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Lucca, sì in commissione al Regolamento edilizio: il diritto a costruire abbraccia il dovere di restituire

Si completa così il sistema dei rinnovati strumenti urbanistici. Lucca primo Comune in Toscana ad applicare l’indice di riduzione di impatto edilizio

Il nuovo Regolamento edilizio del Comune di Lucca è stato approvato ieri (lunedì 21 luglio) dal voto della commissione consiliare urbanistica presieduta da Lorenzo Del Barga (Difendere Lucca). A esprimersi a favore, dopo l’illustrazione del dirigente Alessandro Marioni, sono stati i consiglieri di maggioranza e la consigliera di minoranza Serena Mammini, assessora all’urbanistica dell’amministrazione precedente. I consiglieri Gabriele Olivati (Lucca Futura) e Gianni Giannini (Pd) si sono invece astenuti: un passaggio che lascia prevedere un possibile ampio consenso nella prossima seduta del consiglio comunale, prevista per giovedì.

Il Regolamento traduce in procedure e indicazioni applicative utili, soprattutto per i professionisti e i tecnici degli uffici comunali, le norme del Piano operativo. È, in sostanza, lo strumento che dice come si ristruttura o si costruisce, secondo quali criteri concreti, quali materiali, quali standard, quali parametri ambientali, quali responsabilità.

Il testo è stato concepito per essere snello e semplice da usare. Due gli allegati che lo accompagnano: l’Abaco degli elementi architettonici e delle componenti degli edifici, che fornisce criteri e modelli per scelte progettuali coerenti con l’identità architettonica e paesaggistica della città, e il Regolamento per l’applicazione dell’indice di riduzione di impatto edilizio (Rie), una novità che fa di Lucca la prima città toscana a darsi criteri misurabili per definire la sostenibilità ecologica e sociale e delle trasformazioni urbane. Indice già introdotto nel Regolamento oneri e sanzioni approvato nel 2022 dalla precedente amministrazione nelle Linee guida per l’edilizia sostenibile in Toscana, ma ancora non applicato proprio per la mancanza del Regolamento edilizio.

Il Rie, in sintesi, è uno strumento ambientale che dimensiona e regola la quantità di suolo impermeabilizzato a seguito di un intervento edilizio. L’obiettivo è contenere, o quando possibile azzerare, gli effetti diretti sul terreno: la difficoltà di deflusso delle acque meteoriche, l’aggravamento del microclima cittadino, l’accumulo di inquinantiatmosferici. Il principio, insomma, è meno cemento, più verde e più permeabilità, anche nei contesti già costruiti dove si interviene per rigenerare un luogo.

Del Rie si tiene conto sia in fase progettuale, come vincolo di qualità e controllo a priori, sia nella fase successiva come parametro per valutare l’impatto effettivo dell’intervento. Il Regolamento comunale di Lucca ne stabilisce le modalità di calcolo, la procedura tecnica, l’asseverazione preventiva, quella finale e le misure di compensazione nel caso in cui le soglie di permeabilità non vengano rispettate.

L’origine di questo indice risale a Bolzano, città in cui fu introdotto nel 2004 su ispirazione di esperienze già consolidate in altre città germanofone, come ad esempio Berlino. Lì fin dagli anni ’90 era attivo lo strumento del Biotope area factor per incentivare interventi edilizi capaci di aumentare la qualità ambientale dello spazio urbano. Bolzano, prima città italiana ad applicare il Rie stabilmente nel proprio Regolamento edilizio, oggi ne valuta positivamente gli effetti, dopo oltre vent’anni di uso continuativo.

In Italia, altri Comuni come Bologna, Reggio Emilia e Abano Terme stanno sperimentando l’uso del Rie. Lucca sarà la prima città toscana che si allinea alle migliori pratiche di sostenibilità a livello nazionale e internazionale. L’adozione dell’indice Rie sostanzia ancora di più l’idea che ha orientato il rinnovo degli strumenti urbanistici che Lucca ha avviato col Piano strutturale del 2017 e ha via via dettagliato: ogni intervento edilizio rilevante dovrà restituire qualcosa alla comunità. È l’idea rivoluzionaria di una città più giusta, che chiede a tutti – cittadini, professionisti, investitori – uno sforzo di responsabilità: lo spazio non è più pensato solo come qualcosa che si possiede, ma come qualcosa che si condivide. Si passa da una logica individuale a una logica collettiva che lega il diritto a costruire alla capacità di generare un beneficio più ampio per l’intero contesto urbano e sociale.

