Dibattito sul Fermi-Giorgi, il comitato dei genitori: “Basta con le fazioni fra professori, si pensi al benessere dei ragazzi”
La replica alla professoressa Smedile: “Le famiglie sono stanche e frustrate da tutta una serie di promesse continuamente disattese”
Replica del comitato dei genitori alla professoressa Smedile sul dibattito in corso sul futuro dell’istituto Fermi Giorgi.
“Ci sentiamo in dovere – dicono – di rispondere ad alcune affermazioni, in particolare rispetto all’ipotesi avanzata secondo la quale gli scriventi siano un’invenzione architettata da una parte di docenti, i quali, attraverso i propri sindacati, avanzano le loro richieste e si battono per le proprie battaglie”.
“Ci dispiace deludere la professoressa, ma non è così – spiega il comitato – Vogliamo rassicurarla che siamo un gruppo di genitori non schierati con nessuna delle evidenti fazioni esistenti all’interno di questa scuola, ma impegnati a far luce sui problemi reali che la affliggono da tempo immemore. Non siamo qui per gossip o chiacchiere da corridoio, ma per affrontare una realtà che molti sembrano voler ignorare. Oltre a chiarire questo malinteso, desideriamo cogliere l’occasione per riconoscere l’impegno dell’attuale dirigente, nella speranza che continui il suo lavoro in questo istituto. La dirigente in forze dallo scorso anno ha compiuto sforzi significativi per garantire trasparenza ed offrire eque opportunità a tutti gli studenti di tutti gli indirizzi offerti dall’istituto senza creare situazioni che di fatto potrebbero creare studenti di serie A e studenti di serie B, offrendo una guida ad una nave evidentemente allo sbando”.
“Tuttavia, ciò non basta – spiegano nella replica – Le famiglie sono stanche e frustrate da tutta una serie di promesse continuamente disattese. È ora di smetterla con le illusioni, che non solo sono ingannevoli, ma che danneggiano irreparabilmente la reputazione della scuola. Il fenomeno dell’approccio clientelare è diventato davvero insostenibile. La scuola non deve trasformarsi in una fabbrica di prodotti appetibili da vendere per raccogliere consensi e iscrizioni. Gli studenti non sono clienti da blandire e accontentare per garantire numeri secondo una logica distorta che riduce l’istruzione a una mera transazione commerciale, minando il valore e la libertà dell’insegnamento. In questo clima, l’istituzione scolastica si piega sempre di più evidentemente ad interferenze esterne. Come genitori che affidano i propri figli a un’istituzione fondamentale per la nostra società, è davvero sconvolgente toccare con mano tanta acredine tra i docenti, che sembrano più preoccupati di schierarsi in opposte fazioni piuttosto che lavorare insieme per il bene degli studenti. È incredibile come si possa così dimenticare l’obiettivo primario della scuola ovvero il benessere dei ragazzi”.
“È ora che tutti, dai professori ai dirigenti, smettano di farsi la guerra e si uniscano per costruire un ambiente scolastico che realmente rispetti e valorizzi i nostri figli – conclude il comitato – Quello che oggi chiediamo non sono visioni lontane, né dichiarazioni sindacali ideologiche. Chiediamo risposte rapide, concrete, istituzionali. Chiediamo chiarezza, trasparenza perché le famiglie hanno bisogno di certezze, soprattutto quando devono scegliere il futuro scolastico dei propri figli. Chi ha responsabilità prenda la parola. Ma non per dipingere scenari ideali: ci servono scelte immediate e trasparenti”.


