La sentenza
|Legge toscana sul turismo legittima, Federalberghi Lucca: “Ora concorrenza leale con gli affittacamere”
A Lucca il tema degli affitti brevi resta sotto osservazione. Santini: “Non è un’emergenza ma monitoriamo la situazione”
La Corte Costituzionale ha respinto integralmente il ricorso del governo contro il Testo unico del turismo approvato dalla Regione Toscana nel dicembre 2024, sancendo la piena legittimità delle norme che attribuiscono a Regioni e Comuni il potere di regolamentare affitti brevi, bed and breakfast e altre forme di ricettività extra-alberghiera.
Secondo il governo, la legge toscana sarebbe stata incostituzionale perché interveniva su materie di competenza statale e violava la libertà d’impresa. La Consulta ha invece stabilito che la disciplina del turismo rientra nelle competenze regionali e che Regioni e Comuni, conoscendo meglio i territori e le loro criticità, sono i soggetti più adatti a intervenire per contrastare fenomeni come il sovraffollamento turistico.
I giudici hanno riconosciuto la legittimità delle norme che consentono ai Comuni ad alta densità turistica di introdurre limiti specifici alle locazioni brevi in determinate aree, come già previsto per la zona Unesco di Firenze. Sono state giudicate costituzionali anche le disposizioni che impongono la gestione in forma imprenditoriale della ricettività in civile abitazione, ritenute sì un’interferenza nelle scelte dei proprietari, ma giustificate da una funzione sociale: contenere la proliferazione incontrollata delle strutture e gli effetti negativi dell’overtourism.
Via libera anche ai limiti dimensionali per affittacamere e bed and breakfast, pensati per evitare i micro-alloggi, così come al regime transitorio fino al 1° luglio 2026 per l’obbligo di variazione della destinazione d’uso a turistico-ricettiva. Nessuna violazione costituzionale è stata riscontrata neppure sulle norme che riguardano la gestione associata delle unità immobiliari da parte degli alberghi.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Eugenio Giani, che ha parlato di una legge “pienamente legittima su tutta la linea”, sottolineando come, dopo la pronuncia della Consulta, anche i regolamenti comunali che si richiameranno a questa normativa avranno basi solide e difficilmente impugnabili.
Una sentenza destinata ad avere effetti ben oltre i confini toscani: a poche ore dalla decisione della Corte, anche altre Regioni, come l’Emilia-Romagna, si sono mosse per introdurre misure analoghe.
Il riflesso su Lucca
Il pronunciamento della Corte costituzionale assume un significato particolare anche per Lucca, dove il tema degli affitti brevi è da tempo al centro del dibattito pubblico. Negli ultimi anni, soprattutto nel centro storico, la crescita delle locazioni turistiche ha sollevato preoccupazioni legate alla disponibilità di alloggi per i residenti, all’aumento dei canoni e alla progressiva trasformazione del tessuto urbano.
La sentenza rafforza dunque la possibilità, anche per Lucca, di intervenire con strumenti regolamentari mirati, in linea con quanto previsto dalla legge regionale. Sul tema si sono espressi l’assessore al Turismo Remo Santini e il presidente di Federalberghi Pietro Bonino, che hanno richiamato la necessità di un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della città.
“L’amministrazione comunale di Lucca sta monitorando il fenomeno degli affitti brevi – ha sottolineato Santini -. Attendiamo la fine dell’anno per avere un quadro delle locazioni che fanno questo tipo di attività e, quando avremo i dati del 2025, decideremo come muoverci. Non riteniamo ci sia un particolare allarme ma è sicuramente una situazione da tenere sott’occhio e vedremo se utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla regione Toscana. Il Cin obbligatorio comunque ha fatto emergere tante strutture che lavoravano a nero e già questo è un dato soddisfacente”.
“Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – ha dichiarato Pietro Bonino -. Sono state ascoltate le richieste che gli albergatori avevano depositato in questi 20 anni sui vari tavoli delle amministrazioni. Siamo stati presi sotto scacco perché, non essendoci regole, molti potevano affittare gli appartamenti anche al singolo giorno, quindi c’era concorrenza diretta con le strutture ricettive. Ora con queste restrizioni anche i proprietari degli appartamenti da affittare hanno molti costi in più da sostenere, quindi il prezzo del singolo giorno si alzerà ed entreranno in concorrenza leale con noi. Tutto questo sempre se il Comune si avvarrà della legge“.
In questo quadro, il via libera della Consulta rappresenta un passaggio decisivo: non una battuta d’arresto al turismo, ma la conferma che governarne gli effetti è possibile e legittimo, anche a livello locale.