Con l’approvazione del Regolamento edilizio Lucca completa dunque il proprio sistema di strumenti urbanistici. Dopo il Piano strutturale, che definisce la visione a lungo termine della città, e il Piano operativo, che disciplina gli interventi nel dettaglio, arriva ora lo strumento applicativo, quello che consente – concretamente – di dare forma a quanto stabilito nei livelli superiori della pianificazione, aggiornati e conformi all’innovativa legge regionale 65/2014 di governo del territorio e al Pit con valenza di piano paesaggistico.

Questo passaggio segna l’ingresso in una fase nuova: il Comune di Lucca è equipaggiato adesso per affrontare le trasformazioni con lucidità, equilibrio e lungimiranza. Chi opera sul territorio non navigherà più tra interpretazioni discordanti ma avrà una bussola precisa e ben tarata a indicare la direzione.

Il Regolamento edilizio, tuttavia, non è un punto di arrivo, ma di partenza. A settembre, con l’entrata in vigore dello strumento, prenderà il via anche una sorta di percorso di monitoraggio stabile, che coinvolgerà i professionisti del settore e gli uffici comunali. Ogni due giovedì si riunirà infatti il tavolo tecnico istituito nel 2017 con architetti, ingegneri, geometri, e funzionari dell’edilizia privata: il lunedì successivo, quanto emerso sarà portato all’attenzione della commissione urbanistica. L’obiettivo è raccogliere segnalazioni, casi studio, criticità e proposte migliorative: entro la fine dell’anno il Comune arriverà a una prima modifica del regolamento, esito del confronto diretto con chi lo utilizza.

È un metodo che richiama, per analogia, quello dell’adozione e della successiva approvazione degli strumenti urbanistici ‘maggiori’, ma applicato stavolta in forma più agile e mirata, a beneficio dei professionisti e dell’efficienza amministrativa. Ed è anche una scelta di visione: la pianificazione non è rigida ma è letta come un processo dinamico, e la politica – se vuole essere efficace – non deve avere paura di aggiustare il tiro. Modificare, aggiornare, migliorare non significa indebolire lo strumento: significa renderlo vivo, concreto, calato nella realtà. Soprattutto quando si leggono notizie, come quelle che arrivano da Milano in questi ultimi giorni, che evidenziano quanto possano essere fragili – e perfino stravolte – le regole urbanistiche se mancano chiarezza, trasparenza, responsabilità.

Lucca ha scelto l’opposto: regole, partecipazione, qualità. Una visione diversa dello sviluppo, non fondato sull’espansione a ogni costo ma sulla qualità del progetto pubblico e privato, sull’equilibrio tra progresso e cura, sulla restituzione di valore collettivo. È un modo diverso di pensare lo spazio che si persegue, una sfida profondamente culturale e politica: non più solo mio, ma nostro.

Questo passaggio è il frutto di un lavoro lungo e coerente, iniziato dall’ex assessora Serena Mammini con l’amministrazione Tambellini e, dopo qualche incertezza iniziale, portato a compimento dall’amministrazione Pardini. Una continuità politica e tecnica che ha permesso alla città di arrivare, senza strappi, al completamento di strumenti all’altezza di questo tempo complesso e delicato. È anche un segnale importante di maturità istituzionale: quando le visioni si allineano attorno a un obiettivo necessario per la città, le differenze di schieramento non ostacolano ma arricchiscono il percorso.

Certo, gli effetti della pianificazione non sono immediati. Servono tempo, fermezza e pazienza per vedere i risultati delle scelte di oggi. Ma è proprio nella capacità di guardare oltre il presente che si misura la qualità e l’intelligenza dell’azione pubblica. D’altronde il futuro – come diceva il claim scelto per accompagnare l’intero percorso di rinnovamento degli strumenti urbanistici a Lucca – ha un cuore antico.