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Passa la fiaccola olimpica ma la Focolaccia non è fra gli invitati: scoppia la polemica

Il vicepresidente Fanucchi, il fondatoreCerri e il presidente Claudio Salvetti sollevano la questione: “Eppure il delegato Fisi è un socio”

Non mancano le polemiche, alla vigilia del passaggio della fiamma olimpica verso Milano – Cortina 2026. A sollevarle sono alcuni dei soci fondatori dello Sci Club La Focolaccia, Luciano Fanucchi, Roberto Cerri e Claudio Salvetti che, nonostante una richiesta che data 18 novembre, non vedrà un proprio rappresentante fra i tedofori e nemmeno un invito ufficiale per l’evento a cinque cerchi. 

“La fiamma olimpica emblema dei XXVI giochi olimpici invernali farà tappa a Lucca. A livello nazionale viene promossa, dalla Federazione degli sport invernali e dal Comitato organizzatore, rivolgendosi giustamente al mondo giovanile. Casualmente a Lucca e provincia opera una società sportiva che dello sport invernale ha fatto il suo credo. Una società che nell’evento locale non viene coinvolta o invitata. Non nominiamo la società; risulta forse sconosciuta negli storici annali della Fisi?”.

Così si apre la lettera rivolta al Comitato Olimpico nazionale, regionale e locale, alla Fisi nazionale, regionale e locale e all’assessore allo sport, Fabio Barsanti: “Vorremmo a tal proposito sottolineare che il delegato provinciale (Arturo Guidi, ndr) è socio di tale sodalizio. Certamente ignorare per questa occasione l’importanza del lavoro di questa associazione aportiva (nata il 28 ottobre 1971) nella promozione dello sci di fondo e del biathlon ci pare una grave scorrettezza. Oltre 6000 giovani hanno partecipato ai corsi per l’apprendimento di una salutare, ecologica e pratica attività sportiva, nonché escursionistica che pare abbia a che fare con la neve e la sua realtà sportiva invernale, sottolineiamo invernale. La nostra società unica rappresentante del Cat (comitato appennino toscano) svolge attività a livello nazionale giovanile con particolare attenzione al mondo del biathlon. Questa attività porta lustro al Cat e alla Fisi (delegazione di Lucca) e ovviamente alla società stessa. Al nostro interno, oltre che maestri di sci, abbiamo istruttori di biathlon, allenatori e responsabili, a livello nazionale, della squadra nazionale giovanile di biathlon (e tralasciamo i buoni risultati del passato). Possiamo affermare una presenza nel mondo degli sport invernali da non sottovalutare ma soprattutto non ignorare. La nostra attività è presente anche nel mondo della disabilità; da oltre trenta anni collaboriamo con l’Allegra Brigata. Questa società ha il merito di promuovere attività sportive rivolte ai disabili. Come notazione è di questi giorni un riconoscimento internazionale per i ragazzi praticanti lo sci di fondo. Quattro atleti, seguiti per anni dalla nostra società, hanno avuto l’onore di essere convocati per manifestazioni a livello europeo che si terranno in Estonia agli inizi del prossimo anno. Sei saranno gli atleti che rappresenteranno l’Italia; e quattro sono ragazzi che hanno appreso lo sci di fondo con noi. Motivo questo di orgoglio e di una presa di coscienza che la nostra attività è ben conosciuta al di fuori della cerchia urbana. Motivo per ricordare che le Olimpiadi riguardano anche gli atleti paraolimpici”.

“Invece il delegato Fisi, nonostante conosca molto bene questa realtà – dicono – sembra essere all’oscuro della sua esistenza che, invece, è molto apprezzata a livello nazionale e aggiungiamo anche a livello internazionale. Ahimè nemo profeta in patria, grande saggezza dei nostri avi. Viene spontaneo osservare:  se il mondo sportivo che opera nel settore specifico viene ignorato, quali sono i criteri di selezione per chi usufruisce dell’onore di partecipare ad eventi estremamente significativi in forza dei quali avviene la diffusione di attività sportive inerenti al mondo degli sport invernali? Perché non si tiene conto della ricaduta di immagine, anche a livello nazionale, della presenza di allenatori e giovani atleti afferenti tale mondo? Queste osservazioni nascono dall’amarezza di due soci fondatori, di tale sodalizio, che hanno trascorso volontariamente molto del suo tempo libero per la promozione e diffusione dello sport invernale. Osservazioni che anche l’attuale presidente condivide”.