Logo

Cronaca di una mattinata fra il San Francesco e il duomo per la visita al Volto Santo restaurato che ha dato lustro all’università e alla città

Quasi una toccata e fuga, silenziosa, senza dichiarazioni ufficiali. 

Ma basta la sola presenza a Lucca del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per dare lustro a un evento importante come l’inaugurazione ufficiale dell’anno accademico dell’Imt, resa ancora più preziosa dalla consegna del dottorato honoris causa in cultural systems al professor Sabino Cassese, un intellettuale che definire giurista è decisamente riduttivo.

Per l’arrivo del numero uno del Quirinale si mobilita, ovviamente, tutto l’apparato di sicurezza, non solo le forze dell’ordine ma anche i servizi e il servizio di scorta del Quirinale. 

Fin dalle prime ore del mattino viene chiusa via dei Bacchettoni (nessuna comunicazione ufficiale era arrivata in tal senso dal Comune o dall’organizzazione), chiusa anche via Santa Chiara. I pedoni, insomma, possono arrivare in piazza San Francesco solo dalla Madonna dello Stellare e tutti (o quasi) sono quindi costretti, arrivando dai parcheggi intorno alla città o nelle immediate vicinanze, a un lungo giro per raggiungere il luogo dell’evento. 

Quando si avvicina l’ora stabilita, le 10,50, dell’arrivo del presidente tutti sono già ai loro posti in San Francesco. Il portone principale è stato chiuso, la stampa e le tv sono collocate. Nell’attesa un silenzio raro si diffonde nella navata dell’ex chiesa del convento francescano. 

Si sistema la banda che eseguirà l’inno dell’ateneo e l’inno nazionale, estra il corteo accademico e finalmente, annunciato dalla speaker, dopo che nella navata sono arrivati la prefetta Giusi Scaduto, il questore Edgardo Giobbi, il sindaco Mario Pardini, il presidente della Provincia, Marcello Pierucci e il governatore Eugenio Giani, da dietro al palco, preceduto dai corazzieri che nel frattempo si sono sistemati ai lati del palco principale, arriva il presidente Sergio Mattarella, che nel frattempo era giunto in macchina presidenziale davanti al San Francesco accolto dalle istituzioni. 

Saluta i presenti in prima fila e si colloca, come da protocollo, nell’ultimo posto della fila di destra vicino al corridoio, accanto al presidente Eugenio Giani.

Seguirà tutta la cerimonia con attenzione, dando ogni tanto qualche cenno di assenso soprattutto durante la lectio magistralis del professor Cassese. Dopo l’omaggio musicale finale a Puccini a cura del conservatorio di musica Luigi Boccherini preceduto dalla scorta e seguito dalle altre istituzione accoglie l’applauso di omaggio del pubblico di studenti e professori ed esce dal portone principale. Un breve cenno ai presenti e di nuovo in auto per recarsi in duomo per una visita al Volto Santo restaurato prima di proseguire il suo programma istituzionale.

A salutarlo, in piazza San Martino, alcuni bambini anche perché si è trattata di una visita non annunciata in precedenza e che non prevedeva momenti di incontro con la cittadinanza. 

È stato accompagnato dall’arcivescovo Paolo Giulietti, dal sindaco Mario Pardini, dal rettore Marco Gragnani, dal presidente del Capitolo monsignor Alberto Brugioni e dal vicario generale Leonardo Della Nina. “Il presidente – ha raccontato la diocesi – ha voluto rendere omaggio al Volto Santo, ammirandone il recente restauro: ne ha apprezzato l’antichità e il fraterno, vivido sguardo, tornato finalmente splendente. Si è poi soffermato in sacrestia davanti al monumento di Ilaria del Carretto e, avviandosi verso l’uscita, ha contemplato l’ultima cena del Tintoretto. Una visita che ci riempie di gratitudine e orgoglio, segno di apprezzamento verso il nostro patrimonio culturale, la sua bellezza e i valori che continua a custodire e tramandare”.

È la seconda volta in pochi anni, comunque, che il presidente Mattarella fa visita alla città. Dopo una visita più estesa nel marzo 2017, in cui aveva fatto visita anche al Museo Puccini, oltre a un intervento lungo e significativo al teatro del Giglio stavolta, è stato l’omaggio a un’alta istituzione cittadina come l’Imt a convincere il presidente alla trasferta lucchese.

Un momento che ha dato, per una mattinata, lustro non solo all’università, ma all’intera città. Aspettando il prossimo appuntamento con l’inquilino del Quirinale.