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Il nuovo inizio: “Voglio puntare sul rapporto con la città di Lucca e proseguire il progetto di ampliamento del pronto soccorso”

Dal 10 giugno scorso, il presidio ospedaliero del San Luca a Lucca ha un nuovo direttore: Francesco Puggelli. Puggelli si è laureato in medicina a Firenze, dove ha svolto anche la specializzazione inmedicina preventiva, al dipartimento di sanità pubblica dell’Università di Firenze. Il suo percorso lavorativo è iniziato come medico territoriale e guardia medica, per poi proseguire come medico di direzione ospedaliera all’ospedale di Pistoia, successivamente al dipartimento di prevenzione, società della Salute, poi alla direzione Sanitaria di Careggi, per poi assumere la direzione Sanitaria del Meyer di Firenze ed infine arrivare ad oggi, con l’incarico di direttore della struttura di gestione dell’attività sanitaria ospedaliere a Lucca.

francesco puggelli

“A Lucca – spiega il dottor Puggelli nel mentre descrive le sue impressioni una volta assunto suo incarico – ho trovato una città dove si vede che la qualità di vita è molto alta e ritengo che in questo contesto cittadino, il nuovo ospedale San Luca, sia una struttura sanitaria assolutamente all’altezza del contesto cittadino. Il San Luca è infatti uno dei quattro nuovi ospedali voluti dalla Regione Toscana e quindi un edificio che di per sé garantisce delle ottime performace e possibilità di cura dei nostri pazienti. Anche il livello dei professionisti è di altissimo profilo. Ci sono alcune punte di eccellenza, come la cardiologia, come la medicina nucleare, come la radioterapia, con una storia solida importante, anche relativa alle malattie infettive, ma anche alla medicina interna e ad altre specialità mediche che sono veramente di alto livello: la ginecologia, l’ostetrica, la chirurgia, la pediatria. Posso dire che i lucchesi possono essere orgogliosi del loro ospedale cittadino”.

I nuovi posti letto covid al Campo di Marte

Tra le criticità che coinvolgono il presidio ospedaliero del San Luca, molto sentita dalla cittadinanza è la carenza di posti letto: “L’ospedale per intensità di cure nasce una logica ben precisa, quella di rispondere a una medicina che nel corso dei decenni è cambiata. Basti pensare al fatto che negli anni ‘90 o 2000, quando si veniva ricoverati per un problema di colecisti, si arrivava due giorni prima del ricovero in ospedale perché c’era la dieta, la preparazione e poi dopo l’intervento si stava a digiuno e se andava bene per una si stava in ospedale una diecina di giorni. Oggi non è più così: l’esigenza è radicalmente cambiata nel corso degli anni. Se dieci anni fa un paziente stava in un letto d’ospedale per 10 o 15 giorni, oggi lo stesso paziente ci sta per un giorno, quindi è evidente che i posti letto necessari sono diversi. L’altra gamba delle cure sanitarie sarebbe dovuta essere il territorio e possiamo dire che sulla medicina territoriale nel corso degli anni ci sono state mille difficoltà, tra cui la mancanza di professionisti sanitari. Oggi abbiamo però un’occasione importante, quella dei grandi investimenti in corso del Pnrr. Io sono convinto che le Case di Comunità potranno cambiare radicalmente le porte d’accesso dei cittadini e il servizio sanitario”.

primi vaccinati contro il coronavirus al san luca

Un altro problema sentito è quello della mancanza di professionisti sanitari: “Spesso sono più attratti dall’estero – conferma Puggelli -, sono più attratti dal privato. Questa è una riflessione che tutti noi da cittadini ma anche da esperti di sanità dobbiamo porre all’attenzione perché il futuro del sistema sanitario pubblico sono convinto che passi da una adeguata valorizzazione proprio dei professionisti”.
“L’edilizia ospedaliera si sta sempre più concentrando verso ospedali monoblocco, questo vale non solo per tutta l’Italia, ma anche per tutto il mondo – prosegue il direttore del San Luca -. Le ragioni vanno spiegate, ma basti pensare quanto era impattante trasportare un paziente da una parte all’altra della struttura. Il monoblocco rende il trasporto del paziente molto più sicuro ed efficiente”.

