Classi prime dimezzate: in rivolta i genitori degli alunni alla media di Ponte a Moriano

Le famiglie si sono rivolte alle istituzioni: "Questo istituto da sempre esempio di integrazione ma così si mina la formazione dei giovani"

La scure dei tagli rischia di colpire anche le nuove classi prime alla media di Ponte a Moriano, dove è partita la mobilitazione per dire no a alla costituzione di due gruppi di 27 alunni ciascuno, a partire dal prossimo anno scolastico.

Le famiglie, i docenti e la dirigenza dell’istituto comprensivo Lucca 5 di Ponte a Moriano hanno espresso da tempo la preoccupazione per il taglio delle classi prime nella scuola secondaria di prima grado previsto per il prossimo anno scolastico, ma ora i nodi vengono al pettine. “Al momento, infatti – spiegano i genitori -, sono solo due le classi prime autorizzate, a fronte delle attuali quattro. Se ciò fosse confermato, si avrebbero due gruppi di 27 alunni ciascuno, con la presenza di uno studente certificato in situazione di gravità”. Molteplici sono state le sollecitazioni e richieste rivolte da genitori e docenti all’Ufficio Scolastico Regionale, Territoriale e ai rappresentanti delle istituzioni pubbliche.

“Operare tagli alle classi – hanno scritto i genitori – significa impoverire l’intera scuola, luogo strategico e fondamentale per la formazione, l’educazione e la crescita delle nuove generazioni”.

“Tutta la comunità di Ponte a Moriano si è fatta portavoce di questa richiesta sentita e condivisa. Rilevante ricordare che il territorio è da sempre zona di integrazione sociale, con una presenza significativa anche di studenti stranieri; l’esperienza – proseguono i genitori – dimostra inoltre che molte iscrizioni giungono nel corso dell’anno scolastico, pertanto la perdita di 2 classi prime, rispetto alle 4 attuali, significherebbe compromettere seriamente il benessere delle alunne e degli alunni nonché la qualità dell’offerta formativa che necessità di ambienti di apprendimento in grado di garantire un insegnamento il più possibile attento ai bisogni educativi di ogni ragazzo, accentuati dalla pandemia di questi ultimi anni. Le scelte al momento realizzate rischiano invece di far venire meno l’effettivo diritto allo studio di tutti gli alunni. A rischio anche la qualità dell’offerta formativa e la perdita di docenti presenti da diversi anni che valorizzano la stessa scuola e la comunità in cui è inserita con progettualità volte all’inclusione e al successo scolastico”.

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