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Una mattinata all’Arancio per ricordare la figura di don Pietro Gianneschi

Ha introdotto Ilaria Vietina che ha presentato anche un piccolo volumetto con gli interventi dell’incontro ad un anno dalla sua morte

Per una chiesa comunità di relazione: questo il titolo alla mattinata che si è svolta nel salone parrocchiale dell’Arancio per ricordare la figura di don Pietro Gianneschi.

All’inizio dei lavori la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo monsignor Giulietti e concelebrata da don Marcello Brunini, don Alessandro Bertolacci e da don Antonello Piras, a seguire l’inizio dei lavori nel salone.

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Ha introdotto Ilaria Vietina che ha presentato anche un piccolo volumetto dove sono raccolti gli interventi dell’incontro svoltosi ad un anno dalla morte di Don Pietro.

La biblista Elisabetta Urbano e don Marcello Brunini hanno parlato della centralità della relazione nella comunità cristiana.

Elisabetta Urbano ha preso spunto dal  testo del brano La curadi Franco Battiato scritto insieme al filosofo Manlio Sgalambro.  Come prendersi cura, accogliere e costruire amicizia con un forte accento alle scritture. L’amicizia come rapporto gratuito e reciproco, a siglare una alleanza di comunione. Dal libro del Siracide Chi trova un amico trova un tesoro è la risultanza del grande valore dato all’amicizia vera e gratuita.

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Don Antonello Piras, parroco a Quartu Sant’Elena in Sardegna, legato da grande affetto a Don Gianneschi, ha trattato di come la centralità delle relazioni umane sia stato un momento forte, centrale nella vita di don Pietro .

È stata poi la volta di Donatella Turri che ha raccontato la sua esperienza personale di rappresentante Caritas nel difficile e impegnativo cammino sinodale che riportiamo per esteso nell’intervista assieme a quella di don Marcello Brunini.

Ilaria Vietina al termine della mattinata è visibilmente soddisfatta: “È stata una mattinata intensa con tanti contenuti e anche una buona partecipazione. Abbiamo vissuto un equilibrio tra il ricordo  di quella che è stata l’esperienza personale delle persone nella relazione che hanno avuto con don Pietro e una riflessione approfondita che ha cercato di dare degli orizzonti a quello che è oggi l’obiettivo delle comunità: accogliere le persone, avere la capacità di offrire una piena partecipazione e proporre una responsabilità ai credenti riguardo alla costruzione di ambienti che siano vivi, attenti e che siano in grado di offrire obiettivi alle persone – prosegue Vietina – Quindi condividere e costruire insieme. È stata molto rilevante la sottolineatura  di quanto soltanto nel saper raccogliere  e valorizzare il contributo di ciascuno, sia esso uomo, donna, giovane che si affaccia alla vita della comunità sia un grande dono e una opportunità per costruire un ambiente capace di accogliere tutti”.

Un ringraziamento particolare è andato a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita dell’incontro e a Don Lucio Malanca che ha messo a disposizione i locali parrocchiali.

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