permessi in deroga acustica, saranno concessi esclusivamente alle manifestazioni all’aperto organizzate o patrocinate da enti pubblici. Una volta terminati i principali eventi estivi, come il Summer festival e la Notte Bianca, il Comune potrà valutare se concedere eventuali autorizzazioni in deroga per eventi privati.

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Ancora più stringenti i provvedimenti adottati per alcune aree all’interno delle mura, quella di corso Garibaldi e di Porta dei Borghi, vicino a via della Zecca, dove non potranno essere rilasciate autorizzazioni per tutto il 2022. Una decisione che ha messo in subbuglio i locali della zona e che l’amministrazione comunale giustifica sia stata imposta: “Per scongiurare l’ulteriore incremento della rumorosità, che come accertato da Arpat, ha superato i valori limite assoluti”.
Molti bar e ristoranti che si trovano nelle aree interessate hanno protestato di fronte a quella che considerano un’ingiustizia che tarpa loro le ali, proprio in un momento storico in cui i locali hanno bisogno di movida e di giovani per ristabilire le entrate economiche.

“I locali la pensano come la stragrande maggioranza dei giovani, ma anche dei non più giovani – dichiara Giovanni Martini, titolare del caffè Monica in corso Garibaldi -, perché tutti sappiamo da che periodo veniamo. Dopo due anni di restrizioni, dove ci siamo trovati in una situazione che nessuno di noi pensava di vivere, ora che vedevamo un barlume, un inizio di vita normale la prima cosa che ha fatto questa amministrazione è di mettere degli altri paletti”.

La zona di corso Garibaldi negli ultimi anni è tra le più frequentate dai giovani durante le serate estive, durante l’happy hour e anche dopo cena, quando molti ragazzi si siedono per godere di uno dei più bei viali di Lucca. Proprio per questo, il divieto del Comune è come una doccia fredda per i titolari di attività.
“Quest’anno era evitabilissimo. Anzi, dirò di più – prosegue Giò -, si doveva fare al contrario, dovevano concedere alle persone di divertirsi, di ascoltare un po’ di musica, fare delle leggi giuste, che rispettino anche i residenti, ma questa volta bisognava trovare una via di mezzo. Inoltre, non bisogna scordarci che vicino a noi le altre città, sono vive, non solo la sera, la notte – conclude -. In Versilia alle 5 della mattina sono tutti aperti, fanno tutti musica, lo fanno anche a Montecatini e rischiamo di buttare i ragazzi sulle strade e mandarli via, perché giustamente si vogliono andare a divertire”.

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