Lucca ha ricordato don Aldo Mei, il sacerdote ucciso dai nazisti

Cerimonia sugli spalti delle Mura con le autorità locali

Lucca ricorda don Aldo Mei. Lo fa, come ogni anno, la sera del 4 agosto, nel luogo dove il sacerdote fu giustiziato dai nazisti, sotto gli spalti delle Mura a Porta Elisa.

Anche questa sera si è svolta la cerimonia commemorativa alla presenza del prefetto Francesco Esposito e delle autorità locali, tra cui il sindaco Mario Pardini.

“Il futuro siamo noi, che rappresentiamo la memoria del sacrificio e delle preghiere – ha detto il primo cittadino – . Noi, che siamo il riflesso di quegli uomini e quelle donne che hanno visto nascere la nostra Repubblica, come un fiore, fra le macerie, fondata sul coraggio di chi ha voluto fare la cosa giusta nel momento più difficile, pagando il prezzo più alto. Don Aldo Mei sapeva bene che siamo tutti a questo mondo per servire, nel senso più alto e profondo del termine: servire agli altri. In un paese in guerra non si limitò a svolgere i semplici uffici di un uomo di Chiesa, ma prestò la sua opera proteggendo chi era perseguitato, nascondendo un giovane di religione ebraica ed esponendosi in tal modo alla rabbia degli occupanti tedeschi e alla cieca rappresaglia omicida nazista”.

“’Muoio travolto dalla tenebrosa bufera dell’odio, io che non ho voluto vivere che per l’amore’, scriveva a lapis su un breviario prima di essere giustiziato – ha spiegato -, il 4 agosto 1944 alle 22 sotto gli spalti delle Mura di Lucca. Sono passati 78 anni da quella notte dell’anima, però stasera siamo nello stesso luogo perché lo spirito di carità e altruismo rappresentato dal sacrificio estremo di Don Aldo Mei non è morto con lui, ma vive in noi e attraverso il ricordo si pone a simbolo, guardia e monito per la nostra generazione e per quelle che verranno, in un tempo in cui l’ombra della guerra torna farsi minacciosa all’orizzonte dell’Europa. Per questo non dobbiamo dimenticare mai la nobile figura del sacerdote patriota e il suo supremo atto di fede e coraggio sull’altare della giustizia e della libertà”.

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