Polo della musica e dell’arte all’ex Manifattura sud, un patto tra imprese culturali per riqualificare l’area: “Presto la proposta al Comune” video

Prende corpo l'idea lanciata a settembre da Music Innovation Hub: "Nessun passaggio di proprietà, proponiamo una concessione per riconquistare uno spazio da aprire a tutti e in cui creare un centro internazionale"

Non sarà soltanto un hub della musica, ma un vero e proprio laboratorio delle arti e dello spettacolo, con un’operazione di rilancio senza passaggi di proprietà, che mira a creare un centro polifunzionale nell’ex manifattura sud. L’idea nata dagli stimoli di Music Innovation Hub e dalla rete di imprese Moosa adesso ha fatto un altro importante passo, con la costituzione di un patto di collaborazione tra varie imprese del settore che ha costituito Polimea Lucca, con l’obiettivo di presentare a breve una proposta all’amministrazione comunale. Una visione, ben oltre il progetto in sé, è quella che sostengono gli attori dell’impresa. E a lanciarla sono le principali industrie culturali e musicali cittadine, dal conservatorio Boccherini fino a Jam Academy.

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Da diversi mesi a Lucca è attivo un patto di collaborazione tra organizzazioni operanti negli ambiti della musica, delle arti dell’audiovideo e dello spettacolo, della comunicazione e del food & beverage e dell’ospitalità, che ora rilancia il suo progetto per ridisegnare il futuro di un luogo per troppo tempo rimasto “tagliato fuori” dalla socialità. L’obiettivo è, infatti, la realizzazione di un progetto innovativo di filiera in grado di rigenerare la ex Manifattura Sud facendo leva sulle capacità e sulle vocazioni del territorio.

L’idea di progetto, come noto nata dagli stimoli di Music Innovation Hub impresa sociale, dalla rete di imprese Moosa e presentata dall’associazione culturale Progetto Lucca a Palazzo Pfanner il 24 settembre scorsi, mira a integrare le migliori forze culturali ed economiche della città, per costruire un nuovo centro polifunzionale ed inclusivo all’interno del quale la tradizione e le competenze artistiche locali possano essere valorizzate in una nuova offerta educativa, esperienziale, di promozione culturale ed economica del territorio.

Il progetto ha obiettivi ambiziosi. In primo luogo, spiegano da Polimea, c’è quello di rafforzare la filiera culturale lucchese, sviluppando la collaborazione fra gli operatori per proporsi come uno dei principali ecosistemi musicali in Europa. Un traguardo da raggiungere, secondo i promotori del progetto, è anche quello di “collegare Lucca in modo strutturato con le principali filiere musicali internazionali anche grazie alla creazione di un ecosistema virtuale nel quale promuovere iniziative culturali e sociali”. Il tutto creando nuova occupazione nell’industria culturale lucchese, sviluppando nuove professionalità a supporto delle iniziative. Senza dimenticare il tema della partecipazione, con l’obiettivo di “consegnare uno spazio accessibile e godibile anche di notte”.

Non da ultimo il progetto mira a “rappresentare un ulteriore polo di attrazione turistica e di indotto economico per la città, rappresentando anche un nuovo elemento di catalizzazione e di supporto alle celebrazioni pucciniane”.

L’iniziativa si sviluppa attraverso un processo di co-progettazione di un gruppo di operatori e verrà condivisa in modo trasparente con la comunità locale. La progettazione è realizzata da soggetti uniti sotto un patto di imprese denominato PoliMeA – Lucca che al momento agisce esclusivamente come una rete informale ma di cui fanno parte soggetti di primo piano della realtà culturale e dell’intrattenimento a Lucca. In primo luogo c’è il conservatorio Boccherini, affiancato da Jam Accademy, 9Muse, Ems Produzioni, MplCommunication, Olio su Tavola, Franklin’33, Gabesco, Multiverso. A questi già operanti a Lucca, si è unito Ostello Bello, per lo sviluppo di un ostello e studentato musicale innovativo ed Ultraspazio, un sistema internazionale di co-working che collaborerà con Multiverso Coworking Network, realtà amch’essa già presente sul territorio lucchese.

“In caso di aggiudicazione del bando comunale – spiegano i promotori –  il patto potrà trasformarsi in una vera e propria impresa culturale che rappresenterà il gestore della porzione della ex manifattura sud, non ancora alienata dal Comune. L’ipotesi di interazione con l’amministrazione comunale, in coerenza con un nuovo approccio di tutela dei beni di interesse generale (beni comuni), non prevede un passaggio di proprietà della titolarità dell’immobile, ma predilige l’attivazione di una concessone di valorizzazione per un periodo molto elevato, con l’acquisizione dei diritti di superficie da parte dell’investitore immobiliare”.

Il patto Polimea Lucca ha messo a disposizione sul sito (clicca qui) le linee guida del progetto di rigenerazione che intende proporre allo scopo di ricevere commenti, stimoli ed osservazioni da parte della comunità lucchese. I promotori sono anche aperti a cooptare nel patto altri soggetti interessati al progetto, che siano in sinergia – e non in sovrapposizione – con le attività previste dal progetto attualmente gestire dai promotori.

Dopo l’estate, il patto PoliMeA Lucca integrato da contributi e dal confronto con la città, presenterà formalmente alla nuova amministrazione una proposta operativa insieme ad un investitore
immobiliare interessato a sostenerla: “I partecipanti al Patto PoliMeA Lucca – spiega Andrea Rapaccini, presidente di Music Innovation Hub – sono soggetti complementari e anche molto diversi tra loro per dimensioni e competenze, ma che avvertono la responsabilità di contribuire ad un nuovo modello di rigenerazione culturale della propria città”.

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