Violenza sulle donne, boom di chiamate a Lucca dopo la morte di Giulia Cecchettin: 3 donne al giorno chiedono aiuto
I dati sono stati sviscerati durante un consiglio comunale aperto. Presentati due odg: in commissione si lavorerà per arrivare ad unico testo
Nel 2023, ad oggi, nella Piana di Lucca 353 donne hanno chiesto aiuto e sostegno al centro antiviolenza. Un dato in aumento e che non finisce qui: negli ultimi giorni, infatti, i contatti sono aumentati a dismisura. Dopo la morte di Giulia Cecchettin le richieste di aiuto da parte delle donne sono arrivate anche a tre al giorno. Sono questi alcuni dei dati emersi questa sera (12 dicembre) dal consiglio comunale aperto a Lucca dedicato al contrasto alla violenza di genere.
Lucca unita per dire no alla violenza sulle donne: la seduta straordinaria sul tema, infatti, arriva in seguito al minuto di ‘rumore’ per ricordare Giulia Cecchettin effettuato durante l’assise dello scorso 21 novembre.
Una seduta aperta richiesta dalla minoranza ed è stato l’intervento della consigliera Ilaria Vietina (Lucca è un grande noi) ad aprire il Consiglio: “Stasera parliamo di una problematica complessa e impegnativa. Siamo di fronte ad un fenomeno che ritiene una particolare attenzione e il Consiglio vuole farsi carico di questo tema. È necessario lavorare su tre punti: prevenzione, protezione e punizione. Da gennaio le donne uccise in Italia sono 109, 90 in ambito familiare-affettivo. In termini assoluti, gli episodi di violenza sessuale sono pari a 60 ogni 24 ore, gli atti persecutori 12.491. In aumento del 33% gli ammonimenti dei questori per violenza domestica e del 17% di quelli per stalking. Su questo tema è importante fare rete, è fondamentale il contributo di ciascuno. È assolutamente necessario lavorare sugli stereotipi. Questo consiglio comunale intende assumersi delle responsabilità prendendosi degli impegni: proprio per questo la maggioranza e l’opposizione hanno lavorato a due ordini del giorno, due documenti adesso passeranno dalla commissione che lavorerà per la stesura di un unico testo“.
Silvia Selmi del centro antiviolenza Luna ha elencato alcuni importanti dati relativi alla Piana di Lucca: “Nel 2023, ad oggi, i contatti totali sono stati 353. 353 donne hanno richiesto aiuto e sostegno al nostro centro antiviolenza. Abbiamo accolto nelle nostre case 60 minori e 51 donne dall’inizio dell’anno. I dati sono in aumento. Questi sono i numeri della Piana di Lucca: la maggior parte delle persone arriva da Capannori, poi da Lucca, Porcari, Altopascio e via via tutti i Comuni. Negli ultimi giorni i contatti sono aumentati a dismisura. Facendo un conteggio purtroppo si arriva ad avere anche tre contatti al giorno da quando c’è stata la comunicazione della morte di Giulia Cecchettin. Noi ci siamo e siamo sempre pronti ad accogliere tutte. Dall’inizio dell’anno, come centro antiviolenza Luna, abbiamo sensibilizzato più di 60 classi e parlare nelle scuole è fondamentale. Questi sono i numeri della nostra piccola ma grande realtà. Fare rete è fondamentale e speriamo di continuare a camminare insieme”.
La riflessione di Emanuela Bianchi, presidente associazione La città delle donne: “Ad ogni femminicidio assistiamo ad una narrazione impropria e tossica da parte di stampa e media. Il caso di Giulia Cecchettin è emblematico, ma le parole della sorella, nel momento più tragico, sono da sottolineare. Il fattore alla base di tutto è sempre il patriarcato, in seno al quale nascono sia le violenze di gene che le modalità con cui se ne parla. Basta parlare di raptus, gelosia, stop a questa narrazione che crea attenuanti per gli uomini. Basta sminuire l’atto di violenza compiuto. Non parliamo più di amore malato, l’amore è l’esatto contrario della violenza. Nessun femminicidio accade all’improvviso, non bisogna parlare di raptus e di follia. Non esistono giustificazioni alla violenza. Questi argomenti vanno trattati con delicatezza, vanno usate le parole giuste. Chiediamo al Consiglio di impegnarsi facendo rete con tutte le istituzioni e le realtà locali per promuovere il cambiamento. Va fermata la triste conta delle vittime”.
L’intervento di Antonio La Sala di Maschile Plurale Lucca: “La problematica riguarda tutti. Noi portiamo avanti il nostro lavoro dal 2017 a Lucca con gruppi di condivisone e attività pubbliche. Lavoriamo anche con le scuole: i ragazzi e le ragazze stanno vivendo una fase particolare, i vecchi modelli si stanno sgretolando. Bisogna riflettere sul modello della società patriarcale. Dobbiamo costruire un nuovo modello insieme. Va abbattuto lo stereotipo di genere. Serve alleanza tra i generi, non c’è una guerra. Il patriarcato colpisce tutti e serve un’alleanza. Questo è un problema che però dobbiamo affrontare tutti insieme”. La riflessione dell’avvocato Valeria Rielli: “Possiamo fare tutte le leggi che vogliamo, ma non esiste una legge in grado di far superare gli stereotipi”.



