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Da 235 anni in centro storico l’Antica Bottega di Prospero: “Da noi lavoro, tradizione e fiducia”

Francesco Marcucci, l’attuale titolare, tramanda l’attività aperta nel 1790: “Siamo il vero negozio a chilometri zero”

Nel centro storico si festeggiano i 235 anni di una delle attività di più lungo corso di Lucca.

Stiamo parlando dell’Antica Bottega di Prospero. Un nome noto non solo ai lucchesi ma anche oltre il confine delle alberate mura. Un locale che sin dalle origini è riuscito a farsi apprezzare e rimanere al passo con i tempi. Abbiamo incontrato al civico 13 di via Santa Lucia il signor Francesco Marcucci nel fondo che lui stesso conduce da una vita.

Rimaniamo subito attratti da elementi medievali e dalla porta cinquecentesca che ci introduce nel negozio. Si respira un fascino dal sapore antico che trasuda sin dalle pareti più moderne, dai balconi o dagli oggetti contadini in legno. Senza dimenticare particolari bilance ricche di storia. Il settantenne attuale proprietario di quella che ancora oggi è un’apprezzata ininterrotta gestione familiare ci ha svelato il sipario su quella che è la storia della sua attività. Un percorso di vita lungo ben due secoli e addirittura cinque generazioni.

“Piazza San Michele – racconta Francesco Marcucci – un tempo era la piazza del mercato e degli affari. I pastori, i contadini ed i sensali della campagna lucchese con gli stessi cittadini lucchesi si incontravano lì. L’Antica Bottega di Prospero era alle origini un negozio di granaglie che faceva forse anche da raccolta ai coltivatori. Nel lontano 1790, un certoProspero Battistoni diede vita in questi locali alla nostra attività. Dopo gli anni in negozio di suo nipote Vincenzo Marcucci, subentrò mio nonno Francesco che era suo figlio. Nonno Francesco sposò poi mia nonna Elisa Battistoni che era anche giovane nipote del fondatore. Da loro poi il locale è passato nel 1925 a mio padre Vincenzo nato nel 1913. Papà Vincenzo per più di 60 anni con il supporto di mia mamma Luisa fu l’anima di questo luogo. Con lui agli inizi c’era anche un altro fratello che morì, un altro fratello Danilo che non si era sposato e lo aiutò fino alla sua scomparsa nel 1970 e due sorelle Franca e Marina che rimasero in negozio finché si sposarono”.

Antica Bottega di Prospero
Antica Bottega di Prospero

“Dagli anni Settanta – prosegue Francesco – con la morte di mio zio subentrai io a dare una mano a mio padre ormai vicino alla pensione. E poi successivamente anche le mie sorelle Gemma e Elisabetta che al tempo in cui io iniziai a lavorare erano piccole”.

E proprio sua sorella Gemma Marcucci indimenticato volto dell’attività e del commercio lucchese, è stata per tanti anni cuore ed anima dell’Antica Bottega di Prospero. Per la precisione circa 40 anni fino alla prematura scomparsa a soli 56 anni nel 2021. Nonostante le difficoltà anche talvolta non lievi, l’attività è comunque sempre riuscita ad avere uno sguardo di fiducia verso il futuro.

“Il negozio viste le difficoltà presenti anche nei tempi più moderni – rivela Francesco Marcucci – va assolutamente bene. Non ci lamentiamo. Come attività molto particolare e ormai storica abbiamo una clientela che ci conosce non solo in Italia ma in tutto il mondo. Tanti i turisti e personaggi famosi che sono passati ed hanno avuto occasione di fermarsi fra queste mura e banchi per scambiare con noi una parola o gustarsi qualche nostra specialità. Dai grandi registi ai più noti attori. Ma non faccio nomi”.

Nonostante un’importante ristrutturazione nel 1990, il locale ha mantenuto pressoché intatte le caratteristiche originali anche di derivazione medievale. “Il negozio si è comunque allargato al retrobottega, un tempo adibito a magazzino. C’è sempre – prosegue Francesco Marcucci – una continua richiesta oggi per noi. Il cliente oggi infatti cerca una tradizione con qualità e noi cerchiamo di soddisfarlo”.

Antica Bottega di Prospero

L’Antica Bottega di Prospero ha conciliato elementi caratterizzanti come la tipicità con l’innovazione. “La nostra esperienza – mette in luce il signor Marcucci – ci fa ricercare tanti prodotti al marchio. Vogliamo portare avanti comunque la tradizione con l’insieme dei nostri fornitori ed artigiani locali che vogliamo continuare a scegliere e premiare. Sono persone ormai di consolidata e lunga esperienza professionale locale. Alcuni dei nostri fornitori – rivela – servivano anche mio padre. Sono attività oggi dove vi lavoravano anche i loro nonni”.

Il negozio lucchese punta quindi sempre al massimo oggi sui prodotti locali.

Il negozio è a chilometri zero. Ci basiamo – ricorda il proprietario dell’Antica Bottega di Prospero – sulla vendita sfusa, di prodotti naturali e lucchesi. Abbiamo un insieme di prodotti alla fin fine per una cucina contadina. Il nostro forte è sempre stato soprattutto il legume italiano o toscano magari venduto in sacchi di iuta o barattoli particolari ed i prodotti locali. Come gli affettati e i formaggi della Garfagnana, il miele, le paste, i biscotti fino ai prodotti preparati. Senza dimenticare come valorizziamo anche la vendita di un insieme di prodotti dell’agricoltura lucchese come la castagna, l’olio o la farina gialla. Il nostro lavoro – dice Francesco Marcucci – premia i bravi coltivatori e produttori locali. In qualche modo la nostra attività si è sempre adeguata ai vari periodi del commercio attraversando anche tante epoche di guerre e periodi difficili come di pandemie”.

Forse ci sarà un motivo per cui tutti coloro che si sono avvicendati alla gestione del locale siano stati chiamati ed identificati anche con il nome di Prospero. Un nome non a caso ma quello di colui che per primo diede vita a quello che ancora oggi è simbolo in primis di forte genuinità e lunga garanzia commerciale. “Il segreto familiare – dice Francesco Marcucci – è l’affezione e la conoscenza del prodotto. Tutti quanti i miei familiari si sono tramandati la vita del nostro negozio. Anche con i miei collaboratori Roberto presente da trent’anni e Paola qui sempre da un periodo importante, si è creato un bel rapporto. La nostra – conclude – è una vita molto lunga di lavoro, tradizione e fiducia”.