Violenza di genere, il Centro Luna: “Crescono richieste e complessità dei casi”. Nel 2024 485 contatti
Aumentano prese in carico, ingressi in casa rifugio e interventi nelle scuole. Il Centro: “La responsabilità è sempre di chi agisce violenza, fondamentale tutelare l’autodeterminazione delle donne”.
Nel pieno del dibattito nazionale sulla violenza contro le donne, il Centro Antiviolenza Luna di Lucca pubblica i dati 2024 e le prime proiezioni 2025, restituendo un quadro di crescente pressione sui servizi e di aumento delle situazioni ad alta vulnerabilità. Numeri che rispecchiano una tendenza regionale condivisa dai 14 Centri della rete toscana Tosca.
Parallelamente, il Centro ribadisce i principi che orientano il proprio lavoro, richiamando la cornice culturale e sociale in cui la violenza di genere si sviluppa. Una presa di posizione che si allinea alle linee della rete nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la Violenza.
“I Centri antiviolenza non possono essere interpretati come servizi neutri o meramente assistenziali – dichiarano la presidente del Centro Antiviolenza Luna Daniela Elena Caselli e lo staff -. Sono luoghi politici femministi, garantiti da personale qualificato, dedicati all’ascolto competente, al rispetto dell’anonimato e alla costruzione di percorsi personalizzati. La nostra identità di luoghi riservati alle donne è compatibile con la collaborazione con quegli uomini che riconoscono la necessità di superare i modelli imposti dalla cultura patriarcale e che sostengono un percorso verso una società più equa”.
Al centro, sottolinea il Centro Luna, resta il principio dell’autodeterminazione e della libertà di scelta: ogni decisione — incluso l’accesso alle Case Rifugio — deve rispettare tempi e scelte delle donne. “Interventi obbligatori o standardizzati rischierebbero di compromettere la qualità dell’accoglienza”.
Fondamentale anche ribadire la responsabilità: “La violenza è sempre di chi la agisce. Attribuire alle donne colpe o corresponsabilità rappresenta una forma di rivittimizzazione e ostacola la capacità della società di contrastare il fenomeno”.
Sul fronte dei numeri, il 2024 mostra un aumento dei contatti e delle prese in carico: 485 contatti totali, 223 prese in carico, 171 richieste di protezione e 41 ingressi in casa rifugio. Il dato regionale della rete Tosca, che nel complesso registra 3199 contatti, conferma un quadro di pressione crescente anche sul sistema toscano.
L’anteprima 2025 evidenzia una tendenza stabile: da gennaio a fine ottobre il Centro Luna ha registrato 343 contatti, 225 prese in carico e 43 ingressi in casa rifugio. Per quanto riguarda il profilo delle donne, le fasce d’età più rappresentate nel 2024 sono 30–39 anni (30%), 40–49 (28%) e 18–29 (18%). Il Centro accoglie una quota relativamente più alta di donne tra i 40 e i 49 anni rispetto al dato regionale, che invece vede un picco nella fascia 30–39.
Quanto alla nazionalità, il 58,3% delle donne che si rivolge a Luna è italiano, il 27,1% proviene da Paesi extra-UE e il 14,7% da Paesi dell’Unione Europea, una distribuzione in linea con quella regionale. Nel 2025 emerge un dato significativo: la fascia 18–29 sale al 30%, segnalando un aumento delle richieste da parte delle donne più giovani.
La violenza psicologica rimane la forma più diffusa, con 286 casi nel 2024, seguita dalla violenza fisica (208), dallo stalking (48), dalla violenza sessuale (28) e da quella economica (28). Anche a livello regionale la violenza psicologica rappresenta la principale tipologia, con 1503 casi registrati.
Nel 2025 la situazione non cambia e i casi di violenza psicologica registrati sono già 213. Un dato cruciale riguarda la fase in cui si trovano le donne al momento della richiesta di aiuto: nel 2024 il 56% è ancora nella relazione con l’autore di violenza, una percentuale che nel 2025 resta simile (52%). La fase pre-separativa è ritenuta una delle più rischiose, e il Centro sottolinea l’importanza del lavoro di motivazione, protezione e supporto in questo momento delicato.
Sul piano operativo, il 2024 registra 1650 ore di supporto psicologico, 6876 colloqui con assistenti sociali, 132 ore di sostegno lavorativo, 61 consulenze legali e l’avvio di 23 percorsi giuridici, di cui il 51% in ambito penale e il 26% in ambito civile. Nel 2025, fino a novembre, sono già state effettuate 1270 ore di supporto psicologico, 94 ore di consulenza legale gratuita e 100 ore di orientamento lavorativo, numeri che indicano un ulteriore rafforzamento dei servizi.
Importante anche l’impegno nelle scuole: nel 2024 il Centro ha lavorato in 23 classi, soprattutto nelle secondarie di secondo grado, con percorsi su stereotipi, violenza di genere, sport e competenze relazionali; nel 2025 le classi coinvolte salgono a 36, con nuovi moduli dedicati alla violenza digitale, all’educazione all’affettività e al progetto Fiabe ribelli.
Il Centro Antiviolenza Luna ricorda infine le parole pronunciate durante la manifestazione nazionale del 22 novembre a Roma, promossa da Non Una di Meno e aperta dai Centri della rete D.i.Re: “Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che non hanno più voce. Siamo la Luna – che muove le maree – cambieremo il mondo con le nostre idee”. I dati raccolti confermano la centralità del Centro nel territorio lucchese e la necessità di un impegno costante, tanto nella protezione e nel supporto delle donne quanto nella prevenzione culturale, soprattutto nelle scuole. Una crescita complessiva della domanda che, nelle parole del Centro, richiama l’urgenza di continuare a investire in strumenti di ascolto, tutela e autonomia per chi vive situazioni di violenza.


