La segnalazione in vernacolo
|Una poesia per il Garby in via dei Borghi, il ‘disservizio’ in versi
Stamani (12 agosto) la struttura funzionava regolarmente, ma sotto il sole è difficile vedere le scritte sul display
Da mesi non funziona il pulsante per aprire il contenitore della plastica, nel garby all’inizio della così detta via dei Borghi. Un simpatico lucchese ha deciso quindi di scrivere una poesia in vernacolo, per raccontare questo disagio, e di attaccarla proprio sul contenitore, così da farla leggere a fruitori e gestori del servizio.
A dirla tutta però stamani (12 agosto) il garby funzionava regolarmente, anche se con fatica. Certo la collocazione, sotto il solleone di agosto, non aiuta a vedere le scritte sul display.
Ciò che ha attirato l’attenzione è stata più che altro la capacità del poeta lucchese, che scrive:

Mi garberebbe conosce la funsione
di questa magica invensione
che qualche fenomeno ha inventato
per fa venì ìl lucchese un po’ dannato
chi va a buttà ir pattume ner cassone
per farlo deve avè l’autorizassione
che viene dopo avè passato il tesserino
e ir buo osì divrevve aprissi pian pianino
ma una vorta un va e l’artra pure
e a sistemallo poi ci vol più cure
ci ritrovian così a più non posso
a ributtar la plastica ner fosso
e a chi scrive di buttà ir pattume in Piazza Varanini
lo dica all’inventor che ha agguanto un sacco di varini
E a noi verrebbe da aggiungere:
Caro lucchese, la plastica un la buttà ner fosso,
fa’ du’ passi più ‘n là, un ti rompi l’osso.
Che c’è un artro Garby a’ canto,
che funziona ‘un solo ogni tanto.





