L'incontro
|Settimana della bonifica, a Palazzo Ducale un incontro sulla ‘manutenzione gentile’
L’incontro serve per far conoscere ai giovani il ruolo del Consorzio di bonifica per tutelare la biodiversità e mitigare il rischio idraulico
Tutelare la natura, la biodiversità e il territorio, ma anche metterlo in sicurezza dal rischio idraulico attraverso pratiche di manutenzione gentile, una sfida complessa che ha interessato gli studenti del territorio, a testimonianza del coinvolgimento delle giovani generazioni sui temi ambientali. La suggestiva sala del trono di Palazzo Ducale, stamani (13 maggio) ha ospitato il convegno “Reti ecologiche e manutenzione gentile. Buone pratiche per il ripristino degli ecosistemi del territorio”, promosso dal Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, con il patrocinio della Provincia di Lucca e del Comune di Lucca.

Molti gli interventi degli esperti del settore, ma l’incontro è stato aperto dal presidente del Consorzio di Bonifica, Dino Sodini: “Questo convegno rientra nella settimana della bonifica per far conoscere i Consorzi e il lavoro che svolgono sui territori – spiega -. Oggi la tematica è particolare, perché è legata all’ambiente, visto proprio nella sua biodiversità. Noi facciamo manutenzione dei corsi d’acqua perché dobbiamo mitigare il rischio idraulico, ma lo dobbiamo fare in una maniera che non intacchi più di tanto su quello che è l’ecosistema. Nella pratica, togliamo tutte quelle piante e quella vegetazione che ostruisce il flusso dell’acqua, mentre lasciamo tutta quella vegetazione che non ostruisce e che comunque continua a creare quel microsistema che c’è”.
“Ricreiamo aree umide dove erano presenti – prosegue Sodini -, manteniamo quelle che ci sono, cerchiamo di fare tutti quelli interventi che ovviamente vanno nel rispetto dell’ambiente. Oggi agli studenti che sono qui e che sono il nostro futuro gli ho detto che abbiamo preso in prestito il loro pianeta e il nostro obiettivo sarà restituirlo migliore di come l’abbiamo trovato. Per il momento ci stiamo riuscendo in parte”.

Il Consorzio di Bonifica a Lucca si occupa anche del sistema irriguo, nella Lunigiana e anche nell’imponente piana di Lucca, grazie alle canalette che portano l’acqua nei campi.
“In molti casi quando serve, l’acqua non c’è – aggiunge il presidente del Consorzio di Bonifica -. In altri casi ce n’è troppa e tutta insieme e rischia di diventare un pericolo. In tutto questo i Consorzi cercano di mantenere in equilibrio questo sistema e lo dobbiamo fare rispettando l’ambiente”.
Oggi (13 maggio) sono 5 le classi degli istituti secondari di secondo grado presenti all’incontro. Il Consorzio di Bonifica 1 svolge molte attività didattiche con le scuole del territorio.
“Io da 3 mesi sono stato nominato presidente del Consorzio di Bonifica – conclude Sodini -, è mia intenzione proseguire su questa strada svolgendo attività didattica con le nuove generazioni”.
Tra gli oratori che sono intervenuti, Andrea Gini, della scuola Normale Superiore di Pisa e Imt, Michele Bertoncini dell’Università di Pisa e Arianna Chines, biologa ambientale.

Ma a cosa ci si riferisce con il termine “manutenzione gentile”?
“La manutenzione gentile è un termine che dice un po’ tutto, nel senso che quello che fa in particolare il Consorzio è tenere d’occhio, controllare che il territorio funzioni e che sia sicuro da un punto di vista idraulico – spiega la biologa Arianna Chines -. Vista l’importanza della biodiversità, degli ecosistemi e della loro ricchezza, è fondamentale anche operare una manutenzione in un modo corretto. Un modo corretto da effettuare nel periodo primaverile, che è quello riproduttivo della maggior parte delle specie, dagli uccelli, ai pesci, agli anfibi e ai rettili. Un periodo molto delicato e si cerca di fare attenzione, di non andare a disturbare proprio quella che è la riproduzione, per evitare una perdita di biodiversità. E’ quello che sta facendo il Consorzio già da oltre 15 anni, sempre migliorando nel tempo. Questo tutela anche la sicurezza, ad esempio una sponda con una vegetazione di tipo arbustivo e erbaceo è anche un ambiente più sicuro, perché un argine è più saldo e più forte in caso di piena. Non viene trascinato via il materiale e l’onda di piena rallenta. Se è troppo veloce l’acqua, l’onda di piena può erodere e quindi spaccare l’argine e l’acqua può esondare nel territorio”.
La tutela della biodiversità come procede sul territorio Lucca?
“Noi siamo fortunati – prosegue la Chines -, sia in Italia che in Toscana, abbiamo tanti ambienti diversi, quindi abbiamo una rete incredibile di ambienti tra dei loro collegati ad una importante biodiversità. Dovremmo fare un po’ di più, perché l’urbanizzazione è comunque tanta, importante, e ovviamente poi ci sono tante realtà. Quella dell’ agricoltura per esempio, con cui dovremmo collaborare. Per fortuna ci viene in aiuto la Comunità europea con un’ultima direttiva, sul ripristino degli ecosistemi, la ‘Restoration law’. Questa è fondamentale, perché finalmente ci dice che noi non dobbiamo solo tutelare la biodiversità, dobbiamo ripristinare, ricreare questi ambienti, anche in ambiente urbano, anche in ambiente agricolo, così pure come in un parco, in una montagna, in un lago. Devono essere ricostruiti e devono funzionare, se tutto funziona, possiamo arrivare veramente ad un miglioramento di questa biodiversità, che poi è una cosa che si ripercuote anche sulla nostra vita. E’ un beneficio per noi, un servizio ecosistemico, una natura che funziona meglio, è una natura che ci aiuta, ad esempio, un bell’ombreggiamento nei periodi caldi e di siccità estiva, o per assorbire l’acqua durante un’alluvione, per trattenere l’anidride carbonica, che è alla base dei cambiamenti climatici. Quindi, come vedete, tutto è collegato, maggiore natura, maggiore biodiversità, miglioramento anche delle condizioni della nostra vita”.

