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Fede, uomini e animali, don Cerri: “Il gregge di cui Gesù parla è l’umanità”

Il parroco di San Giusto: “Niente di male se i cani entrano in chiesa ma è l’uomo la gloria del Dio vivente”

Per riflettere… sorridendo riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione di don Franco Cerri, parroco di San Giusto 

Non è facile vedere nelle nostre città genitori italiani a passeggio con bambini piccoli, ma piuttosto siamo soliti vedere tante coppie che passeggiano accompagnando uno o due cani. Ognuno con il suo cane. Come pure persone che portano a spasso i cani con il passeggino e magari li proteggono ricoprendoli perché non prendano freddo.
Invece è molto facile vedere coppie di stranieri con bambini piccoli e spesso anche due o tre e a volte anche di più.
Non a caso le statistiche parlano di decrescita delle nascite in Italia, che sta diventando sempre di più un problema sociale.
D’altra parte è sotto gli occhi di tutti l’interesse e l’attenzione verso gli animali, in particolare verso i cani, ma anche verso i gatti.
Perfino sono non pochi i cani che “frequentano” le chiese e bisogna ammettere che a volte sono più attenti e silenziosi, quasi più fedeli dei fedeli umani. Pur essendo una cosa buona, restano sempre animali. I quali, tra l’altro non hanno bisogno di preghiere. Certo sono creature di Dio, ma non sono persone, non bisogna dimenticarlo. Nella Bibbia, Dio, dopo aver creato gli animali, ”vide che era cosa buona”. Ma quando creò l’uomo, “vide che era una cosa molto buona”. E la Scrittura aggiunge: “Così Dio creò gli uomini secondo la sua immagine, a somiglianza di Dio li creò”. Pur avendo creato anche altri essere viventi, soltanto dell’uomo viene detto “creato a immagine di Dio”. E ancora: “Dio soffiò nelle narici dell’uomo un alito di vita”. Come dire: Dio vive nell’uomo.
Certamente vanno rispettati gli animali, ma soprattutto è l’uomo che deve essere onorato. Non sono sullo stesso piano.
Invece, da quanto vediamo, sembra più importante l’animale, Si pensi alla pubblicità per l’adozione di cani e gatti, mentre c’è meno attenzione all’adozione dei bambini senza genitori.
È vero che Gesù si dice “buon Pastore”, ma non si tratta di un pastore di animali, ma di persone che Lui ama, guida, come fa un pastore con il suo gregge. Viene rappresentato come un pastore che porta sulle spalle la pecora perduta, ma quella pecora simbolicamente rappresenta l’uomo. Non c’è scritto che Gesù sia stato un animalista. Il gregge di cui Gesù parla è l’umanità.
Niente di male se anche i cani partecipano insieme ai loro amici umani alla Liturgia della Chiesa, ovviamente ognuno a suo modo. Ma è l’uomo, dice la Scrittura, la gloria del Dio vivente.
Poveri noi se ci accontentassimo di avere tanti animali in chiesa, perché non è quello il gregge del buon Pastore.