L'iniziativa
|‘La legalità e il rispetto nell’era digitale’: un laboratorio per sensibilizzare gli studenti sui rischi della rete
All’evento finale del 23 maggio in San Francesco un talk tra Roberta Bruzzone e Giuseppe Lavenia
Si chiama Valori in azione- La legalità e il rispetto dell’Era digitale il progetto promosso dal Comune di Lucca e rivolto a giovani studenti lucchesi della scuola secondaria di primo e di secondo grado. Realizzato dall’associazione Di.Te, una parte dell’iniziativa è stata attuata dall’Informagiovani.
A presentare i contenuti e l’evento finale, in programma il 23 maggio nella chiesa di San Francesco, stamani (15 maggio) in sala degli Specchi c’erano, fra gli altri, gli assessori all’istruzione Simona Testaferrata e al bilancio Moreno Bruni e, in video collegamento, lo psicologo Giuseppe Lavenia e la criminologa Roberta Bruzzone.
“Alla domanda ‘Come mai i genitori regalano presto gli smartphone ai figli?’, la maggior parte delle risposte è che altrimenti il figlio rimarrebbe isolato – ha affermato questa mattina in video collegamento Giuseppe Lavenia -. Ed è proprio questo l’errore che commettiamo: quello di essere degli adulti che non sanno dire no, illudendoci che lo facciamo per proteggere i nostri figli.”
“Grazie al contributo del governo – hanno dichiarato gli assessori Testaferrata e Bruni – abbiamo messo in campo un’azione mirata ad accrescere la consapevolezza dei giovani adolescenti sull’utilizzo delle tecnologie, avvalendoci della collaborazione del professor Lavenia, col quale abbiamo già collaborato nel corso delle attività legate all’iniziativa Orientando, che si svolge in autunno, e dell’Informagiovani. Siamo tutti consapevoli del fatto che la rete e i social network facciano sempre più parte integrante della nostra esperienza quotidiana e ormai si parla sempre più spesso di vite onlife, cioè a cavallo fra reale e virtuale. Proprio per questo, soprattutto quando si tratta di giovani e giovanissimi, diventa essenziale sviluppare un pensiero critico legato all’approccio a queste tematiche, in modo da essere più consapevoli rispetto ai rischi della rete“.
L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale con fondi governativi. “Abbiamo ricevuto dal Ministero una cifra di 26mila europer atti intimidatori subiti dagli amministratori precedenti, da spendere in risorse che arrivano un po’ a tutti i Comuni – ha affermato l’assessore al bilancio Moreno Bruni – .Queste risorse potevano essere destinate al recupero di beni ma la somma è talmente minima che non è un realizzabile. Abbiamo preferito dunque realizzare una collaborazione con le scuole per promuovere un’attività di legalità rivolta ai giovani.” L’assessore al bilancio assicura inoltre che: “Atti intimidatori all’attuale amministrazione non sembra che ci siano, anche se a volte è successo soprattutto sui social che ci siano state forme di offese verso l’amministrazione, verso il sindaco più di una volta. Nonostante ciò veri e propri atti intimidatori non ci sono proprio stati nei confronti dell’amministrazione, quindi il clima è sicuramente migliore, speriamo che continui. Ovviamente dipende molto anche dalle forze politiche poiché talvolta alzare i toni provoca delle reazioni negative, quindi tenere bassi toni per noi è il primo punto per un clima più sereno anche in ambito politico.”
Il progetto
Finanziato grazie al contributo del Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’istruzione e del merito e con il Ministero dell’economia e delle finanze e realizzato dall’associazione Di.Te, il progetto ha permesso aoltre 300 giovani ragazzi e ragazze di età compresa fra 11 e 18 anni di prendere parte a un laboratorio all’interno delle loro classi: nel primo incontro i formatori hanno stimolato la riflessione sui temi della legalità ed etica digitale, sull’aggressività in rete, sull’empatia e il rispetto dell’altro online e offline, dopo di che, nel secondo incontro, si è generata una discussione e un confronto all’interno della classe e si sono elaborati materiali di diverso tipo. Una seconda parte del progetto è stata invece sviluppata da Informagiovanie ha interessato venti ragazzi e ragazze di età compresa fra 17 e 28 anni. Sotto la guida del fotografo Francesco Falaschi sono state analizzate alcune foto storiche di momenti di legalità/illegalità. Da qui ha preso il via un lavoro di post produzione, anche imaginifico, e di collage che ha dato vita a una serie di nuovi prodotti che verranno esposti durante l’evento in San Francesco.
“Siamo partiti da un documentario della Rai, dopodiché i ragazzi sono stati divisi in gruppi e hanno analizzato immagini di cronaca, storia, o anche estrapolate dai social e serie tv – ha dichiarato l’operatrice di InformagiovaniMaria Pacini – .Durante il laboratorio hanno quindi creato degli elaborati lavorando direttamente sul materiale stampato. Insomma, hanno convertito il digitale in cartaceo dando vita a un elaborato che non è altro che un collage di immagini personalizzato dai ragazzi.”
L’evento finale

Il progetto culminerà nell’evento finale, in programma il 23 maggio alle 21 nella chiesa di San Francesco, quando Giuseppe Lavenia insieme a Roberta Bruzzone terranno un incontro aperto e gratuito per gli insegnanti e le famiglie del territorio, dal titolo Il patentino digitale per una navigazione sicura, con lo scopo di raccontare alla cittadinanza quanto emerso nei laboratori in classe e sensibilizzare il pubblico presente su queste tematiche. Gli studenti mostreranno i contenuti prodotti durante gli interventi e si svilupperà un talk fra Lavenia e Bruzzone proprio sui temi inerenti l’aggressività in rete: dalle varie tipologie di rischi online alla violenza di genere online/offline.
“Non a caso l’evento finale del progetto ricorre nel giorno dell’attentato di Giovanni Falcone, il che rende ancora più autentica l’opera di sensibilizzazione sui ragazzi in cui noi crediamo molto“, ha affermato Moreno Bruni.
L’evento è aperto a tutti, fino ad esaurimento posti: prenotazione obbligatoria su www.dipendenze.com



