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Il patrimonio lucchese si racconta con la De.C.O.: nuove eccellenze entrano nel registro cittadino

Granucci: “Così raccontiamo la nostra città attraverso produttori, artigiani, associazioni, famiglie e imprese storiche”

Prosegue a Lucca la valorizzare del proprio patrimonio culturale e gastronomico attraverso la Denominazione comunale di origine (De.C.O.), un progetto ormai pienamente attivo sul territorio, coordinato dall’assessore alle attività produttive Paola Granucci. L’iniziativa identifica e certifica quei prodotti, quei saperi e quelle manifestazioni che, più di ogni altra cosa, raccontano l’identità lucchese, la sua storia e il suo modo di vivere, tutelandoli e rendendoli riconoscibili anche all’esterno.

Le prime iscrizioni al registro hanno riguardato alcuni simboli della tradizione locale, come la Sagra della zuppa di Aquilea, la Zuppa di Aquilea, le Pesche morianesi Nottole e Dolfil e due preziose varietà di ciliegie locali, la Papalona e il Marchiano, testimonianza di un legame profondo tra agricoltura, comunità e territorio.

A queste eccellenze si sono aggiunti, durante l’ultima riunione della Commissione De.C.O. tenutasi la scorsa settimana, ulteriori realtà che entrano ufficialmente a far parte del patrimonio certificato della città. Tra queste figurano la torta di verdura con i becchi, la biadina di Tista, la storica focaccia del Forno a vapore Amedeo Giusti, così come la tradizione della Carta d’epoca e della mostra mercato del libro antico Seminati d’Arte con l’Associazione Heritage. A rappresentare il sapere artigianale lucchese entrano nel registro La tessitura e La Tessenda, mentre un tassello fondamentale dell’editoria cittadina viene riconosciuto con Maria Pacini Fazzi. A chiudere l’elenco, due icone della dolcezza lucchese: la china Massagli e il celebre buccellato della storica bottega Taddeucci.

Il progetto De.C.O. si conferma così come uno strumento non solo di tutela, ma anche di promozione culturale ed economica. Custodire le radici alimenta infatti nuove opportunità di crescita: le produzioni locali diventano più riconoscibili, le manifestazioni storiche rafforzano la loro identità e i saperi artigianali possono essere tramandati con maggiore chiarezza e orgoglio. La De.C.O. rende tangibile ciò che appartiene alla memoria collettiva e allo stesso tempo lo proietta nel futuro, con la forza di un marchio istituzionale che certifica qualità, autenticità e tradizione.

A sottolineare questo valore è l’assessore Paola Granucci, che afferma: “Con la De.C.O. raccontiamo la nostra città attraverso chi la fa vivere ogni giorno: produttori, artigiani, associazioni, famiglie e imprese storiche. Tuteliamo le nostre origini, ma allo stesso tempo costruiamo nuove opportunità economiche e culturali per il futuro. La De.C.O. non è un’etichetta: è un atto di identità e di comunità. La De.C.O. sarà inoltre protagonista al Desco la prossima settimana, con uno stand dedicato per promuovere le eccellenze, i saperi lucchesi e le finalità di questo ambizioso progetto».

Il registro aggiornato, insieme alle schede descrittive dei prodotti e delle realtà riconosciute, è consultabile sul sito del Comune di Lucca. La città continua così a custodire ciò che la rende unica, trasformando la memoria in valore e la tradizione in risorsa condivisa.