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Presentati i risultati di ‘Demopolis’ su valori, ambizioni e percezioni di ragazze e ragazzi di Lucca tra i 15 e i 19 anni

I giovani lucchesi – tra 15 e i 19 anni – ritengono la famiglia e il benessere personale tra le cose più importanti della vita ed hanno invece l’esigenza di sentirsi più sicuri nei posti che frequentano. Questi sono solo alcuni dati che emergono da un’ampia indagine demoscopica realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, insieme all’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, su ragazze e ragazzi della provincia di Lucca, confrontandola con dati su scala nazionale.

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Questa mattina (mercoledì 10 dicembre) la Chiesa di San Francesco ha accolto alcune classi delle scuole superiori di secondo grado di Lucca e della provincia per una presentazione divulgativa e accessibile dei principali dati emersi dall’indagine. Hanno introdotto l’incontro in San Francesco la vicepresidente della Fondazione, Maria Pia Mencacci, e la dirigente dell’ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara, Marta Castagna. Insieme a Pietro Vento, direttore di Demopolis, ed alla ricercatrice Maria Sabrina Titone, che hanno poi presentato i risultati del progetto, cercando di fare chiarezza laddove le risposte sembrassero, ad un primo sguardo, di difficile interpretazione.

“La ricerca – ha spiegato il direttore di Demopolis Pietro Vento – punta a restituire profondità ad un segmento, quello degli under 20, troppo spesso raccontato per stereotipi, a valorizzare la voce e lo sguardo delle nuove generazioni. Dall’indagine emerge un profilo valoriale, di prospettive e di vissuti con rilevanti specificità: l’aspirazione giovanile al benessere come elemento centrale ed importante della vita, ad esempio, si misura in provincia di Lucca con una percentuale di oltre 20 punti superiore alla media nazionale”.

“L’indagine – prosegue – è stata realizzata all’Istituto Demopolis su iniziativa della Fondazione Cassa del Risparmio di Lucca. È la prima volta in cui si realizza una ricerca che va ad ascoltare il mondo degli under 20 della provincia, cercando di capire quale è il loro vissuto quotidiano, le loro preoccupazioni, le loro aspettative per il futuro. Emerge una generazione in qualche modo anche tradizionale che crede nella famiglia e ma che ha un bisogno ovvero l’esigenza di stare bene, di benessere psicologico ed economico. Un punto che invece attraversa l’intera ricerca è quello della sicurezza. Questo è un aspetto che non ci aspettavamo in modo così evidente. Quando si chiede ai ragazzi cosa si desidera restare al tempo libero, dicono prevalentemente luoghi sicuri in cui incontrarci fare anche nuove amicizie. Per fortuna rispetto al fenomeno nazionale delle baby gang nelle grandi metropoli a Lucca siamo abbastanza lontani. Però è anche da qui che nasce una percezione di insicurezza su una generazione così giovane, chiaramente un tema sul quale serve in prospettiva anche ragionare e ragionare e intervenire. Un altro punto che emerge è un disinteresse compressivo per la politica. Invece, c’è particolare attenzione al tema del cambiamento climatico e dell’ambiente”.

“La Fondazione mette già in atto moltissimi progetti per i giovani – afferma la vicepresidente Mencacci -, perché ci sono bandi in cui si lavora sullo sport, si lavora sull’educazione, si lavora sul sostegno dei giovani a tutto in vario modo. Però avevamo proprio andare a intercettare quelle che erano le esigenze più specifici, quindi abbiamo messo in piedi questo progetto e abbiamo fatto queste indagini. Ci ha colpito molto la richiesta per esempio di maggiore sicurezza. Un altro tema molto importante è l’alfabetizzazione per gli adulti, per quanto riguarda il mondo dei social, per quanto riguarda un uso corretto della rete per poter così affiancare questi ragazzi. Le prospettive che si aprono sono tante, adesso vedremo come agire”.

