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La città pronta ad omaggiare il Volto Santo. In cattedrale si esegue il ‘Mottettone delle Campane’

La composizione è di don Emilio Maggini che si addice al Giubileo. Un libro svela tutti i segreti delle composizioni musicali per la Luminara

I portalumini sono stati installati, i paramenti sono alle finestre dei palazzi pubblici e di qualche ufficio privato. È tutto pronto, insomma, per la grande festa della città, la Luminara della vigilia della Santa Croce. 

Ma sarà un’intera giornata di festa, preludio a una serie di eventi che caratterizzeranno il Settembre Lucchese,

Domani (13 settembre) alle 10 nella cattedrale di Lucca si terrà la presentazione pubblica del Volto Santo restaurato con intervento di alcuni esperti che descriveranno le operazioni, rese necessarie dal degrado della statua, svolte in questi anni. Alle 10,30 l’arcivescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti, presiederà una preghiera che terminerà con la benedizione della sacra effigie simbolo della Chiesa e della città di Lucca.

La sera poi saranno celebrati i tradizionali primi vespri alle 18, sempre in cattedrale e presieduti da Giulietti. Invece, alle 19,15 in zona San Frediano ci sarà il raduno delle rappresentanze che partecipano nella prima parte della Luminara, quella religiosa. Alle 20 sul sagrato della Basilica di San Frediano c’è la preghiera d’inizio della Luminara. Al termine della Luminara, in cattedrale tutti potranno rendere omaggio al Volto Santo, che sarà visibile all’interno del laboratorio di restauro. Poi seguiranno una breve allocuzione dell’arcivescovo, canti da parte di tutte le corali presenti, liturgia conclusiva esecuzione e benedizione finale.

Tutto si conclude con il Mottettone. Quest’anno sarà eseguito il Mottettone delle campane di monsignor Emilio Maggini, riproposto in quanto si tratta di una composizione oltremodo gioiosa e con un tema molto popolare: si addice dunque all’anno giubilare, che richiama ad essere pellegrini di speranza. È un mottettone classico, in tre tempi: il primo allegro Acclamate al Signore voi tutti della terra, cui segue un brevissimo adagio di meditazione Perché egli è buono è buono nel Signore lodatelo per sempre, per concludersi poi sul tema delle campane per la fuga finale dell’Alleluia.

Sarà eseguito dalla Cappella Santa Cecilia assieme al Coro del Duomo di Castelnuovo di Garfagnana, per un totale di 70 coristi. Con loro: Maicol Pucci e Luca Lencioni alle trombe, Federica Martinelli alle campane tubolari e Giulia Biagetti all’organo. Dirige il Maestro Luca Bacci.

L’esaltazione della Santa Croce è prevista per domenica 14 settembre alle ore 10,30 con lamessa pontificale presieduta da Giulietti.

Il volume

In libreria, proprio nei giorni della Luminara il volume di Fabrizio Guidotti Salve Crux.Il “mottettone” di Santa Croce nella tradizione musicale lucchese

Fabrizio Guidotti,autore del volume, ci accompagna in un viaggio inedito nella storia di quella composizione musicale che risuona ogni anno al termine della Luminara, nella Cattedrale di Lucca, la sera del 13 settembre. Il volume, realizzato da Ente Cattedrale di San Martino grazie alla curatela di Maria Pacini Fazzi editore, è già in libreria e racconta per la prima volta Lucca, da una specifica prospettiva storico-musicale ricca di fonti davvero sorprendenti.

Se da una parte infatti la tradizione del mottettone ha origini incerte, è senza dubbio dal Settecento che s’impone come momento centrale non solo della festa grande dei lucchesi, ma anche come specchio dei tempi e delle relazioni tra i poteri civili e le autorità ecclesiastiche. È datato 1753 il primo Mottettone conosciuto, opera di Giacomo Puccini Senior, capostipite dell’omonima dinastia musicale, prima opera censita nella ricostruzione cronologica che ci accompagna fino ad oggi e che conclude il ricco percorso della ricerca. Partendo dalla analisi del quadro storico e istituzionale, dall’individuazione dei caratteri musicali e letterari del Mottettone, grazie alla minuziosa ricostruzione delle delibere cittadine di tre secoli, si restituisce il motivo conduttore di quella che è una composizione emblema dello spirito comunitario della nostra città testimoniato dalla ferma volontà di mantenere, sempre,  quella solennità, espressa in grandiosità sonora che la comunità aveva sposato all’evento «nazionale»; e a cui non volle mai rinunciare anche quando, malintese esigenze etiche e liturgiche, tra Otto e Novecento, ne misero in discussione la legittimità.

Entrano così in scena la crisi postunitaria, il non expedit, la volontà di isolamento artistico e culturale della Chiesa. La dovizia di dettagli che in particolare dipingono un Ottocento e Novecento in cui il mottettone si adatta, si stabilizza, si rinnova o si ritrova, è il tratto unico e inedito che Guidotti offre al lettore, dimostrandosi non solo specialista della materia, ma anche ricercatore attento e rispettoso che con viva curiosità vuole approcciarsi a questa tradizione lucchese nella quale, come spiega nell’introduzione don Piero Ciardella: “Si intrecciano arte, fede e politica, rendendola un prisma attraverso cui osservare la storia culturale e sociale di Lucca”.

Ma questo non è un libro che ricostruisce e celebra il passato. Anzi, e questo emerge chiaramente nella lettura del volume e lo esplicita con parole chiare nella premessa l’Arcivescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti: “È particolarmente interessante e opportuna l’opera di sistematica ricerca condotta sulle origini, le caratteristiche e l’evoluzione del mottettone, con la speciale attenzione prestata al contesto culturale, politico ed ecclesiale in cui tale tradizione è nata e si è sviluppata. Vedere cosa abbia rappresentato per Lucca la composizione e l’esecuzione del mottettone e le modalità con le quali esso è stato realizzato risulta illuminante per immaginare cosa potrà essere in futuro, nel contesto di una Chiesa e una società molto diverse e in veloce cambiamento. La centralità dell’evento musicale rispetto alla celebrazione della grande festa di Santa Croce era infatti molto chiara in passato, mentre oggi ha certamente bisogno di una consistente opera di risignificazione; la quale, d’altra parte, è stata operata diverse volte nel corso della plurisecolare vicenda di questa composizione”.

Un lavoro di scavo e di collaborazione che vede coinvolti con gli archivi e gli studiosi lucchesi singolarmente ringraziati dallo stesso autore: da Sara Matteucci, direttrice di coro e musicologa che ha fattivamente collaborato alle ricerche archivistiche a Luca Bacci, direttore della Cappella Santa Cecilia, autore anche della pagin  musicale pubblicata in retrocopertina; ma davvero tutte le istituzioni culturali lucchesi sono state coinvolte in una ricerca minuziosa e appassionata che ha potuto beneficiare anche della consultazione, grazie alla famiglia Tronchetti, del cospicuo archivio storico del compositore Carlo Angeloni riordinato dall’architetto Giovanni Pacini.

Fabrizio Guidotti, musicologo svolge intensa attività di ricerca incentrata sulle tradizioni storico-musicali lucchesi e sull’arte organaria in Italia. Fra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Musiche annue e avventizie in una città stato d’Antico regime. Lucca ai tempi dei primi Puccini; I capricci di Bernarduccio. Aneddoti, umore e costume nel diario musicale luccheseContributi per la storia della musica a Lucca, pubblicati da Pacini Fazzi editore.