Anche il Pronto soccorso fa parte del presidio ospedaliero, ultimamente ci sono state molte emergenze e criticità, come potrebbe essere migliorato il servizio?

pronto soccorso, ambulanza

“E’ sicuramente uno dei punti di maggior sofferenza – ammette Puggelli -. Il tema del sovraffollamento dei pronto soccorso è un problema internazionale. Si tratta degli unici presidi sanitari aperti, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno e non manda via nessuno. Questo fa si che in un momento di grande fragilità sociale, il pronto soccorso divenga quel punto di riferimento per i cittadini anche per esigenze che non sono strettamente d’emergenza sanitaria, e questo lo dimostrano i numeri. Questo tema, è la sfida più grande degli ospedali moderni, quella di poter fronteggiare l’emergenza dei pronto soccorso”.

Dottor Puggelli, proviene dall’ospedale Meyer, una struttura molto stimata sia dai professionisti che dai pazienti, sicuramente la sua esperienza in una struttura di eccellenza come quella di Firenze, influenzerà anche il suo incarico a Lucca.

meyer, ospedale, firenze

“Il Meyer è considerato un’eccellenza europea – precisa -. Sicuramente è una realtà che mi ha formato e alla quale sono molto affezionato. Sono grato per quello che mi ha andato soprattutto per due ambiti. Il primo, l’attenzione alla ricerca dell’eccellenza, ovvero il fatto di poter dare ai nostri cittadini cure sempre più avanzate, nasce da un costante legame tra la clinica e la ricerca. Perché la medicina come pochi altri ambiti è una disciplina, con una scienza in costante evoluzione quindi l’attenzione alla ricerca è fondamentale. Dall’altra l’umanizzazione: quando si lavora in un ospedale pediatrico, dove si ha a che fare con i bambini, dove si ha a che fare con le loro famiglie, si impara che la cura è importante, il farmaco è importante, la tecnologia anche, ma prima di tutto è importante prendersi cura delle persone in quanto persone. Quindi il tema dell’umanizzazione è un tema che ho sempre sentito mio e che mi piacerebbe poter portare anche qui a Lucca, perché veramente chi inviene in ospedale si senta preso in carico non soltanto con la garanzia di avere le migliori tecnologie, le migliori terapie a disposizione, ma vorrei che si sentisse preso in carico anche dal punto di vista umano. Chi fa il nostro mestiere non fa un mestiere qualsiasi, fa un mestiere che sa che attraverso la propria azione, le proprie mani, le proprie scienze, cura le persone”.

Quali sono le idee per razionalizzare e migliorare i servizi del San Luca?

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“Il pronto soccorso ha sicuramente bisogno di più attenzione – spiega Puggellli -. Abbiamo un progetto ben strutturato che vedrà la luce entro autunno, quello di ampliamento del pronto soccorso. Anche per portare importanti novità dal punto di vista di nuovi percorsi, proprio in ottica dell’umanizzazione di cui si parlava prima e anche con tempi di attesa adeguati. Questo è il primo obiettivo. Poi abbiamo anche novità tecnologiche: la radioterapia ha chiesto un nuovo macchinario alla Regione e siamo sicuri che raggiungerà l’obiettivo all’inizio dell’anno prossimo. In modo che chi si sottoporrà a radioterapia, possa farlo in modo sicuro, preciso e puntuale. Altro lavoro sarà quello dell’umanizzazione e stiamo rivedendo tutta la cartellonistica e i percorsi in modo che siano più chiari. Poi vorrei portare avanti questo rapporto con la città di Lucca, abbiamo avuto la filarmonica cittadina, concerti importanti. Ecco questo vorrei fosse un ambito da coltivare e vorrei in questo modo far sentire il San Luca ai cittadino, come se fosse veramente il loro ospedale”.