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L’evento proseguirà oggi pomeriggio, alle 17, nella Cappella Guinigi dove verranno ospitati invece gli addetti ai lavori: rappresentanti delle istituzioni, dirigenti scolastici, associazioni e professionisti che operano quotidianamente con i giovani della fascia dai 15 ai 19 anni.

La ricerca, sviluppata su temi centrali dell’adolescenza – in che cosa credono i ragazzi oggi, che cosa desiderano, quali preoccupazioni nutrono per il presente ed il futuro – ha coinvolto un campione di 1280 ragazze e ragazzi e, grazie alla sinergia tra interviste, focus group e rilevazioni campionarie, è riuscita a restituire un quadro ricco e articolato della realtà giovanile: risultati talvolta prevedibili, talvolta sorprendenti, come è, d’altronde, naturale in un universo complesso e in continua evoluzione come il loro.

Non sono mancate alcune incongruenze, ma proprio queste hanno permesso di far emergere elementi di particolare interesse che hanno indotto gli studenti ad esporsi e a rivelare le problematiche che li affliggono. Inoltre, hanno proposto alcuni temi su cui la scuola dovrebbe porre maggiore attenzione come lavorare realmente sull’educazione civica e portare sui banchi scolastici l’educazione affettiva.

La fase di indagine campionaria è stata realizzata con modalità integrate cawi-cati-cami dal 15 al 30 maggio 2025. Supervisione di Marco Elio Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

I DATI

I giovani si fidano solo della famiglia come istituzione e la citano fra le cose importanti della vita, ma in famiglia si raccontano poco: l’unico dato della vita dei figli davvero noto è l’effettivo rendimento scolastico (90 per cento). Il 61 per cento degli under 20 della provincia di Lucca dichiara che gli adulti capiscono sempre meno i ragazzi. Emerge, inoltre, grande sfiducia nei confronti della politica. Al secondo posto, con il 44 per cento, pongono fiducia del Presidente della Repubblica. La scuola – al terzo posto – ottiene la fiducia di 3 intervistati su 10.

Il 76 per cento dichiara che i genitori conoscono le compagnie frequentate. Minoritarie sono altre dimensioni dell’esistenza giovanile di cui i genitori sono davvero informati: consumo di alcol, sessualità, paure, frequentazioni online, queste ultime note soltanto al 6 per cento degli adulti.

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Fuori dalle mura domestiche, 7 su 10 chiedono luoghi sicuri in cui trascorrere il tempo libero in amicizia. Il 48 per cento, quando si trova fuori casa, teme di poter essere vittima di molestie, violenza o bullismo, con un dato che sale al 75 per cento fra le ragazze.

Con dati coerenti con le medie nazionali, la quotidianità dei ragazzi è molto in rete: il 27 per cento si dichiara quotidianamente connesso per più di 10 ore; un ulteriore 43 per cento per più di 5 ore al giorno.

Del resto, fra ragazzi, solo residualmente ci si confronta su temi del dibattito pubblico: dalle guerre alla politica. Fra pari si dialoga invece di ciò che è davvero vicino: sentimenti, rapporti di coppia, relazioni (dichiara il 79 per cento), ma anche – per 7 su 10 – della vita scolastica e di fatti accaduti in città e nella propria zona di residenza.

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Sul podio delle cose più importanti della vita, con oltre l’80 per cento di citazioni, fanno salire anche il benessere psicologico, lo stare bene con se stessi (83 per cento). Immaginando il loro futuro, il desiderio più grande per oltre 8 ragazzi su 10 della provincia di Lucca è il benessere a tutto tondo: star bene economicamente (84 per cento), stare in salute (83 per cento) e, ancora una volta, star bene con se stessi (80 per cento). Ancor più della realizzazione lavorativa.

Il 73 per cento fra i genitori italiani afferma di vedere con pessimismo, oggi in Italia, il futuro dei propri figli.

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